Roma, 12 settembre 2026 – Un altro deposito di munizioni per l’Ucraina è esploso. Questa volta la “santabarbara” era dislocata nella Bulgaria centrale, vicino al villaggio di Gorni Varpishta. È il secondo rogo (Ma forse sono di più dall’inizio della guerra in Ucraina) che riguarda un deposito di munizioni della stessa società, la Emko. L’azienda ha escluso l’errore umano in entrambi i casi e la polizia sta indagando anche per sabotaggio. Considerando anche che in agosto si sono verificati altri 5 “incidenti” a fabbriche europee che forniscono armi a Kiev, le coincidenze iniziano ad essere un po’ troppe e i sospetti si concentrano sulla cosiddetta “guerra ibrida” della Russia.  

    Nessun ferito e dipendenti evacuati

    L’esplosione, seguita da incendi, non ha causato vittime, ma non è stata chiarita l’entità di danni. “Al momento non vi è alcun pericolo per la popolazione”, ha dichiarato la polizia locale, rendendo noto anche che i dipendenti sono stati evacuati e l’area è stata transennata. Il luogo è abbastanza isolato, il villaggio di di Gorni Varpishta dista oltre un chilometro dal sito.

    Nel deposito c’erano munizioni e polvere da sparo

    L’incendio è divampato intorno alle 23:20 locali, le 22:20 italiane, in un deposito dove erano conservate munizioni e polvere da sparo, ha confermato la televisione pubblica Bnt. Le fiamme, che hanno interessato anche il bosco nelle vicinanze, sono state domate, e sono stati individuati e neutralizzati circa 60 proiettili dispersi dalla deflagrazione.

    Esplode un altro deposito di munizioni per l’Ucraina, questa volta in Bulgaria. Sospetto sabotaggio: il terzo per la Emko
    Già ad agosto la Emko registrò un incendio in uno stabilimento 

    Il direttore dello stabilimento, Slavcho Dimiev, comunque non ha voluto precisare se il materiale fosse destinato all’Ucraina. Già il 10 agosto un’altra esplosione aveva colpito un deposito della stessa azienda a Belitsa, a pochi chilometri di distanza, rendendo necessaria l’evacuazione di circa 300 dipendenti.

    L’azienda nel mirino di 007 russi? Il Ceo fu avvelenato nel 2015

    In quell’occasione in un primo tempo si era pensato all’incendio accidentale di un’autocisterna, ma Emko aveva escluso l’errore umano e ricordato altri episodi analoghi verificatisi nelle proprie strutture come quello del 2023 quando esplose uno stabilimento di Karnobat dove erano conservate munizioni destinate all’Ucraina. Inoltre la Emko appartiene all’imprenditore Emilian Gebrev, fornitore di armamenti all’Ucraina. Nel 2015 lo stesso Gebrev fu vittima di un attentato: fu avvelenato con una sostanza tossica e le autorità bulgare accusarono agenti russi del Gru.

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