L’agente desidera spostarsi da Belluno ad Agrigento dove risultano esserci dei posti vacanti: la sua richiesta ora sarà riesaminata entro due mesi

    Il Tar Veneto riapre la partita sul trasferimento di un poliziotto dalla Questura di Belluno alla provincia di Agrigento, chiesto dall’agente per poter assistere il figlio di meno di tre anni. 

    I giudici accolgono la domanda cautelare e impongono all’amministrazione di riesaminare l’istanza entro 60 giorni. Dal canto suo l’amministrazione aveva respinto l’istanza sostenendo che nella sede richiesta non vi fosse un posto vacante e disponibile e richiamando anche le esigenze di organico a Belluno. Gli avvocati Francesco Leone, Simona Fell e Raimonda Riolo, che assistono l’agente, sottolineano che dall’accesso agli atti sarebbe emersa una situazione diversa da quella indicata dall’amministrazione. «In Questura a Belluno non risultavano scoperture organiche nel ruolo dell’agente, mentre nella provincia di Agrigento erano presenti posti vacanti corrispondenti al ruolo ricoperto dal ricorrente», spiegano i legali, indicando in particolare i commissariati di Palma di Montechiaro e Sciacca. 



















































    Il provvedimento non dispone dunque direttamente il trasferimento, ma impone una nuova valutazione della richiesta alla luce degli elementi emersi. «Le sentenze non si commentano – spiegano dalla Questura di Belluno – da parte nostra c’è massimo rispetto per tutto quello che decide il Tribunale. A tutto il resto penserà, eventualmente, il ministero, visto che ci sono tantissime situazioni di questo tipo in tutta Italia». 

    12 settembre 2026

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