VICENZA – Una joint venture tra un’impresa vicentina, la Mevis di Federico Visentin (al 51%), e i cinesi di Zhejiang Zhongze Precision Technology (al 49%). Con l’obiettivo di produrre in Europa, e nello specifico in Slovacchia, componenti strutturali per celle batteria. Per i non addetti ai lavori, gli “involucri” metallici per le batterie. È l’impresa cui sta lavorando da due anni l’ex presidente di Federmeccanica.

    La ratio è semplice. «Per molti anni – spiega Visentin – imprese europee, soprattutto tedesche, andavano in Cina e trasferivano know-how, che veniva poi capitalizzato e sviluppato localmente. Nel nostro caso succede il contrario. Il know-how che a noi manca viene trasferito dalla Cina all’Europa». L’origine dell’iniziativa va cercata in un mercato, quello dell’automotive, che prima trainava gli affari di Mevis (attiva nella progettazione e produzione di componenti metallici di precisione e sistemi assemblati per questo settore e per l’elettrotecnico, con sede a Rosà, 200 milioni di fatturato, un migliaio di dipendenti nel mondo) ma che dal 2018 ha iniziato a calare. Da qui la scelta, da un lato di diversificare, con l’acquisizione di Euromeccanica, entrando nel campo dei truck e dei veicoli commerciali. Dall’altro di individuare quello che sarebbe stato un futuro, nuovo e promettente business su cui puntare. La scelta è ricaduta sulle batterie. Sia quelle per l’automotive, sia quelle per l’accumulo energetico. «La Cina lavora su queste tecnologie da più di dieci anni. Esiste quindi un gap tecnologico che non potevamo ignorare», spiega Visentin. Che ha cercato un partner attraverso il quale colmare questo divario di competenze.

    L’accordo

    L’accordo con ZZ Tech, firmato il 31 luglio scorso, sancisce la nascita della prima joint venture in Europa in questo specifico comparto. Che promette affari d’oro nel settore della mobilità elettrica, dell’accumulo energetico, delle infrastrutture digitali avanzate e dei data center per l’Intelligenza Artificiale, e guarda in primis alle gigafactory (fabbriche in grado di produrre ogni anno batterie per un capacità di accumulo di decine di Gigawattora) come possibili clienti. La produzione avverrà in Slovacchia, dove già ha sede uno degli 8 siti produttivi di Mevis, con 100 nuove assunzioni nella prima fase. «È vicina all’Ungheria, importante hub europeo per la produzione di batterie. Anche la Polonia ospita player significativi. Dal punto di vista logistico è quindi una localizzazione molto favorevole. Ricerca, sviluppo e funzioni strategiche saranno invece in Italia. L’operazione avrà quindi un impatto anche qui. In territori come il nostro, il costo del lavoro è un fattore critico, così come quello dell’energia. Nel gruppo abbiamo ormai più di 200 robot che lavorano insieme ai dipendenti. L’automazione è inevitabilmente una parte dell’evoluzione industriale. Quello che ci interessa è quindi accompagnare le nostre persone, soprattutto in Italia, verso ruoli sempre meno direttamente produttivi e sempre più tecnici e tecnologici». Naturalmente, «rimane la grande sfida dell’attrazione dei talenti».

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