Il confine italo sloveno di Cosina-Kozina/Pese-Pesek. Foto Roni Brmalj
Un incontro definito da entrambe le parti positivo e proficuo, con la sicurezza delle frontiere e il contrasto all’immigrazione irregolare al centro dei colloqui. È quello che si è svolto ieri a Salcano, frazione di Nova Gorica sulle rive dell’Isonzo, tra il vicepremier e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale italiano Antonio Tajani e il ministro degli Affari Esteri ed Europei sloveno Tone Kajzer.
Il tema più delicato è stato quello dei controlli al confine tra Italia e Slovenia, dove Roma ha introdotto e successivamente prorogato la sospensione delle regole di Schengen. Ora l’Italia sta valutando la possibilità di sostituire l’attuale regime con un sistema di sicurezza alternativo, concordato con Lubiana.
Una soluzione condivisa
“Stiamo riflettendo sulla possibilità di introdurre misure concordate che garantiscano con forza la sicurezza e la lotta all’immigrazione irregolare”, ha spiegato Tajani al termine dell’incontro.
Tra le ipotesi allo studio ci sarebbe anche un modello di controllo congiunto, ispirato a quello esistente lungo il confine tra Italia e Francia. “Potrebbe esserci una soluzione come quella tra il confine francese e italiano, dove c’è una caserma di controllo mista con militari di entrambi i Paesi”, ha detto il ministro italiano.
Il capo della diplomazia italiana Antonio Tajani durante la visita di martedì 15 settembre a Solcano (Nova Gorica). Foto Goran Žiković
Tajani ha aggiunto di avere già affrontato la questione con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Nei prossimi giorni Piantedosi dovrebbe incontrare il suo omologo sloveno proprio per discutere le possibili modalità di una cooperazione più stretta nella gestione della frontiera.
L’obiettivo, secondo quanto spiegato da Tajani, sarebbe quindi quello di garantire la sicurezza senza trasformare i controlli in una misura indirizzata contro la Slovenia o contro altri Paesi.
«Non è un presa di posizione politica»
Il ministro italiano ha infatti sottolineato che le decisioni sui controlli alle frontiere non rappresentano una presa di posizione politica nei confronti di altri Stati.
“Questo non è diretto contro nessuno, né si tratta di una posizione politica”, ha affermato Tajani, ribadendo che l’obiettivo è affrontare le questioni legate alla sicurezza e all’immigrazione irregolare.
La prospettiva di un meccanismo alternativo alla sospensione di Schengen potrebbe dunque consentire a Roma e Lubiana di mantenere un livello di controllo considerato necessario dalle autorità italiane, cercando contemporaneamente una modalità condivisa che tenga conto della particolare situazione di un confine interno dell’area Schengen.
Il caso della sospensione di Schengen con la Spagna
Il tema dei controlli alle frontiere è emerso nelle stesse ore anche nei rapporti tra Italia e Spagna. Roma ha infatti deciso di prorogare di altri 15 giorni i controlli per i viaggiatori provenienti dalla Spagna, motivando la decisione con ragioni di sicurezza e con il rischio di ingresso nel Paese di persone legate ad attività terroristiche.
Lo ha deciso ieri, martedì 15 settembre il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che ne ha dato comunicazione con una nota indirizzata alla Commissione europea e agli omologhi ministri dell’Unione. “Il provvedimento – sottolinea il Viminale – è stato ritenuto necessario dopo le verifiche condotte dal Comitato analisi immigrazione e sicurezza delle frontiere. Permangono infatti elevati profili di rischio per la sicurezza interna, oltre a un possibile pericolo legato a eventuali infiltrazioni terroristiche”.
In risposta anche il governo spagnolo ha annunciato che prorogherà di altri 15 giorni, fino all’8 ottobre, i controlli sui viaggiatori provenienti dall’Italia. Come confermato a El Pais da fonti governative, La Moncloa ritiene che restano in vigore le circostanze che hanno portato alla sospensione di Schengen con l’Italia, “fermo restando che un eventuale cambiamento di tali circostanze potrebbe comportare una modifica della scadenza prevista” dell’8 ottobre.
Le stesse fonti hanno spiegato a El Pais che Madrid ha già informato l’Unione Europea della decisione di proseguire con i controlli alle frontiere negli aeroporti e nei porti che hanno collegamenti diretti tra Spagna e Italia.
Albares: »Decisione Italia su Schengen assurda e vergognosa»
Dura reazione del ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, alla decisione del governo italiano di prorogare di altri 15 giorni i controlli alle frontiere con la Spagna. “È assurdo, è inutile ed è una vergogna perché significa far saltare lo spirito e la filosofia di ciò che significa essere partner europei”, ha dichiarato Albares al Senato spagnolo, accusando il governo Meloni di utilizzare la crisi migratoria di Ceuta per alimentare la propria agenda interna.
“È un attacco diretto alla dignità degli spagnoli e all’unità e alla solidarietà degli europei”, ha aggiunto Albares, citato dalla stampa spagnola, sostenendo che l’Italia registra attualmente il doppio degli ingressi irregolari rispetto alla Spagna. Per il capo della diplomazia di Madrid, la premier Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani non stanno agendo come “leader europei all’altezza della situazione”.
Il ministro ha quindi ricordato che il governo spagnolo non impose controlli ai viaggiatori italiani durante la crisi migratoria di Lampedusa del 2023, quando Madrid al contrario offrì la propria collaborazione a Roma e accettò di trasferire sul proprio territorio parte delle persone arrivate sull’isola. Albares ha infine rivolto un appello al Partito Popolare affinché intervenga presso Forza Italia (I due partiti fanno parte del Ppe) per sollecitare uno stop a una misura definita “assurda e ridicola”.
Tajani: «Reazione di Madrid è inappropriata e aggressiva»
Per Antonio Tajani, ministro degli Esteri, la “reazione del governo spagnolo è fuori luogo, inappropriata e inutilmente aggressiva”. “L’Italia applica le regole e i Trattati europei con l’unico obiettivo di difendere la sicurezza delle frontiere e dei propri cittadini. La reazione del governo spagnolo alla decisione italiana di proseguire con la sospensione di Schengen appare quindi fuori luogo, inappropriata e inutilmente aggressiva”, ha scritto su X.
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