L’Arabia Saudita ha avvertito che reagirà \”con fermezza\” contro gli Houthi yemeniti, dopo una serie di attacchi condotti dai ribelli filo-iraniani – con missili balistici e droni – che hanno causato il ferimento di 13 civili nel sud del Paese. Intanto l’ispettore generale del Dipartimento della Difesa Usa ha rivelato che il Paese sta affrontando una carenza di munizioni a seguito della costosa guerra in Iran\n\n
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La Coalizione per il ripristino della legittimità nello Yemen condanna gli attacchi degli Houthi contro i civili e promette una risposta. Lo afferma il portavoce ufficiale della Coalizione secondo Al Arabiya. \”La milizia terroristica Houthi prosegue nei suoi attacchi deliberati e odiosi contro le infrastrutture e i civili nello Yemen – ha detto e \”il perdurare di questi attacchi deliberati e ripetuti testimonia la strategia e l’ideologia estremista della milizia terroristica Houthi, fondate sull’escalation e sul prendere di mira infrastrutture e civili\”. Al Maliki condanna, in particolare, gli attacchi di ieri con missili e droni contro obiettivi civili a Khamis Mushait, Abha e Taif, in Arabia Saudita, che ha provocato 1 feriti lievi e danni a sette abitazioni e due veicoli. \”Il comando delle forze congiunte della Coalizione affronterà tali attacchi con responsabilità e fermezza – dice il portavoce della Coalizione – al fine di proteggere la sovranità del Regno, le sue infrastrutture civili e i suoi cittadini da questi atti odiosi, in conformità con l’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, il principio di legittima difesa, il diritto internazionale umanitario e le relative norme consuetudinarie\”. La Coalizione per il ripristino della legittimità nello Yemen e’ un’alleanza militare internazionale fondata nel marzo 2015 su iniziativa dell’Arabia Saudita. Il suo obiettivo principale è sostenere il governo yemenita, riconosciuto a livello internazionale, nel contrastare l’avanzata dei ribelli sciiti Houthi, sostenuti politicamente e militarmente dall’Iran. Ne fanno parte, oltre ad Arabia ed Emirati, il Bahrein, il Kuwait, l’Egitto, la Giordania e il Sudan.
“,”postId”:”aa76aa75-3296-405b-92af-6c08af54161b”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-15T10:58:56.034Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-15T12:58:56+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Yemen, Msf: oltre 60 feriti dalla costa occidentale ricoverati in ospedale Aden”,”content”:”
La recente intensificazione dei combattimenti nello Yemen ha causato un numero crescente di feriti, aumentando la pressione su un sistema sanitario già al limite delle proprie capacità e costringendo migliaia di famiglie ad abbandonare le proprie case. Dal 10 settembre, oltre 60 feriti provenienti dalla costa occidentale sono stati ricoverati all’ospedale Al-Gamhouria di Aden, supportato da Medici Senza Frontiere (Msf). Lo rende noto l’organizzazione in un comunicato spiegando che molti dei feriti necessitano di interventi chirurgici urgenti, trasfusioni di sangue, monitoraggio attento e lunghi periodi di assistenza. Ciò ha esercitato una pressione significativa sul pronto soccorso, sulle sale operatorie, sui reparti, sulla banca del sangue, sulle scorte mediche e sul personale dell’ospedale.\nIn risposta a questa situazione, Msf ha ampliato il proprio supporto al pronto soccorso. Le équipe stanno aiutando il personale ospedaliero a valutare rapidamente le condizioni dei pazienti in arrivo, in modo che i casi più critici vengano trattati per primi. Sta inoltre fornendo al pronto soccorso, alle sale operatorie e ai reparti medicinali e materiali di emergenza. In coordinamento con le autorità sanitarie, Msf ha anche supportato gli ospedali di Hodeidah con medicinali e materiali per curare le persone ferite nei combattimenti e ha fornito kit traumatologici agli ospedali di Taiz, Al-Bayda e Al Jawf.\nNel frattempo, a Mocha, sulla costa occidentale, una piccola équipe di Msf continua a garantire la continuità delle cure essenziali nei reparti di maternità e pediatria dell’ospedale generale, nonostante la grave carenza di operatori sanitari rimasti in città. Msf sta lavorando per individuare soluzioni volte a rafforzare le équipe e garantire le forniture di farmaci essenziali e anestetici, cercando al contempo di ottenere garanzie sul rispetto della missione medica e sulla possibilità di operare pienamente in conformità con i nostri principi d’azione. Al 13 settembre, 23 pazienti erano ancora in cura presso questa struttura, tra cui 10 neonati nell’unità di terapia intensiva neonatale.
