Rimini, 16 settembre 2026 – A tre mesi dall’assoluzione di Louis Dassilva, gli investigatori tornano da dove tutto è cominciato. Questa mattina, mercoledì, il pubblico ministero Daniele Paci e gli uomini della squadra mobile di Rimini hanno effettuato un nuovo sopralluogo in via del Ciclamino 31, il condominio dove la sera del 3 ottobre 2023 venne uccisa Pierina Paganelli.
Il punto di partenza è stato ancora una volta il garage sotterraneo, teatro dell’omicidio della pensionata di 78 anni. Un ritorno sulla scena del delitto che arriva mentre il processo di primo grado si è chiuso con l’assoluzione di Dassilva “per non aver commesso il fatto” e la Procura sta già preparando la strada per l’appello. Dassilva, dopo 694 giorni trascorsi in carcere, è tornato in libertà e al suo lavoro.

Le lacrime di Dassilva al momento dell’assoluzione
Dove sono stati fatti gli accertamenti
Gli accertamenti di questa mattina, però, non si sarebbero limitati al garage. Pm e investigatori avrebbero ripercorso anche il tragitto dell’uomo immortalato dalla cosiddetta Cam 3 della farmacia San Martino, uno dei punti più discussi dell’intera inchiesta.
Si tratta dell’area coperta dalla telecamera sotto la quale, secondo la ricostruzione portata avanti dall’accusa, sarebbe transitato Dassilva pochi minuti dopo l’omicidio. Un tassello che aveva avuto un peso importante nell’impianto investigativo, ma sul quale si era aperto un duro confronto già prima dell’inizio del processo. Una perizia disposta dal Tribunale di Rimini aveva infatti messo in discussione quella ricostruzione, arrivando a conclusioni non compatibili con l’identificazione dell’uomo ripreso con Dassilva.
Ora gli investigatori sono tornati proprio lì. Hanno ripercorso quei metri e riesaminato i luoghi, in una fase delicatissima del caso. Per capire fino in fondo il significato dei nuovi accertamenti bisognerà però attendere. Al momento non risultano elementi per parlare di una nuova pista o di un nuovo indagato.
A che punto è l’inchiesta
Il quadro resta infatti quello dell’inchiesta che ha portato al processo contro Dassilva e alla sua successiva assoluzione. La Procura di Rimini ha già preannunciato l’intenzione di impugnare la sentenza, mentre le motivazioni dei giudici non sono ancora disponibili. Il loro deposito è atteso entro il 7 dicembre, dopo la proroga concessa rispetto ai termini inizialmente previsti. L’intenzione della Procura di ricorrere in appello era stata annunciata già dopo il verdetto.
È dunque plausibile che i sopralluoghi e i nuovi accertamenti tecnici servano a riesaminare alcuni dei passaggi della vecchia indagine in vista della futura battaglia davanti alla Corte d’Assise d’Appello di Bologna. Gli eventuali nuovi elementi potranno infatti entrare nel confronto processuale che si aprirà dopo il deposito delle motivazioni e la presentazione dell’impugnazione.
Difficile l’apertura di un nuovo fascicolo
Più difficile, allo stato attuale, ipotizzare invece l’apertura di un nuovo fascicolo contro ignoti per l’omicidio di Pierina. Non ci sono al momento elementi che vadano in questa direzione. Quello che è certo è che, nonostante l’assoluzione di primo grado, il caso di via del Ciclamino è tutt’altro che chiuso. E a quasi tre anni dall’omicidio, Procura e investigatori sono tornati ancora una volta nel garage dove Pierina venne uccisa con 29 coltellate.
