Modena, 12 settembre 2026 – Quattro video di pochi minuti, due girati il 15 maggio e due quando è già passata la mezzanotte, quindi il 16 maggio, giorno dell’attentato in centro a Modena. Video deliranti, quasi tutti in lingua inglese in cui Salim El Koudri sembra anche parlare con persone non presenti, criticando note influencer e altri personaggi pubblici e, in generale, il sistema occidentale.

I soccorsi dopo l’attentato: era il 16 maggio
È quanto emerge in queste ore sul terribile attentato del 16 maggio in via Emilia Centro. L’indagato, Salim El koudri rivolge verso se stesso il cellulare per poi ‘abbandonarsi’ a lunghi monologhi, sproloqui della durata di alcuni minuti, cinque al massimo. I video – recuperati sul telefonino del giovane a fronte di un lungo lavoro svolto dalla Digos – sono stati riversati ai fini della perizia psichiatrica a cui El Koudri è stato sottoposto nei giorni scorsi e quindi posti a disposizione dei consulenti della procura e delle parti.

Salim el Koudri, 31 anni, origini marocchine ma nato a Bergamo
Disprezzo verso la cultura occidentale
Nei filmati, appunto, l’indagato esprime disprezzo nei confronti di alcune note influencer italiane ma anche nei confronti – in generale – della cultura occidentale. Tra il materiale riversato vi sono anche alcuni ‘meme’ di Trump. Pare che Salim infatti abbia anche espresso critiche nei confronti del sistema americano. A breve è attesa l’udienza durante la quale i periti incaricati saranno chiamati ad esprimersi sulle condizioni psicologiche dell’indagato e, soprattutto, se il giorno della terribile strage fosse in grado di intendere e volere.

La morte di Monica Esposito
Ricordiamo che a seguito dell’attentato ha perso la vita Monica Esposito mentre altre sette persone sono rimaste gravemente ferite. Non risulterebbero, al momento, segni evidenti di radicalizzazione del 31enne: risulta che guardò in passato video di una strage in Nord Europa, ma in tempi non sospetti. Nessun, invece, incontro dubbio nei suoi viaggi solitari in Europa.

Monica Esposito, la 55enne deceduta in seguito all’attentato del 16 maggio
Bignami: “Matrice islamica”
“Vi ricordate l’attentato di Modena, quello compiuto da Salim El Koudri, che a maggio scorso ha investito i passanti nella città emiliana uccidendo una signora e ferendo gravemente numerose altre persone con modalità del tutto identiche a quelle usate dai terroristi islamici? Se non ve lo ricordate, non vi preoccupate, perché hanno fatto di tutto perché lo dimenticaste ed anzi, hanno fatto di più: hanno provato a spiegarlo, dicendo che chi parlava di matrici islamiche era un bugiardo, uno xenofobo, un islamofobo, perché in realtà l’attentatore era un cittadino italiano di nascita, non agiva per motivi islamici, era un ragazzo con disturbi mentali; poverino, in fin dei conti non era neanche giusto parlare di un attentato». Parole di Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, in video su Facebook.
“Poi si scopre che non era italiano di nascita – prosegue – ma marocchino di nascita, che non ha agito spinto dai suoi disturbi, ma che i disturbi non c’entravano nulla. E oggi si scopre che nei giorni precedenti non solo aveva mandato via delle mail in cui diceva che i cristiani andavano sterminati tutti, ma aveva anche girato dei video in cui affermava che l’Italia andava distrutta. Lo trovate scritto su qualche giornalone? Lo sentite in qualche Tg? Se ne occupa qualche trasmissione, una di quelle magari sempre pronte a lanciare l’allarme della destra al governo? No, non lo sentite da nessuna parte. Zero totale. E allora a questo punto la domanda non è più perché El Koudri ha fatto tutto ciò, perché è evidente perché lo ha fatto, la domanda diventa perché tanti giornaloni, tanti intellettuali, tanti politici, tutti di sinistra, si sono affrettati a dire che El Koudri era un italiano disagiato; che poverino, non si è riuscito a integrare, ad aiutare, ad accogliere, come per dire che alla fine è sempre colpa nostra. La risposta è una, queste persone sono complici dell’islamizzazione dell’Italia e riconoscere quello che fin da subito era ovvio, cioè che la natura di quell’attentato era islamica, era un problema, ma attenzione, un problema non per gli islamisti, un problema per loro, perché da italiano è complice di questa islamizzazione. Ed è questo ciò su cui dobbiamo riflettere, sul fatto che esiste un problema maggiore di chi viene qua per islamizzare la nostra Patria e sono quelli che rinunciando alla nostra identità, alla nostra storia, glielo vogliono lasciar fare, per ragioni economiche, politiche, elettorali. Le ragioni sono tante, ma quel che è certo è che non possiamo, non dobbiamo lasciarglielo fare, dobbiamo continuare a difendere i confini, i valori, la nostra identità, dobbiamo continuare a farlo. Come sta facendo Giorgia Meloni e se non piace a questi soggetti, vuole dire che siamo sulla buona strada”.
La replica del sindaco Mezzetti
“So già cosa succederà nelle prossime ore, il meccanismo è collaudato: la mattina un giornale nazionale pubblica un articolo, subito dopo un politico della destra ne rilancia i contenuti e poi via a spammarlo sui social in modo ossessivo, perché, come diceva Berlusconi, una bugia ripetuta diventa una verità”. Lo dice, in un video, il sindaco di Modena Massimo Mezzetti, replicando al capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Galeazzo Bignami.
“Se qualcuno si sta dimenticando di quello che è successo, non siamo noi qui in questa città, ma siete voi a Roma”, ribatte il sindaco, rivendicando che “Modena non dimentica e non dimenticherà mai”, con il pensiero ai feriti “che porteranno sul loro corpo i segni per tutto il resto della loro esistenza”.
Mezzetti ricorda inoltre che a escludere la pista terroristica fu il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, giunto in città il 17 maggio insieme al capo della polizia e uscendo dalla Prefettura di Modena. Per questo invita Bignami a rivolgere la domanda al ministro con un’interrogazione: “Altrimenti la sua è solo una speculazione sui morti e i feriti”.
