13 settembre le elezioni svedesi rischiano di far saltare i tempi della riforma europea su tabacco e nicotina. Bruxelles punta a un accordo sulle nuove accise, ma la resistenza di Stoccolma sulle bustine di nicotina rende incerto il passaggio politico previsto in autunno. E poiché sulle tasse serve l’unanimità dei 27 Stati membri, il no svedese può fermare l’intero dossier.

    Al centro dello scontro c’è un prodotto grande pochi centimetri, senza tabacco e sempre più diffuso: le nicotine pouches, le bustine che si tengono sotto il labbro e rilasciano nicotina attraverso la mucosa orale.

    La Commissione vuole inserirle, insieme a sigarette elettroniche e tabacco riscaldato, nel nuovo sistema europeo delle accise. La Svezia si oppone a un forte aumento della tassazione. Dietro la battaglia sui prezzi emerge così una questione molto più delicata di salute pubblica: quanto devono costare i prodotti alternativi alle sigarette per aiutare i fumatori ad abbandonare il fumo senza rendere la nicotina più accessibile ai giovani?

    Un mercato cambiato in pochi anni

    Le regole europee sulle accise risalgono a un’altra epoca. Le aliquote minime sono ferme al 2010, quando sigarette elettroniche, tabacco riscaldato e bustine di nicotina avevano un peso marginale.

    Oggi questi nuovi prodotti valgono circa il 13% del mercato europeo del tabacco e dei prodotti correlati.

    La Commissione vuole quindi aumentare le accise minime e introdurre per la prima volta regole fiscali comuni anche per e-cigarette, tabacco riscaldato e nicotine pouches.

    La ragione è anche sanitaria. Nell’UE fuma ancora circa il 24% della popolazione e l’obiettivo europeo è scendere sotto il 5% entro il 2040.

    Perché proprio la Svezia

    La Svezia è un caso particolare. Nel Paese è storicamente diffuso lo snus, tabacco orale che può essere venduto grazie a una deroga ottenuta con l’ingresso nell’Unione europea.

    Ma snus e bustine di nicotina non sono la stessa cosa.

    Le bustine non contengono tabacco: rilasciano nicotina attraverso la mucosa della bocca. Ed è soprattutto sulla loro tassazione che Stoccolma contesta il progetto europeo. La proposta di Bruxelles, infatti, non cancella la deroga svedese sullo snus.

    La posizione svedese parte da un dato reale: il fumo di sigaretta comporta rischi molto elevati legati soprattutto alla combustione. Mantenere alternative senza combustione più economiche potrebbe quindi incentivare alcuni fumatori adulti ad abbandonare le sigarette.

    Ma questo non significa che le bustine siano innocue.

    La nuova preoccupazione sono i giovani

    La nicotina crea dipendenza. E proprio sulle bustine l’Organizzazione mondiale della sanità ha lanciato nel 2026 un nuovo allarme.

    Nel mondo ne sono state vendute oltre 23 miliardi nel 2024, più del 50% in più rispetto all’anno precedente. Nel 2025 il mercato globale sfiorava già i 7 miliardi di dollari.

    A preoccupare sono soprattutto i giovani. Aromi dolci, confezioni piccole, utilizzo discreto e promozione attraverso social e influencer possono rendere questi prodotti attraenti anche per chi non ha mai fumato.

    Durante l’adolescenza, inoltre, il cervello è ancora in sviluppo e l’esposizione alla nicotina può favorire la dipendenza e interferire con attenzione e apprendimento.

    La scelta difficile dell’Europa

    Ed è qui che la discussione sulle tasse diventa una questione di salute.

    Se sigarette e prodotti senza combustione vengono tassati quasi allo stesso modo, potrebbe diminuire l’incentivo per un fumatore adulto a scegliere un’alternativa meno dannosa del fumo.

    Se le bustine restano troppo economiche, però, possono diventare una nuova porta d’ingresso alla nicotina.

    L’Europa dovrà quindi trovare un equilibrio delicato: riconoscere che i prodotti non hanno tutti lo stesso profilo di rischio senza far credere che alcuni siano privi di rischi.

    La battaglia con la Svezia deciderà le tasse. Ma dietro c’è una partita molto più grande: capire quale spazio dare alla nicotina nell’Europa che vuole liberarsi dal fumo.

    Fonti:

    Commissione europea – European Commission modernises Tobacco Taxation Directive, 16 luglio 2025.
    Commissione europea – Revision of the Tobacco Taxation Directive, 2025.
    Commissione europea – Impact Assessment accompanying the proposal for a Tobacco Taxation Directive, 2025.
    Euractiv – Swedish election leaves EU tobacco tax deal in limbo, 2026.
    World Health Organization – WHO warns nicotine pouch brands targeting youth as sales surge, 15 maggio 2026.
    World Health Organization – Exposing marketing tactics and strategies driving the global growth of nicotine pouches, 2026.

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