Roma, 13 settembre 2026 – La Lituania ha chiuso l’aeroporto di Vilnius e la Nato ha fatto decollare i caccia in risposta a un possibile avvistamento di droni. I caccia degli Alleati sono partiti dalla base di Siauliai, nel nord del Paese. L’allarme è rientrato quando la minaccia si è rivelata essere uno stormo di uccelli.  

    È sempre più alta la tensione nel Baltico, dove si temono possibili incursioni russe. Stamattina è stata bombardata una stazione di servizio a Yahodyn – a pochi chilometri dal confine tra Ucraina e Polonia – ed è stato colpito un treno passeggeri. 

    Più tardi il presidente ucraino Volodymyr Zelensky spiega le dimensioni degli attacchi: “Tutte le squadre di emergenza sono al lavoro vicino al confine polacco-ucraino, nella regione di Volinia, dove i russi hanno deliberatamente incendiato la locomotiva di un treno e danneggiato una stazione di servizio. La scorsa notte e questa mattina sono stati presi di mira impianti energetici, la compagnia ferroviaria Ukrzaliznytsia, attività commerciali ed edifici residenziali. Odessa è stata attaccata con missili e droni”. 

    Kiev accusa Mosca di terrorismo. “Questo è il terrore di Putin, che sta bussando direttamente alle porte dell’Ue e della Nato. I barbari russi sono già alle vostre porte, cari partner”, ha scritto su X il ministro degli Esteri, Andriy Sybiha, nel tentativo di trovare nuovo supporto tra i Paesi alleati: “Agite subito: scagliate tutto il peso delle vostre sanzioni contro il regime aggressivo di Putin. Fate in modo che Mosca ne paghi le conseguenze. Non mezze misure, ma passi decisi e intransigenti. Embargo commerciale totale”. 

    Mosca: “L’Ucraina ha bombardato 10 volte la centrale di Zaporizhzhia”

    Dall’altra parte Mosca accusa l’Ucraina di aver bombardato per dieci volte con droni a partire da ieri sera la struttura della centrale nucleare di Zaporizhzhia dove si svolgono le attività di addestramento del personale. Lo afferma la direzione dell’impianto, che è in territorio ucraino ma è gestito dall’ente russo Rosatom. “Secondo le prime informazioni non ci sono vittime e i danni sono in fase di verifica”. 

    Raid al confine tra Ucraina e Polonia, colpiti un treno e un distributore. Kiev: “I barbari russi bussano alle porte dell’Europa”

    Modi e Xi si offrono come mediatori

    Intanto la diplomazia internazionale sta cercando di muovere dei passi avanti sul fronte di una de-escalation. Se il braccio di ferro tra Zelensky e Putin non sta portando a nulla di concreto – il presidente ucraino ha chiesto un incontro durante il G20 di Miami, ma lo zar ha riposto picche: “Venga a Mosca” – il Cremlino fa sapere che Modi e Xi hanno parlato con Putin a margine del vertice Brics a Nuova Delhi, proponendosi come ‘mediatori’ per “contribuire a una soluzione per la fine della guerra”.

    La Russia non esclude di tenere colloqui trilaterali con Usa e Ucraina in ottobre, così con la richiesta di Kiev. “Sì, non escludiamo questa possibilità. Stiamo parlando del prossimo futuro. Quindi ottobre è sicuramente una possibilità. Non può essere escluso”, ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov riportato dall’agenzia Tass.

    UKRAINE RUSSIA CONFLICT

    Un attacco russo in Ucraina

    Kiev punta colloqui trilaterali tra Usa, Ucraina e Russia in ottobre

    Un nuovo ciclo di negoziati trilaterali che coinvolga Ucraina, Usa e Russia potrebbe svolgersi a ottobre. Lo ha detto Kyrylo Budanov, capo di gabinetto del presidente Zelensky, a margine del forum annuale ‘Yalta European Strategy’ a Kiev, riferiscono i media ucraini. “La partecipazione di Usa e Europa resta indispensabile”, ha sottolineato. 

    A seguito delle consultazioni con i consiglieri per la sicurezza nazionale di Regno Unito, Francia, Germania e Italia, Budanov ha sottolineato che la partecipazione diretta di Stati Uniti ed Europa resta indispensabile per stabilire un quadro di sicurezza europeo duraturo. La dichiarazione giunge sulla scia di una rinnovata iniziativa diplomatica Usa volta a riavviare i negoziati.

    Secondo Budanov, scrive il Kiev Post, un accordo iniziale si incentrerebbe su misure pratiche e graduali di de-escalation, anziché su un immediato accordo politico complessivo. “La questione principale sarà il transito marittimo del Mar Nero, riducendo il volume degli attacchi contro obiettivi civili, infrastrutture critiche e priorità simili”, ha affermato Budanov. “Tutti si sono scambiati opinioni su questo argomento. I russi ne sono ben consapevoli e stanno anche valutando come gestire la situazione. Stiamo aspettando”, ha aggiunto. 

    Cremlino: “Modi e Xi pronti a contribuire a una soluzione per la fine della guerra”

    Mentre kiev e Mosca attaccano e si accusano a vicenda, il primo ministro indiano Narendra Modi e il presidente cinese Xi Jinping si sono offerti di contribuire a una soluzione in Ucraina durante i colloqui con il presidente russo, Vladimir Putin, a margine del vertice Brics a Nuova Delhi, in India. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, secondo quanto riferito dai media russi.

    “Durante i colloqui bilaterali, Modi e Xi hanno posto domande dettagliate su una soluzione in Ucraina e hanno offerto attivamente i loro buoni uffici per contribuire a trovare una soluzione. Putin ha accolto con favore la loro disponibilità ad aiutare e ha fornito un resoconto dettagliato della situazione”, ha detto Peskov ai cronisti.

    Share.
    Leave A Reply