“,”postId”:”da324b89-806c-41a0-b942-1e5dca488753″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-15T10:54:48.959Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-15T12:54:48+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, prezzi petrolio in rialzo: Brent a 107,48 dollari”,”content”:”
I prezzi del petrolio sono saliti nelle prime contrattazioni di martedì dopo il calo della sera precedente. In mattinata, la quotazione del greggio Brent del Mare del Nord con consegna a novembre è aumentata di oltre l’1,7%, raggiungendo i 107,48 dollari al barile.\nIl cosiddetto oleodotto Est-Ovest – un’importante rotta petrolifera saudita e un’alternativa al transito attraverso lo Stretto di Hormuz – è stato chiuso la scorsa settimana in seguito ad alcuni attacchi. La compagnia statale Saudi Aramco non ha ancora comunicato una data per la ripresa delle operazioni. Quest’anno il prezzo del greggio Brent è salito di quasi il 76%, sulla scia dell’estendersi del conflitto tra Stati Uniti e Iran nella regione ricca di petrolio, degli attacchi alle navi nello Stretto di Hormuz e della chiusura forzata di alcuni giacimenti petroliferi.\nLa situazione diplomatica rimane tesa. Sebbene il presidente statunitense Donald Trump abbia recentemente ribadito che l’Iran desidera un accordo, Teheran ha posto il soddisfacimento delle proprie condizioni come prerequisito per l’avvio dei negoziati.
“,”postId”:”3ee3e4d8-cf03-45d9-9ac4-855d424e3501″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-15T10:06:09.825Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-15T12:06:09+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, petroliera rimorchiata in Oman dopo attacco: 2 dispersi”,”content”:”
Una petroliera e’ stata rimorchiata verso un porto\ndell’Oman dopo che un incendio e’ divampato nella sala macchine a seguito\ndi un attacco al largo delle coste del Paese. Lo riferiscono a Reuters\nfonti di Muscat. Secondo le fonti, 23 membri dell’equipaggio sono stati\nevacuati dalla petroliera, la Elgaia, mentre altri due risultano dispersi.
“,”postId”:”c3b2455d-14ad-4f62-a820-03c196a5e0cd”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-15T10:04:35.594Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-15T12:04:35+0200″,”altBackground”:false,”title”:”100 eurodeputati a von der Leyen: \”Subito legge contro commercio territori Israele\””,”content”:”
Un gruppo di oltre 100 eurodeputati ha scritto una lettera alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, per rivolgerle un \”appello urgente per una proposta legislativa della Commissione per vietare il commercio dell’Ue con gli insediamenti illegali israeliani\”. La missiva è stata promossa dall’eurodeputato irlandese di Renew Europa, Barry Andrews, e sottoscritta da esponenti per lo più di S&d, Left, Verdi e Renew e qualche popolare. \”Le scriviamo in vista del Suo discorso sullo Stato dell’Unione europea e a seguito della Dichiarazione congiunta dei Ministri degli Esteri sulla soluzione dei due Stati dell’8 settembre. La esortiamo a presentare finalmente una proposta legislativa per vietare il commercio dell’UE con gli insediamenti illegali israeliani nei territori occupati\”, scrivono i parlamentari. \”L’Unione Europea ha a lungo rivendicato un ruolo di leadership nella regione, come uno dei principali sostenitori della soluzione a due Stati. Eppure sono il Regno Unito e il Canada, due dei nostri partner chiave, ad essersi impegnati ad agire a sostegno di questo obiettivo vietando il commercio con gli insediamenti\”, si legge nella missiva. \”L’urgenza di agire è solo aumentata da quando il governo israeliano ha pubblicato una gara d’appalto per l’insediamento E1 il 18 agosto, violando una linea rossa di lunga data dell’Ue In quanto custode dei trattati Ue, che richiede il rispetto del diritto internazionale nell’azione esterna dell’Ue, la Commissione deve proporre un regolamento appropriato senza ulteriori indugi\”. \”Il Servizio giuridico del Consiglio ha confermato che l’articolo 207 TFUE\” quello che riguarda la politica commerciale e quindi permetterebbe il ricorso alla maggioranza qualificata e non all’unanimità, \”può fungere da base giuridica per tale misura, una conclusione condivisa da oltre 100 giuristi e da decine di organizzazioni per i diritti umani e sindacati\”, scrivono.
“,”postId”:”1303128b-40ca-4a24-836a-64eda5db2cf4″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-15T09:58:27.560Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-15T11:58:27+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Egitto condanna raid in Arabia Saudita, oggi bin Salman da Al Sisi”,”content”:”
L’Egitto ha condannato \”con la massima fermezza\” i recenti attacchi contro l’Arabia Saudita perpetrati dagli Houthi. Senza menzionare l’aggressore, Il Cairo ribadisce in una nota del ministero degli Esteri che \”questi attacchi costituiscono una palese violazione del diritto internazionale e una minaccia evidente per la stabilità e la sicurezza della regione\”. L’Egitto – aggiunge la nota – \”ribadisce il proprio categorico rifiuto di queste azioni e avverte che il loro protrarsi non farà altro che alimentare le tensioni e aggravare la situazione nella regione\”. Sottolinea inoltre \”la propria piena solidarietà e il sostegno incrollabile al Regno dell’Arabia Saudita di fronte a qualsiasi minaccia, considerando che la sicurezza nazionale dei due Paesi è intrinsecamente legata e inscindibile\”. Oggi il il principe ereditario e premier dell’Arabia Saudita Mohammed bin Salman sarà al Cairo e avrà un colloquio con il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi.
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Una nave non ancora specificata e’ stata colpita\nnello Stretto di Hormuz da un proiettile sconosciuto. Lo riferisce lo\nUnited Kingdom Maritime Trade Operations, che non riporta al momento danni\no impatti ambientali.
