«Mi chiamo Jaimee, ho 28 anni e sono la mamma di Teddy, il mio bambino di 5 anni. La mia vita è completamente cambiata quando mi è stata diagnosticata una forma aggressiva e incurabile di tumore al cervello». Con queste parole inizia una lunga lettera di Jaimee Sharp, 28enne britannica e nuora dell’ex calciatore Paul Gascoigne, che attraverso una raccolta fondi ha chiesto un aiuto economico per sostenere le spese legate alle cure.
La scoperta della malattia
A giugno 2026, le è stato diagnosticato un astrocitoma IDH1-mutante, un tumore cerebrale di grado 4 secondo la classificazione dell’OMS. Dopo un intervento chirurgico, sta ora affrontando radioterapia e chemioterapia. Un barlume di speranza è arrivato grazie alla possibilità di partecipare a una sperimentazione clinica negli Stati Uniti. «Teddy è la mia fonte di forza, il motivo per cui sono determinata a non arrendermi», ha scritto la ragazza sulle pagine del giornale Metro, raccontando la sua storia.

Il mal di testa
«È iniziato con un mal di testa, il peggiore che abbia mai avuto. Era come avere un peso sulla testa e il dolore non accennava a diminuire», ha scritto Jaimee su Metro. Al quarto giorno, il medico di base aveva inizialmente ipotizzato un’emorragia cerebrale, per poi ritenere che si trattasse di una disidratazione. La sorella Brooke l’ha quindi convinta ad andare al pronto soccorso, dove è stata visitata nove ore dopo.

I medici
«Ho capito subito che c’era qualcosa che non andava dall’espressione del tecnico di radiologia», ha proseguito la donna. «Mi hanno sottoposta d’urgenza ad altri esami e dopo la risonanza magnetica mi hanno detto che avevo un tumore al cervello. La seconda notte, verso le 3 del mattino, il medico è entrato e ci ha detto che era aggressivo e molto grave; che probabilmente era incurabile, ma non potevano esserne certi finché non avessi fatto la biopsia. “E mio figlio?”, singhiozzai. Teddy era l’unica cosa a cui pensavo».
La speranza della sperimentazione
Nel giro di una settimana Jaimee è stata sottoposta a un intervento al cervello guidato dal chirurgo Hu Low. La modifica del percorso chirurgico ha permesso di preservare le capacità di parlare e comprendere, anche se ha perso metà della vista dall’occhio destro. Due settimane dopo la biopsia è arrivata la diagnosi: astrocitoma di grado 4 secondo la classificazione WHO, con mutazione del gene IDH1. Il tumore era aggressivo e incurabile, con una sopravvivenza media di circa cinque anni. Per la prima volta dalla diagnosi, Jaimee ha ricevuto una possibilità concreta di speranza: partecipare alla sperimentazione clinica TarGet-D, in Ohio, che studia il farmaco Olutasidenib per tumori cerebrali come il suo. Il trattamento potrebbe darle più tempo con Teddy e, allo stesso tempo, contribuire alla ricerca. Ma la partecipazione comporta ingenti spese: circa 170.516 sterline per esami e controlli, a cui si aggiungono i viaggi dal Regno Unito agli Stati Uniti, inizialmente e poi una volta al mese per due anni.
La raccolta fondi
Per sostenere i costi della sperimentazione, Jaimee ha lanciato una raccolta fondi su GoFundMe. L’obiettivo è di 320.516 sterline, necessarie per coprire le spese mediche, i voli, gli alloggi e le assicurazioni legate ai viaggi negli Stati Uniti. La raccolta ha già raggiunto circa 205mila sterline grazie a quasi 8mila donazioni. «Ho 28 anni, sono in punto di morte e ho bisogno di 320.500 sterline per trascorrere più tempo con mio figlio», ha scritto Jaimee, riassumendo così il motivo della sua richiesta di aiuto. «L’idea di chiedere soldi alla gente mi ripugnava, ma non avevo scelta», ha proseguito. La sperimentazione dovrà iniziare insieme al prossimo ciclo di chemioterapia, previsto tra circa sette settimane, mentre i costi medici dovranno essere pagati in anticipo.
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