Il ct della Slovenia torna nel palazzetto dove ha mosso i primi passi da allenatore: “Ho grande rispetto per la storia di questa città nel volley”
17 settembre – 12:01 – MODENA
Modena è casa sua, il PalaPanini lo ha visto innamorarsi del volley: prima da raccattapalle, poi da giocatore, infine da allenatore. Stasera però Fabio Soli entrerà nel Tempio da avversario, nella sfida agli azzurri di Fefé De Giorgi per il primo posto del girone A. Il tecnico di Formigine siede sulla panchina della Slovenia dal 2025 e quest’estate l’ha portata al terzo posto in Nations League, miglior risultato della sua storia nella competizione.
difficoltÀ—
“Non è mai facile affrontare l’Italia, stasera lo sarà ancora meno: già sono più forti di noi, in più hanno riposato un giorno, noi invece abbiamo giocato ieri. Andremo in campo cercando di cogliere le opportunità”, spiega il ct, parlando di una sfida complicata anche per le condizioni con cui la Slovenia arriva all’ultima giornata, dopo aver battuto 3-1 in rimonta la Repubblica Ceca: “Dovremo valutare quello che possiamo mettere in campo in termini di roster ed energie, considerando anche gli acciacchi avuti durante la partita. Sicuramente soffriremo: affrontiamo una squadra fortissima, che gioca in casa e avrà il pubblico a spingerla. Per noi sarà una grande sfida, proveremo a migliorare la nostra pallavolo”.
ricambio—
Quella costruita da Soli è una Slovenia che sta provando a cambiare pelle senza perdere la propria identità. Accanto ai senatori Tine Urnaut e Jan Kozamernik e a un punto fermo come Rok Mozic, il tecnico ha cominciato a dare spazio ai più giovani. Il volto del nuovo corso è soprattutto Nik Mujanovic, opposto classe 2004 e prossimo rinforzo di Modena. Un passaggio generazionale necessario per una Nazionale che negli ultimi anni si è stabilizzata ai vertici, conquistando il sesto posto nel ranking mondiale e che in estate ha battuto il Giappone nella finale per il terzo posto in Vnl, dopo tre quarte piazze. “Quest’estate abbiamo speso tantissimo e non abbiamo lo stesso roster delle altre squadre che stanno davanti a noi nel ranking. Abbiamo provato a costruire rotazioni un po’ diverse dal passato, inserendo qualche giovane. Per competere con quelle Nazionali dobbiamo esprimere un gioco di squadra, senza poter contare sulle individualità che invece hanno altri. La squadra è sempre stata la forza della Slovenia”. Una filosofia che viene prima anche del risultato: “Dovremo guardare quello che faremo in campo, i movimenti e le scelte. Se riusciremo a fare ciò ci toglieremo ancora qualche soddisfazione in questo Europeo”.
casa—
Per Soli, però, Italia-Slovenia va oltre il risultato. Formigine è a pochi chilometri dal PalaPanini, il palazzetto che lo ha accompagnato per tutta la vita, tra nuovi inizi, addii e ritorni. Di ruolo palleggiatore, è cresciuto prima nelle giovanili dell’Audax Casinalbo e poi in quelle gialloblù. Dopo aver girato mezza Italia è tornato a Modena, con cui ha vinto la Challenge Cup nel 2007, prima di un nuovo addio e dell’ultimo ritorno da giocatore, nel 2009. Quando ha scelto la panchina, è stato ancora il PalaPanini il teatro dei suoi primi passi da allenatore: nel 2011 è diventato assistente di Daniele Bagnoli, prima di entrare nello staff della Nazionale femminile come vice di Marco Bonitta e poi costruire la propria carriera da capo allenatore in Italia e all’estero. Stasera quel percorso lo riporterà ancora una volta al punto di partenza, ma in panchina e dall’altra parte della rete. “Non ci sono parole per spiegare le cose belle e non ci sono parole che riescano a descrivere le emozioni di un modenese, che adora la pallavolo e che ha fatto della propria passione il suo lavoro, nell’entrare qua dentro, nel vedere il PalaPanini pieno, anche da avversario. Ho grande rispetto per la storia di questa città nel volley e anche solo dare un po’ di fastidio all’Italia qui mi renderebbe molto orgoglioso”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