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La \”linea gialla\”, istituita a Gaza dopo l’annuncio dell’accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hamas nell’ottobre 2025, restringe sempre più lo spazio di vita della popolazione palestinese. Inizialmente, la \”linea gialla\” lasciava circa il 47% del territorio di Gaza alla popolazione palestinese ma, secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha ), le forze israeliane l’hanno progressivamente spostata tanto che oggi i palestinesi sono costretti a vivere su meno del 40% del territorio di Gaza. La maggior parte della popolazione palestinese, circa 2,1 milioni di persone, attualmente sfollate vivono nell’area confinata nella zona occidentale, delimitata dalla linea gialla, mentre la zona orientale è sotto il controllo militare israeliano. Questo spostamento del confine ha costretto le famiglie che vivono nelle sue vicinanze a fuggire e a vivere in un costante stato di allerta, temendo di dover abbandonare i propri averi e fuggire in fretta se la situazione della sicurezza dovesse peggiorare. Secondo le Nazioni Unite, è diventato anche più difficile trovare luoghi sicuri dove allestire campi per sfollati. Gran parte dei terreni idonei si trova in aree proibite o soggette a restrizioni.
“,”postId”:”12f10a0a-14a8-4298-8bd4-06890dc0d86c”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-15T08:42:50.126Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-15T10:42:50+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Consiglio di sicurezza Onu oggi per discutere di Bab el-Mandeb”,”content”:”
Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu si riunirà oggi dopo che, la scorsa settimana, gli Houthi dello Yemen – sostenuti dall’Iran – hanno assunto il controllo della costa del Paese sul Mar Rosso e dello stretto di Bab el-Mandeb; lo hanno riferito fonti diplomatiche. La Francia, che questo mese detiene la presidenza del Consiglio di Sicurezza, ha chiesto che la riunione si tenga alle 15:00 a New York (le 21 in Italia), ha precisato una delle fonti. Bab el-Mandeb è un corridoio marittimo fondamentale che collega Europa e Asia attraverso il Mar Rosso; la sua importanza è diventata cruciale mentre il più ampio conflitto tra Stati Uniti e Iran sta bloccando lo stretto di Hormuz.
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Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di aver abbattuto un drone statunitense MQ-1 sopra il settore orientale dello Stretto di Hormuz. Secondo la nota, citata dall’agenzia Fars, si tratta del quarto drone MQ-1 abbattuto negli ultimi giorni nei pressi di questo strategico passaggio marittimo.
“,”postId”:”29dddec7-cb06-4aed-908d-ee502ea821d8″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-15T08:27:58.477Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-15T10:27:58+0200″,”altBackground”:false,”title”:”L’Onu dopo i corpi ritrovati a Gaza: \”Dare accesso a investigatori internazionali\””,”content”:”
Le Nazioni Unite hanno chiesto che venga dato accesso a investigatori internazionali a tutta la Striscia di Gaza per \”contribuire alla raccolta di prove\”, mentre centinaia di corpi vengono estratti dalle macerie. \”Il ritrovamento di numerosi resti sotto le macerie a Gaza City riporta alla luce le preoccupazioni relative a crimini di guerra e ad altri crimini di atrocità\”, ha dichiarato in una nota l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk. \”Attualmente, in siti rasi al suolo dagli attacchi israeliani vengono riesumati i resti di quelle che sembrano essere intere famiglie\”, ha dichiarato in una nota l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, aggiungendo che \”Il ritrovamento di numerosi resti sotto le macerie a Gaza City riporta alla luce le preoccupazioni relative a crimini di guerra e ad altri crimini atroci\”.
“,”postId”:”c9bfce39-bf94-4c6d-b817-f89fac27039c”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-15T08:17:51.860Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-15T10:17:51+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Pechino: \”Aragchi in visita in Cina mercoledì\””,”content”:”
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi visiterà la Cina mercoledì, ha annunciato oggi Pechino. La missione di Araghchi si inserisce nel quadro delle strette relazioni tra Cina e Iran, partner strategici che negli ultimi anni hanno rafforzato la cooperazione politica ed economica.
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Un raid aereo israeliano ha ucciso una persona e ne ha ferite diverse altre a ovest di Gaza City, secondo quanto riportato dall’emittente televisiva Al Araby, che cita una fonte medica.
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Il ministero della Salute palestinese ha dichiarato che un uomo di 54 anni è stato ucciso da colpi d’arma da fuoco dell’Idf nel quartiere di Umm al-Sharayet a El Bireh, vicino a Ramallah, in Cisgiordania.
“,”postId”:”e4f01b7b-e45d-4539-b556-68eee0633856″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-15T07:07:02.832Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-15T09:07:02+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Hormuz 6 mesi dopo: la situazione nello Stretto conteso. Dati e mappe”,”content”:”
Il transito di materie prime attraverso quel tratto di mare continua ad essere quasi nullo rispetto a prima dell’inizio del conflitto tra Stati Uniti e Iran. E le conseguenze sul prezzo del petrolio, dei GNL e dei carburanti non diminuiscono.
