Belgrado, 14 settembre 2026 – A una sola settimana dall’annuncio che le prossime elezioni politiche si svolgeranno in autunno, la Serbia si trova già a fare i conti con le proprie lacune sul piano democratico e sul rispetto dello Stato di diritto. Il Partito Democratico (Demokratska Stranka, DS) ha infatti denunciato la registrazione di false liste riconducibili al movimento studentesco e promosse, secondo le accuse, dal Partito Progressista Serbo (SNS | PPE), oggi al governo e chiamato a confrontarsi proprio con gli studenti per la maggioranza in Parlamento. “Il SNS ha registrato tre associazioni partitiche di studenti fasulli nello stesso giorno, allo stesso indirizzo e con lo stesso rappresentante”, si legge nella dichiarazione del DS. “Questa è una preparazione trasparente e coordinata del regime del presidente Aleksandar Vučić per ingannare gli elettori. Le false liste studentesche non lo aiuteranno, così come non lo aiuteranno le false colonne dell’opposizione. La stragrande maggioranza dei cittadini è contro di lui”.
Lo stratagemma che il partito di Vučić starebbe quindi architettando sarebbe quello delle cosiddette “liste civetta”, ossia liste elettorali create con l’obiettivo di sfruttare le somiglianze nei nomi o nella collocazione politica per confondere gli elettori e sottrarre consensi a un’altra formazione. In questo caso, per il quale il DS ha chiesto l’intervento dell’Agenzia per i Registri Economici, il SNS sembrerebbe puntare a disorientare gli elettori intenzionati a sostenere il movimento studentesco, disperdendone i voti tra formazioni fittizie dai nomi simili.
La vicenda rende evidente il timore del partito al potere nei confronti del movimento studentesco che, dopo aver avviato le proteste contro la corruzione e il governo a seguito del crollo della pensilina della stazione di Novi Sad – tragedia avvenuta dopo un non necessario intervento di ristrutturazione voluto da SNS, che ha causato la morte di 16 persone – ha iniziato a presentare candidati indipendenti in una serie di elezioni amministrative e appare ora intenzionato a strutturarsi in vista delle elezioni politiche.
Chi appoggia il movimento studentesco
Al momento, gli studenti hanno già ottenuto il sostegno, oltre che dello stesso DS, del Movimento dei Cittadini Liberi (PSG | Renew), del Fronte Verdi-Sinistra (ZLF | Greens), del Partito Comunista e dei monarchici di Dveri. Interpellati sulla distanza ideologica che li separa dal movimento studentesco, questi ultimi hanno ribadito in un comunicato ufficiale la natura eccezionale della prossima tornata elettorale, definendola una questione di sopravvivenza della Serbia. “Dopo la caduta di Vučić e la liberazione della Serbia, Dveri parteciperà con piacere alle prime elezioni libere e democratiche con il suo programma autentico”, hanno dichiarato.
Complessivamente, i partiti che hanno finora deciso di fare un passo indietro per favorire il movimento studentesco controllano 36 seggi del Parlamento: un sostegno ancora troppo esiguo per competere con i 150 seggi della maggioranza guidata dal SNS. Gli studenti, tuttavia, possono contare su un consenso che prescinde dai partiti tradizionali. Secondo gli ultimi dati disponibili, relativi a giugno 2026 e raccolti da Faktor Plus, il movimento si attesterebbe intorno al 30% delle intenzioni di voto, una base significativa per competere con il partito di Vučić, accreditato dalla stessa rilevazione di poco più del 47%.
Chi sarà in campo alle prossime politiche
Hanno invece annunciato che non seguiranno il movimento studentesco il Partito Socialdemocratico di Serbia (SSP | S&D), Centro Serbo (SRCE | Renew) e il Movimento Civico del Sandžak, che si presenteranno insieme con una lista denominata Serbia Europea. I dirigenti dei tre partiti sostengono la necessità di portare in Parlamento un’alternativa politica e ideologica autonoma rispetto agli studenti, pur non escludendo una collaborazione con loro dopo le elezioni.
La stessa impostazione è stata adottata da Serbia Popolare, altro schieramento in campo nella prossima tornata elettorale e composto dai partiti di centrodestra Movimento Popolare Serbo e Nuovo Volto della Serbia.
Ancora non si sono pronunciati gli altri partiti che, insieme al DS, avevano dato vita alla coalizione Serbia Contro la Violenza alle scorse elezioni parlamentari, raccogliendo quasi il 25% dei consensi. Allo stesso modo, si attendono dichiarazioni dalle nuove forze politiche nate in questi due anni di proteste, tra cui Solidarnost, dell’ex dem Goran Ješić.
Intervistato da Focus Europe ad aprile, Ješić si era detto estremamente preoccupato dalla violenza con cui SNS stava reagendo alle proteste degli studenti, evidenziando come certi episodi – tra tutti l’incursione della polizia nell’università – non accadessero nemmeno ai tempi di Slobodan Milošević. Tuttavia, il politico si era mostrato tiepido su un formale appoggio al movimento degli studenti nelle elezioni, criticando la disarmonia ideologica all’interno dello stesso.
