Alessandro Di Battista è tornato in Italia ieri mattina. L’aereo sanitario sul quale ha viaggiato è atterrato intorno alle 7.15 nell’area dell’Aviazione generale dell’aeroporto di Ciampino, in un riserbo reso evidente anche dalla disposizione di velivoli e mezzi sulla pista, posizionati in modo da schermare il trasferimento da occhi indiscreti. Intorno al perimetro e nei punti nevralgici dello scalo erano presenti diverse pattuglie delle forze dell’ordine, mentre un’ambulanza è giunta praticamente in contemporanea al velivolo e si è posizionata di fronte alla scaletta, con i lampeggianti accesi.
Per circa un quarto d’ora soccorritori e personale di volo hanno predisposto il trasferimento in sicurezza dell’ex parlamentare, rientrato da Cuba dopo il grave malore dello scorso 28 agosto e il successivo intervento neurochirurgico all’Avana. Gli uomini del 118 sono quindi saliti a bordo e hanno prelevato Di Battista in barella, con la testa visibilmente fasciata. Sulle scalette, uno dei soccorritori ha sorriso e pronunciato qualche parola mentre guardava in viso l’ex parlamentare. Forse lo ha rassicurato sull’arrivo a destinazione. Con le mani incrociate sul petto in posizione di sicurezza, Di Battista è sembrato cosciente. Pochi minuti ancora per sistemarlo all’interno dell’autoambulanza, poi il mezzo si è mosso dalla pista scortato da un’auto della polizia fino alla rotonda d’ingresso dello scalo. Da lì ha proseguito da solo il percorso verso il Policlinico Gemelli, dove Di Battista è arrivato intorno alle 8.20 ed è stato preso in carico dai medici per proseguire le cure e gli accertamenti.
Il viaggio è durato in tutto 12 ore. Il Luxembourg Air Ambulance 407G è decollato nel tardo pomeriggio di venerdì dall’Avana e ha compiuto tre tappe intermedie: prima Nassau, alle Bahamas, poi Gander, in Canada, e infine in Lussemburgo, prima delle ultime due ore di volo fino a Roma. Contrariamente a quanto ipotizzato alla vigilia, l’aereo non ha volato a bassa quota come preventivato per ridurre gli effetti della pressurizzazione nell’abitacolo. Almeno a giudicare dai tracciamenti telematici che hanno evidenziato un’altitudine di crociera standard, tra i 10mila e i 12mila metri. Questo, oltre a suggerire una certa serenità del personale medico sulle condizioni di Di Battista, ha consentito di evitare una sosta in Islanda per il carburante, prevista dalla pianificazione di una traversata più «bassa» e più dispendiosa. Al netto di speranze e segnali positivi, la cautela è d’obbligo. «Premesso che non conosco il quadro clinico, se ha superato un volo sanitario di 12 ore è sicuramente un buon segnale», ha osservato il neurochirurgo Giulio Maira, già direttore dell’Istituto di Neurochirurgia del Gemelli.
«Le prime 24 ore sono particolarmente importanti», ha aggiunto, invitando ad attendere gli esami e il bollettino dei medici. Anche l’associazione Schierarsi ha insistito sul mantenimento del riserbo. «Grazie per la vicinanza e l’affetto, ma ora rispettiamo la privacy di Alessandro e della sua famiglia», ha scritto sui social il presidente Luca Di Giuseppe. Con tanto d’appello a sostenitori e giornalisti a non «prendere d’assalto» il Gemelli, «così da consentire ad Alessandro e famiglia di vivere i prossimi giorni nella necessaria tranquillità». Vicinanza è giunta anche dal mondo della politica e delle istituzioni. «Sono contento che Di Battista sia rientrato», ha commentato il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani.
12 settembre 2026
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