“,”postId”:”dc1ef8bb-28f4-46bc-bb00-accfb0f0fa3f”,”postLink”:{“title”:”Hormuz 6 mesi dopo: la situazione nello Stretto conteso. Dati e mappe”,”url”:”https://tg24.sky.it/mondo/2026/09/11/stretto-hormuz-iran-situazione”,”imageSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/0b671d2f41b7642a7ad00b511cf48c63cf23492f/skytg24/it/mondo/2026/08/06/usa-iran-accordo-guerra-trump-news-diretta/SKYPAOLINI_20260806055801812_e957aa0599f50508e7523870384602be.jpg?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2026-09-15T06:42:40.345Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-15T08:42:40+0200″,”image”:{“imgSrc”:”https://www.csseo.org/wp-content/uploads/2026/09/trump_ansa.jpg”,”imgAlt”:”Trump”,”imgCredits”:”©Ansa”,”imgCaption”:null},”altBackground”:true,”title”:”L’Iran risponde a Trump: \”Nessuna trattativa con gli Usa\””,”content”:”
Il capo del massimo organo di sicurezza iraniano ha respinto oggi qualsiasi dialogo con gli Usa per porre fine alla guerra, dopo che Donald Trump aveva affermato di essere \”aperto\” ai colloqui. \”Non lasciatevi distrarre dai segnali contrastanti del presidente americano, che alterna ‘nessun negoziato’ e ‘siamo pronti a parlare’ con l’Iran\”, ha scritto su X Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale. \”Nessun colloquio finché non saranno soddisfatte le condizioni dell’Iran. Punto!\”, ha aggiunto in un messaggio in inglese che sembra essere una risposta diretta alle dichiarazioni fatte da Trump lunedì. Il presidente degli Stati Uniti aveva ribadito la sua \”apertura\” al dialogo con Teheran. \”La nazione iraniana, ormai in declino, vuole raggiungere un accordo, in fretta e con urgenza. Sarò io a decidere se gli Stati Uniti sceglieranno o meno di impegnarsi, un’idea alla quale restiamo aperti\”, aveva scritto Trump sulla sua piattaforma Truth Social. Teheran chiede a Washington di porre fine in modo definitivo alla guerra e a ogni aggressione contro l’Iran e i suoi alleati nella regione, incluso Hezbollah in Libano. Il regime iraniano chiede inoltre la revoca del blocco imposto ai suoi porti, un risarcimento completo per i danni di guerra, la revoca delle sanzioni contro la sua economia e lo sblocco incondizionato dei suoi beni congelati all’estero.
“,”postId”:”722925e0-2f5b-43fb-b8f9-aa43d6010398″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-15T06:34:31.277Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-15T08:34:31+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, i pasdaran rivendicano abbattimento di un drone Predator Usa “,”content”:”
I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno rivendicato l’abbattimento di un avanzato drone MQ-1 Predator statunitense nei cieli a Ovest dello Stretto di Hormuz. Lo riferisce l’agenzia Tasnim.
\n”,”postId”:”0875cf7f-34c5-42c6-a44a-183989b35b42″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-15T05:47:00.396Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-15T07:47:00+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Media: \”L’Idf ha ucciso un membro di spicco delle forze armate di Hamas\””,”content”:”
I media palestinesi hanno riferito che Ahmed al-Batsh, noto come \”Abu Osama\”, è stato eliminato delle Idf la scorsa notte in un attacco nella zona di al-Saftawi a Gaza City. Secondo le fonti, al-Batsh era un membro di spicco delle Brigate Izz ad-Din al-Qassam, il braccio armato di Hamas, e secondo diverse fonti palestinesi ricopriva il ruolo di comandante del battaglione Jabaliya.
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Nelle ultime settimane, le Forze di Difesa Israeliane e lo Shin Bet hanno intensificato le operazioni antiterrorismo nella Striscia di Gaza con l’obiettivo di uccidere membri di Hamas e ridurre al minimo gli sforzi di ricostruzione. Ieri l’esercito ha proseguito le operazioni con cinque attacchi mirati contro esponenti di Hamas. Assieme ad Abu Osama sono stati uccisi altri 4 militanti che ricoprivano posizioni di comando e di coordinamento del movimento islamista.
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Il Pentagono ha riconosciuto una carenza di munizioni legata alla guerra con l’Iran, constatazione che l’amministrazione Trump si era in gran parte rifiutata di confermare negli ultimi mesi. Il rapporto dell’Ispettore Generale del Pentagono stima che tra il 28 febbraio e il 30 giugno, l’Operazione Epic Fury contro l’Iran sia costata circa 33,4 miliardi di dollari, di cui 22,3 miliardi spesi solo per le munizioni utilizzate. \”Le spese per munizioni durante l’Operazione Epic Fury hanno causato carenze nelle scorte strategiche e rivelato colli di bottiglia all’interno delle industrie di rifornimento di munizioni\”, osserva il rapporto.
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Oggi i prezzi del petrolio hanno superato i 106 dollari al barile, spinti dai timori legati all’offerta. Alle 00:26 GMT, i futures sul greggio Brent erano in rialzo di 1,24 dollari (pari all’1,18%) a 106,93 dollari al barile, dopo aver registrato un guadagno dell’1% in precedenza.
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Anche i futures sul greggio statunitense West Texas Intermediate (Wti) sono saliti di 1,29 dollari (pari all’1,24%) a 102,65 dollari al barile, dopo un incremento dell’1,3% nella seduta precedente.
