Foto: Dusko Jaramaz/PIXSELL
Nuove regole sui prezzi in arrivo dal 1° ottobre e cresce la preoccupazione tra gli imprenditori croati. L’associazione Glas poduzetnika (La Voce degli imprenditori-UGP) ha chiesto al Ministero dell’Economia maggiori informazioni sulle nuove disposizioni relative all’indicazione dei prezzi di riferimento e alla pubblicazione dei listini in formato digitale, sollecitando allo stesso tempo un periodo più lungo per consentire alle imprese di adeguarsi.
Secondo l’associazione, le nuove misure comporteranno ulteriori adempimenti amministrativi, organizzativi e tecnici, con costi che rischiano di pesare soprattutto sulle attività di dimensioni più ridotte. L’UGP chiede quindi di conoscere quali analisi abbiano portato il governo a ritenere che gli obblighi siano necessari, proporzionati e concretamente applicabili in tempi così brevi.
“Le nuove misure introducono ulteriori richieste amministrative, organizzative e tecniche”, sottolinea l’associazione. Per alcune imprese sarà necessario intervenire sui propri siti internet, predisporre e aggiornare regolarmente i listini in formati adatti all’elaborazione automatica dei dati e consentire anche la raccolta automatizzata delle informazioni.
Sono già numerosi, secondo l’UGP, gli imprenditori che si sono rivolti all’associazione per segnalare le proprie preoccupazioni riguardo ai costi e al tempo necessari per adeguarsi alle nuove disposizioni.
Le maggiori difficoltà per le piccole attività
A essere considerate particolarmente esposte sono le microimprese, le piccole aziende e gli artigiani. Si tratta spesso di attività che non dispongono di propri uffici informatici o amministrativi né di personale dedicato alla gestione dei nuovi adempimenti.
Proprio per questo l’associazione considera problematico il termine del 1° ottobre, ritenendo che lasci troppo poco tempo per comprendere le nuove regole, modificare i sistemi informatici e adeguare le procedure interne.
“Un regolamento può essere approvato con una firma, ma adeguare un’attività non avviene con un clic”, è la posizione dell’UGP.
L’associazione chiede pertanto al ministero dell’Economia di mettere a disposizione le analisi e la documentazione utilizzate per valutare l’impatto delle nuove norme. In particolare, gli imprenditori vogliono sapere quanto costerà l’adeguamento, quanto tempo sarà necessario per applicare le disposizioni, quante attività saranno interessate e quale sarà l’effetto sulle micro e piccole imprese e sugli artigiani.
L’UGP chiede inoltre di sapere se siano state prese in considerazione alternative meno onerose, come esenzioni, soglie dimensionali, obblighi semplificati oppure un periodo transitorio più lungo per le attività più piccole.
Cosa cambia dal 1° ottobre
Le nuove disposizioni sull’indicazione dei prezzi di riferimento e sulla pubblicazione dei listini digitali entreranno in vigore il 1° ottobre 2026 e fanno parte del pacchetto di misure adottato dal governo per contrastare la crescita dei prezzi.
Una delle principali novità riguarda l’estensione dell’obbligo di indicare il cosiddetto prezzo di riferimento, o “prezzo ancorato”. Finora la misura riguardava soprattutto categorie come alimentari, bevande, cosmetici e prodotti per la pulizia. Dal prossimo mese l’obbligo verrà esteso a tutti i prodotti e a tutte le attività di servizi.
Per i prodotti e i servizi che finora non erano interessati dall’obbligo, il prezzo di riferimento sarà quello applicato il 10 settembre 2026. Per le categorie già comprese nella precedente disciplina, come alimentari e prodotti per l’igiene, continuerà invece a essere utilizzato come riferimento il prezzo del 2 maggio 2025.
In concreto, accanto a ogni nuovo prezzo indicato su un listino, una pubblicità, un volantino, un manifesto o una pagina internet dovrà comparire in modo chiaro anche il prezzo di riferimento. L’obiettivo è permettere ai consumatori di verificare più facilmente l’entità di aumenti e riduzioni.
Un altro cambiamento riguarda i listini digitali. I commercianti e i fornitori di servizi che dispongono di un proprio sito internet dovranno pubblicare i prezzi anche in formato digitale, secondo modalità che consentano l’elaborazione e la raccolta automatizzata dei dati.
È proprio questo insieme di nuovi adempimenti a suscitare le maggiori perplessità tra gli imprenditori. Per l’UGP, infatti, la tutela dei consumatori resta importante, ma le nuove regole devono essere accompagnate da tempi di applicazione realistici e da soluzioni proporzionate alle dimensioni delle attività.
L’associazione chiede quindi al governo di riconsiderare il calendario e di valutare misure specifiche per le imprese più piccole, evitando che nuovi obblighi amministrativi e tecnologici si traducano in ulteriori costi per chi dispone di risorse limitate.
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