Corse clandestine, stretta in Croazia: multe fino a 2650 euro
    Foto PU Primorsko-goranska (Questura litoraneo-montana)

    Dopo il caos provocato dai raduni automobilistici non autorizzati tra Fiume e l’isola di Veglia (Krk) la polizia croata annuncia una stretta sulle corse illegali. La partecipazione, l’organizzazione o la promozione di gare senza autorizzazione diventeranno una specifica violazione del codice della strada, con multe fino a 2.650 euro, sei mesi di sospensione della patente e sei punti negativi.

    La decisione arriva dopo alcuni giorni particolarmente movimentati nel Quarnero, segnati da grandi raduni di automobilisti, blocchi del traffico, sgommate, derapate, rumori e manovre pericolose. La Questura della Regione litoraneo-montana ha annunciato l’intenzione di modificare la legge sulla sicurezza stradale proprio per intervenire su un fenomeno che finora non era previsto come infrazione specifica.

    La nuova normativa

    La nuova normativa dovrebbe colpire non soltanto chi partecipa direttamente alle gare, ma anche chi le organizza, le incoraggia o ne rende possibile lo svolgimento senza un’autorizzazione ufficiale. L’obiettivo dichiarato dalla polizia è soprattutto preventivo: scoraggiare comportamenti che, per la ricerca deliberata di velocità elevate e pericolose manovre, possono trasformare una manifestazione automobilistica in un grave rischio per gli altri utenti della strada.

    Le sanzioni previste sono pesanti: da 1.320 a 2.650 euro di multa, sei mesi di divieto di guida e sei punti negativi sulla patente. Una risposta che arriva dopo un fine settimana nel quale le forze dell’ordine hanno dovuto gestire grandi gruppi di automobilisti che si spostavano rapidamente da una zona all’altra.

    Sei ore per andare da Kukuljanovo a Veglia

    Il momento più critico si è verificato venerdì 11 settembre, quando le strade verso l’isola di Veglia e gli accessi al ponte sono rimasti paralizzati da code chilometriche. In alcuni momenti, secondo le testimonianze raccolte, per percorrere i pochi chilometri da Kukuljanovo a Veglia sono state necessarie addirittura sei ore.

    Nelle code interminabili sono rimasti bloccati residenti, turisti e famiglie con bambini. Numerose le segnalazioni relative al rumore dei motori, agli scoppi degli scarichi, alle sgommate e alla guida pericolosa. La polizia aveva parlato di disagi “occasionali e di breve durata”, sottolineando che non si erano registrati feriti e che non vi erano stati episodi particolarmente gravi di turbativa dell’ordine pubblico.

    La situazione, tuttavia, è proseguita anche nelle ore successive. I gruppi di automobilisti si sono spostati tra diverse località, da Jadranovo alla zona industriale di Kukuljanovo, fino alle strade nell’area di Fiume.

    Centinaia di persone alla rotatoria di Scurigne

    Una parte dei partecipanti si è poi trasferita a Fiume, dove centinaia di persone si sono radunate nella zona della grande rotatoria di Scurigne. Alcuni automobilisti hanno effettuato manovre e derapate a poca distanza dal pubblico, mentre i cittadini segnalavano corse ad alta velocità, forti rumori e l’utilizzo di materiale pirotecnico.

    Secondo quanto riferito dal capo della Questura litoraneo-montana, Hari Brnad, gli organizzatori comunicavano attraverso i social network i nuovi luoghi degli appuntamenti, rendendo più difficile per le forze dell’ordine prevedere dove si sarebbe concentrata la folla. “Non era prevedibile”, ha spiegato il dirigente della polizia.

    Le conseguenze non hanno riguardato soltanto il traffico. Anche i servizi di emergenza hanno avuto difficoltà a raggiungere alcune destinazioni, soprattutto nelle zone di Veglia e Crikvenica, dovendo ricorrere a strade locali e percorsi alternativi. Nella stessa notte i vigili del fuoco di Fiume sono inoltre intervenuti per spegnere un incendio boschivo nell’area interessata dai raduni.

    365 infrazioni e 43 auto fermate

    Nel corso delle operazioni di controllo la polizia ha contestato complessivamente 365 infrazioni. La maggior parte riguardava violazioni del codice della strada, ma sono stati registrati anche episodi legati all’ordine pubblico.

    Quarantatré automobili sono state escluse dalla circolazione e sottoposte a revisione tecnica straordinaria. Durante gli interventi sono stati inoltre danneggiati due veicoli della polizia. Le forze dell’ordine hanno fatto sapere che l’analisi dei dati raccolti continuerà e che altre sanzioni potranno essere comminate successivamente alle persone per le quali saranno accertate responsabilità.

    La vicenda ha provocato anche un confronto politico. La sindaca di Fiume, Iva Rinčić, ha annunciato di voler chiedere alla polizia spiegazioni dettagliate sulla gestione dell’emergenza, sostenendo che soltanto per fortuna non si sia arrivati a conseguenze tragiche e ribadendo che Fiume non può diventare una pista per le esibizioni automobilistiche.

    La polizia, dal canto suo, ha difeso il proprio operato, spiegando di essere intervenuta in modo continuativo dal 7 settembre, con un numero maggiore di agenti e il supporto della Direzione generale della polizia, con l’obiettivo di evitare un’ulteriore escalation.

    Ora, però, arriva anche una risposta sul piano legislativo. Le corse illegali entreranno espressamente tra le condotte punibili dalla legge. E per chi trasforma le strade in una pista improvvisata, il conto potrebbe essere molto più salato di quanto avvenuto finora.

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