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L’ispettore generale del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha rivelato che il Paese sta affrontando una carenza di munizioni a seguito della costosa guerra in Iran. In un rapporto obbligatorio al Congresso, il primo del suo genere, l’ispettore ha dichiarato che tra il 28 febbraio e il 30 giugno l’Operazione Epic Fury (Oef) ha comportato un costo stimato di 33,4 miliardi di dollari; di questi, 22,3 miliardi sono stati spesi esclusivamente per le munizioni impiegate. Il rapporto ha rilevato che \”il consumo di munizioni per l’Oef ha causato carenze strategiche nelle scorte e ha evidenziato colli di bottiglia nella base industriale per il rifornimento di munizioni\”. Vengono inoltre elencate le perdite subite dalla flotta americana, tra cui quattro F-15 distrutti, un F-35 danneggiato, sette aerei cisterna KC-135 danneggiati e fino a 30 droni MQ-9 Reaper distrutti. Il presidente Donald Trump ha piu’ volte minimizzato le preoccupazioni circa l’esaurimento delle scorte di armi durante i sei mesi di guerra in Medio Oriente, affermando appena un paio di settimane fa che gli Stati Uniti dispongono di munizioni \”praticamente illimitate\”.
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L’Arabia Saudita ha avvertito che reagirà “con fermezza” contro gli Houthi yemeniti, dopo una serie di attacchi condotti dai ribelli filo-iraniani – con missili balistici e droni – che hanno causato il ferimento di 13 civili nel sud del Paese. Intanto l’ispettore generale del Dipartimento della Difesa Usa ha rivelato che il Paese sta affrontando una carenza di munizioni a seguito della costosa guerra in Iran
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meno di un minuto fa
La coalizione per lo Yemen promette una risposta agli attacchi degli Houthi
La Coalizione per il ripristino della legittimità nello Yemen condanna gli attacchi degli Houthi contro i civili e promette una risposta. Lo afferma il portavoce ufficiale della Coalizione secondo Al Arabiya. “La milizia terroristica Houthi prosegue nei suoi attacchi deliberati e odiosi contro le infrastrutture e i civili nello Yemen – ha detto e “il perdurare di questi attacchi deliberati e ripetuti testimonia la strategia e l’ideologia estremista della milizia terroristica Houthi, fondate sull’escalation e sul prendere di mira infrastrutture e civili”. Al Maliki condanna, in particolare, gli attacchi di ieri con missili e droni contro obiettivi civili a Khamis Mushait, Abha e Taif, in Arabia Saudita, che ha provocato 1 feriti lievi e danni a sette abitazioni e due veicoli. “Il comando delle forze congiunte della Coalizione affronterà tali attacchi con responsabilità e fermezza – dice il portavoce della Coalizione – al fine di proteggere la sovranità del Regno, le sue infrastrutture civili e i suoi cittadini da questi atti odiosi, in conformità con l’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, il principio di legittima difesa, il diritto internazionale umanitario e le relative norme consuetudinarie”. La Coalizione per il ripristino della legittimità nello Yemen e’ un’alleanza militare internazionale fondata nel marzo 2015 su iniziativa dell’Arabia Saudita. Il suo obiettivo principale è sostenere il governo yemenita, riconosciuto a livello internazionale, nel contrastare l’avanzata dei ribelli sciiti Houthi, sostenuti politicamente e militarmente dall’Iran. Ne fanno parte, oltre ad Arabia ed Emirati, il Bahrein, il Kuwait, l’Egitto, la Giordania e il Sudan.
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5 minuti fa
Yemen, Msf: oltre 60 feriti dalla costa occidentale ricoverati in ospedale Aden
La recente intensificazione dei combattimenti nello Yemen ha causato un numero crescente di feriti, aumentando la pressione su un sistema sanitario già al limite delle proprie capacità e costringendo migliaia di famiglie ad abbandonare le proprie case. Dal 10 settembre, oltre 60 feriti provenienti dalla costa occidentale sono stati ricoverati all’ospedale Al-Gamhouria di Aden, supportato da Medici Senza Frontiere (Msf). Lo rende noto l’organizzazione in un comunicato spiegando che molti dei feriti necessitano di interventi chirurgici urgenti, trasfusioni di sangue, monitoraggio attento e lunghi periodi di assistenza. Ciò ha esercitato una pressione significativa sul pronto soccorso, sulle sale operatorie, sui reparti, sulla banca del sangue, sulle scorte mediche e sul personale dell’ospedale.
In risposta a questa situazione, Msf ha ampliato il proprio supporto al pronto soccorso. Le équipe stanno aiutando il personale ospedaliero a valutare rapidamente le condizioni dei pazienti in arrivo, in modo che i casi più critici vengano trattati per primi. Sta inoltre fornendo al pronto soccorso, alle sale operatorie e ai reparti medicinali e materiali di emergenza. In coordinamento con le autorità sanitarie, Msf ha anche supportato gli ospedali di Hodeidah con medicinali e materiali per curare le persone ferite nei combattimenti e ha fornito kit traumatologici agli ospedali di Taiz, Al-Bayda e Al Jawf.
Nel frattempo, a Mocha, sulla costa occidentale, una piccola équipe di Msf continua a garantire la continuità delle cure essenziali nei reparti di maternità e pediatria dell’ospedale generale, nonostante la grave carenza di operatori sanitari rimasti in città. Msf sta lavorando per individuare soluzioni volte a rafforzare le équipe e garantire le forniture di farmaci essenziali e anestetici, cercando al contempo di ottenere garanzie sul rispetto della missione medica e sulla possibilità di operare pienamente in conformità con i nostri principi d’azione. Al 13 settembre, 23 pazienti erano ancora in cura presso questa struttura, tra cui 10 neonati nell’unità di terapia intensiva neonatale.
