Spalmati su un fronte vastissimo, alimentati da un vento mutevole e ostinati a non cedere, i roghi sull’isola di Brazza (Brač) continuano a tenere in scacco i soccorritori. Questa mattina le autorità antincendio hanno confermato che il rogo non è ancora sotto controllo. Le stime preliminari parlano di circa 1.500 ettari di erba, macchia mediterranea e bosco ridotti in cenere, mentre la scorsa notte alcune strutture abitate e storiche sono state seriamente minacciate.

    Rinforzi da tutta la costa dalmata

    “È arrivato il supporto dei colleghi delle Regioni di Ragusa (Dubrovnik) e della Narenta (Neretva), di Sebenico e Tenin (Knin) e Zara, portando a quota 190 il numero degli operatori attualmente impegnati sul campo”, hanno dichiarato i responsabili del centro operativo dei vigili del fuoco di Brazza all’agenzia Hina. Le operazioni si concentrano in particolare nell’area intorno all’allevamento ittico vicino a Milna, dove tre Canadair stanno supportando le squadre da terra.

    Il comandante dei vigili del fuoco dell’isola, Nikola Martinić Dragan, ha spiegato che il fronte del fuoco avanza in direzione ovest e sud-ovest verso il territorio comunale di Milna. “Durante la notte abbiamo dovuto proteggere diversi edifici minacciati dalle fiamme, che i nostri uomini sono riusciti a difendere con successo”, ha riferito Martinić. Le squadre sono inoltre schierate a presidio e protezione dello storico eremo di Piaggia (pustinja Blaca).

    Il fattore vento

    La Comunità dei vigili del fuoco croata ha reso noto che già nel corso della notte precedente 134 operatori supportati da 36 automezzi hanno presidiato l’area. L’incendio, divampato giovedì in tarda serata, continua a trovare terreno fertile a causa del vento incessante che cambia continuamente direzione, disperdendo le scintille e complicando le operazioni di spegnimento.

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