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9 minuti fa
Iran, prezzi petrolio in rialzo: Brent a 107,48 dollari
I prezzi del petrolio sono saliti nelle prime contrattazioni di martedì dopo il calo della sera precedente. In mattinata, la quotazione del greggio Brent del Mare del Nord con consegna a novembre è aumentata di oltre l’1,7%, raggiungendo i 107,48 dollari al barile.
Il cosiddetto oleodotto Est-Ovest – un’importante rotta petrolifera saudita e un’alternativa al transito attraverso lo Stretto di Hormuz – è stato chiuso la scorsa settimana in seguito ad alcuni attacchi. La compagnia statale Saudi Aramco non ha ancora comunicato una data per la ripresa delle operazioni. Quest’anno il prezzo del greggio Brent è salito di quasi il 76%, sulla scia dell’estendersi del conflitto tra Stati Uniti e Iran nella regione ricca di petrolio, degli attacchi alle navi nello Stretto di Hormuz e della chiusura forzata di alcuni giacimenti petroliferi.
La situazione diplomatica rimane tesa. Sebbene il presidente statunitense Donald Trump abbia recentemente ribadito che l’Iran desidera un accordo, Teheran ha posto il soddisfacimento delle proprie condizioni come prerequisito per l’avvio dei negoziati.
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58 minuti fa
Iran, petroliera rimorchiata in Oman dopo attacco: 2 dispersi
Una petroliera e’ stata rimorchiata verso un porto
dell’Oman dopo che un incendio e’ divampato nella sala macchine a seguito
di un attacco al largo delle coste del Paese. Lo riferiscono a Reuters
fonti di Muscat. Secondo le fonti, 23 membri dell’equipaggio sono stati
evacuati dalla petroliera, la Elgaia, mentre altri due risultano dispersi.
59 minuti fa
100 eurodeputati a von der Leyen: “Subito legge contro commercio territori Israele”
Un gruppo di oltre 100 eurodeputati ha scritto una lettera alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, per rivolgerle un “appello urgente per una proposta legislativa della Commissione per vietare il commercio dell’Ue con gli insediamenti illegali israeliani”. La missiva è stata promossa dall’eurodeputato irlandese di Renew Europa, Barry Andrews, e sottoscritta da esponenti per lo più di S&d, Left, Verdi e Renew e qualche popolare. “Le scriviamo in vista del Suo discorso sullo Stato dell’Unione europea e a seguito della Dichiarazione congiunta dei Ministri degli Esteri sulla soluzione dei due Stati dell’8 settembre. La esortiamo a presentare finalmente una proposta legislativa per vietare il commercio dell’UE con gli insediamenti illegali israeliani nei territori occupati”, scrivono i parlamentari. “L’Unione Europea ha a lungo rivendicato un ruolo di leadership nella regione, come uno dei principali sostenitori della soluzione a due Stati. Eppure sono il Regno Unito e il Canada, due dei nostri partner chiave, ad essersi impegnati ad agire a sostegno di questo obiettivo vietando il commercio con gli insediamenti”, si legge nella missiva. “L’urgenza di agire è solo aumentata da quando il governo israeliano ha pubblicato una gara d’appalto per l’insediamento E1 il 18 agosto, violando una linea rossa di lunga data dell’Ue In quanto custode dei trattati Ue, che richiede il rispetto del diritto internazionale nell’azione esterna dell’Ue, la Commissione deve proporre un regolamento appropriato senza ulteriori indugi”. “Il Servizio giuridico del Consiglio ha confermato che l’articolo 207 TFUE” quello che riguarda la politica commerciale e quindi permetterebbe il ricorso alla maggioranza qualificata e non all’unanimità, “può fungere da base giuridica per tale misura, una conclusione condivisa da oltre 100 giuristi e da decine di organizzazioni per i diritti umani e sindacati”, scrivono.
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11:58
Egitto condanna raid in Arabia Saudita, oggi bin Salman da Al Sisi
L’Egitto ha condannato “con la massima fermezza” i recenti attacchi contro l’Arabia Saudita perpetrati dagli Houthi. Senza menzionare l’aggressore, Il Cairo ribadisce in una nota del ministero degli Esteri che “questi attacchi costituiscono una palese violazione del diritto internazionale e una minaccia evidente per la stabilità e la sicurezza della regione”. L’Egitto – aggiunge la nota – “ribadisce il proprio categorico rifiuto di queste azioni e avverte che il loro protrarsi non farà altro che alimentare le tensioni e aggravare la situazione nella regione”. Sottolinea inoltre “la propria piena solidarietà e il sostegno incrollabile al Regno dell’Arabia Saudita di fronte a qualsiasi minaccia, considerando che la sicurezza nazionale dei due Paesi è intrinsecamente legata e inscindibile”. Oggi il il principe ereditario e premier dell’Arabia Saudita Mohammed bin Salman sarà al Cairo e avrà un colloquio con il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi.
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11:30
Iran, nave colpita nello Stretto di Hormuz
Una nave non ancora specificata e’ stata colpita
nello Stretto di Hormuz da un proiettile sconosciuto. Lo riferisce lo
United Kingdom Maritime Trade Operations, che non riporta al momento danni
o impatti ambientali.
11:05
Onu: “A Gaza la linea gialla restringe sempre più lo spazio per i palestinesi”
La “linea gialla”, istituita a Gaza dopo l’annuncio dell’accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hamas nell’ottobre 2025, restringe sempre più lo spazio di vita della popolazione palestinese. Inizialmente, la “linea gialla” lasciava circa il 47% del territorio di Gaza alla popolazione palestinese ma, secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha ), le forze israeliane l’hanno progressivamente spostata tanto che oggi i palestinesi sono costretti a vivere su meno del 40% del territorio di Gaza. La maggior parte della popolazione palestinese, circa 2,1 milioni di persone, attualmente sfollate vivono nell’area confinata nella zona occidentale, delimitata dalla linea gialla, mentre la zona orientale è sotto il controllo militare israeliano. Questo spostamento del confine ha costretto le famiglie che vivono nelle sue vicinanze a fuggire e a vivere in un costante stato di allerta, temendo di dover abbandonare i propri averi e fuggire in fretta se la situazione della sicurezza dovesse peggiorare. Secondo le Nazioni Unite, è diventato anche più difficile trovare luoghi sicuri dove allestire campi per sfollati. Gran parte dei terreni idonei si trova in aree proibite o soggette a restrizioni.
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10:42
Consiglio di sicurezza Onu oggi per discutere di Bab el-Mandeb
Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu si riunirà oggi dopo che, la scorsa settimana, gli Houthi dello Yemen – sostenuti dall’Iran – hanno assunto il controllo della costa del Paese sul Mar Rosso e dello stretto di Bab el-Mandeb; lo hanno riferito fonti diplomatiche. La Francia, che questo mese detiene la presidenza del Consiglio di Sicurezza, ha chiesto che la riunione si tenga alle 15:00 a New York (le 21 in Italia), ha precisato una delle fonti. Bab el-Mandeb è un corridoio marittimo fondamentale che collega Europa e Asia attraverso il Mar Rosso; la sua importanza è diventata cruciale mentre il più ampio conflitto tra Stati Uniti e Iran sta bloccando lo stretto di Hormuz.
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10:37
Iran, abbattuto un quarto drone Usa MQ-1 sullo stretto di Hormuz
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di aver abbattuto un drone statunitense MQ-1 sopra il settore orientale dello Stretto di Hormuz. Secondo la nota, citata dall’agenzia Fars, si tratta del quarto drone MQ-1 abbattuto negli ultimi giorni nei pressi di questo strategico passaggio marittimo.
10:27
L’Onu dopo i corpi ritrovati a Gaza: “Dare accesso a investigatori internazionali”
Le Nazioni Unite hanno chiesto che venga dato accesso a investigatori internazionali a tutta la Striscia di Gaza per “contribuire alla raccolta di prove”, mentre centinaia di corpi vengono estratti dalle macerie. “Il ritrovamento di numerosi resti sotto le macerie a Gaza City riporta alla luce le preoccupazioni relative a crimini di guerra e ad altri crimini di atrocità”, ha dichiarato in una nota l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk. “Attualmente, in siti rasi al suolo dagli attacchi israeliani vengono riesumati i resti di quelle che sembrano essere intere famiglie”, ha dichiarato in una nota l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, aggiungendo che “Il ritrovamento di numerosi resti sotto le macerie a Gaza City riporta alla luce le preoccupazioni relative a crimini di guerra e ad altri crimini atroci”.
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10:17
Pechino: “Aragchi in visita in Cina mercoledì”
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi visiterà la Cina mercoledì, ha annunciato oggi Pechino. La missione di Araghchi si inserisce nel quadro delle strette relazioni tra Cina e Iran, partner strategici che negli ultimi anni hanno rafforzato la cooperazione politica ed economica.
09:55
Media, raid israeliano uccide una persona a Gaza City
Un raid aereo israeliano ha ucciso una persona e ne ha ferite diverse altre a ovest di Gaza City, secondo quanto riportato dall’emittente televisiva Al Araby, che cita una fonte medica.
09:24
Anp: “Un uomo ucciso dall’Idf vicino Ramallah”
Il ministero della Salute palestinese ha dichiarato che un uomo di 54 anni è stato ucciso da colpi d’arma da fuoco dell’Idf nel quartiere di Umm al-Sharayet a El Bireh, vicino a Ramallah, in Cisgiordania.
09:07
Hormuz 6 mesi dopo: la situazione nello Stretto conteso. Dati e mappe
Il transito di materie prime attraverso quel tratto di mare continua ad essere quasi nullo rispetto a prima dell’inizio del conflitto tra Stati Uniti e Iran. E le conseguenze sul prezzo del petrolio, dei GNL e dei carburanti non diminuiscono.
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08:42
L’Iran risponde a Trump: “Nessuna trattativa con gli Usa”
Il capo del massimo organo di sicurezza iraniano ha respinto oggi qualsiasi dialogo con gli Usa per porre fine alla guerra, dopo che Donald Trump aveva affermato di essere “aperto” ai colloqui. “Non lasciatevi distrarre dai segnali contrastanti del presidente americano, che alterna ‘nessun negoziato’ e ‘siamo pronti a parlare’ con l’Iran”, ha scritto su X Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale. “Nessun colloquio finché non saranno soddisfatte le condizioni dell’Iran. Punto!”, ha aggiunto in un messaggio in inglese che sembra essere una risposta diretta alle dichiarazioni fatte da Trump lunedì. Il presidente degli Stati Uniti aveva ribadito la sua “apertura” al dialogo con Teheran. “La nazione iraniana, ormai in declino, vuole raggiungere un accordo, in fretta e con urgenza. Sarò io a decidere se gli Stati Uniti sceglieranno o meno di impegnarsi, un’idea alla quale restiamo aperti”, aveva scritto Trump sulla sua piattaforma Truth Social. Teheran chiede a Washington di porre fine in modo definitivo alla guerra e a ogni aggressione contro l’Iran e i suoi alleati nella regione, incluso Hezbollah in Libano. Il regime iraniano chiede inoltre la revoca del blocco imposto ai suoi porti, un risarcimento completo per i danni di guerra, la revoca delle sanzioni contro la sua economia e lo sblocco incondizionato dei suoi beni congelati all’estero.

©Ansa
08:34
Iran, i pasdaran rivendicano abbattimento di un drone Predator Usa
I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno rivendicato l’abbattimento di un avanzato drone MQ-1 Predator statunitense nei cieli a Ovest dello Stretto di Hormuz. Lo riferisce l’agenzia Tasnim.
07:47
Media: “L’Idf ha ucciso un membro di spicco delle forze armate di Hamas”
I media palestinesi hanno riferito che Ahmed al-Batsh, noto come “Abu Osama”, è stato eliminato delle Idf la scorsa notte in un attacco nella zona di al-Saftawi a Gaza City. Secondo le fonti, al-Batsh era un membro di spicco delle Brigate Izz ad-Din al-Qassam, il braccio armato di Hamas, e secondo diverse fonti palestinesi ricopriva il ruolo di comandante del battaglione Jabaliya.
Nelle ultime settimane, le Forze di Difesa Israeliane e lo Shin Bet hanno intensificato le operazioni antiterrorismo nella Striscia di Gaza con l’obiettivo di uccidere membri di Hamas e ridurre al minimo gli sforzi di ricostruzione. Ieri l’esercito ha proseguito le operazioni con cinque attacchi mirati contro esponenti di Hamas. Assieme ad Abu Osama sono stati uccisi altri 4 militanti che ricoprivano posizioni di comando e di coordinamento del movimento islamista.
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07:42
Il Pentagono smentisce Trump: “Carenza di munizioni per la guerra con l’Iran”
Il Pentagono ha riconosciuto una carenza di munizioni legata alla guerra con l’Iran, constatazione che l’amministrazione Trump si era in gran parte rifiutata di confermare negli ultimi mesi. Il rapporto dell’Ispettore Generale del Pentagono stima che tra il 28 febbraio e il 30 giugno, l’Operazione Epic Fury contro l’Iran sia costata circa 33,4 miliardi di dollari, di cui 22,3 miliardi spesi solo per le munizioni utilizzate. “Le spese per munizioni durante l’Operazione Epic Fury hanno causato carenze nelle scorte strategiche e rivelato colli di bottiglia all’interno delle industrie di rifornimento di munizioni”, osserva il rapporto.
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07:14
Iran, il petrolio sale oltre 1%. Brent a 106,93 dollari al barile
Oggi i prezzi del petrolio hanno superato i 106 dollari al barile, spinti dai timori legati all’offerta. Alle 00:26 GMT, i futures sul greggio Brent erano in rialzo di 1,24 dollari (pari all’1,18%) a 106,93 dollari al barile, dopo aver registrato un guadagno dell’1% in precedenza.
Anche i futures sul greggio statunitense West Texas Intermediate (Wti) sono saliti di 1,29 dollari (pari all’1,24%) a 102,65 dollari al barile, dopo un incremento dell’1,3% nella seduta precedente.
07:09
Iran, l’esercito Usa: “La guerra ha causato carenza di munizioni”
L’ispettore generale del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha rivelato che il Paese sta affrontando una carenza di munizioni a seguito della costosa guerra in Iran. In un rapporto obbligatorio al Congresso, il primo del suo genere, l’ispettore ha dichiarato che tra il 28 febbraio e il 30 giugno l’Operazione Epic Fury (Oef) ha comportato un costo stimato di 33,4 miliardi di dollari; di questi, 22,3 miliardi sono stati spesi esclusivamente per le munizioni impiegate. Il rapporto ha rilevato che “il consumo di munizioni per l’Oef ha causato carenze strategiche nelle scorte e ha evidenziato colli di bottiglia nella base industriale per il rifornimento di munizioni”. Vengono inoltre elencate le perdite subite dalla flotta americana, tra cui quattro F-15 distrutti, un F-35 danneggiato, sette aerei cisterna KC-135 danneggiati e fino a 30 droni MQ-9 Reaper distrutti. Il presidente Donald Trump ha piu’ volte minimizzato le preoccupazioni circa l’esaurimento delle scorte di armi durante i sei mesi di guerra in Medio Oriente, affermando appena un paio di settimane fa che gli Stati Uniti dispongono di munizioni “praticamente illimitate”.
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