Fiumicino, 17 settembre 2026 – Reti nate per la pesca e finite a migliaia di chilometri di distanza, trasformate in barriere contro i droni in Ucraina. Nel quadro dello Stato dell’Unione 2026 guidato dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, Bruxelles ha acceso i riflettori anche sulla solidarietà delle comunità di pescatori europee: complessivamente 110 tonnellate di reti donate da pescatori italiani, francesi e finlandesi attraverso il Meccanismo unionale di Protezione civile.

    Dentro questa storia europea c’è anche Fiumicino. Lo scorso 26 giugno proprio dal porto della città partì una delle operazioni italiane più consistenti: oltre 30 tonnellate di reti da pesca dismesse (leggi qui), donate dalle imprese ittiche di Fiumicino e Civitavecchia, furono raccolte, caricate e spedite verso l’Ucraina. L’iniziativa era coordinata dal Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio e da Federpesca, con il supporto delle Capitanerie di Porto.

    Da Fiumicino due tir di reti verso l’Ucraina

    Secondo quanto ricostruito a livello locale, la marineria di Fiumicino partecipò all’operazione attraverso la Cooperativa La Pesca Romana, presieduta da Gennaro Del Prete, coinvolgendo le imprese ittiche del territorio. Da Fiumicino partirono due tir carichi di reti, poi destinate alle zone ucraine esposte agli attacchi dei droni.

    Le reti, ormai dismesse dall’attività di pesca, hanno trovato così un utilizzo completamente diverso. Installate sopra strade, accessi e infrastrutture, possono creare una barriera fisica capace di ostacolare il passaggio dei piccoli velivoli senza pilota. Anche le Nazioni Unite hanno documentato nel 2026 un crescente utilizzo in Ucraina di reti anti-drone sopra le strade, soprattutto nelle aree più esposte.

    Federpesca aveva spiegato già a giugno che il materiale sarebbe stato impiegato per proteggere strade, edifici, scuole e altri luoghi sensibili.

    “Protette quattro strade verso l’ospedale”

    A distanza di quasi tre mesi, il gesto dei pescatori è tornato sotto i riflettori dopo il richiamo europeo. Del Prete ha spiegato che le reti provenienti dalla marineria locale sarebbero state utilizzate anche per proteggere quattro strade considerate nevralgiche per il collegamento con un ospedale territoriale.

    La Commissione europea, nella sezione dedicata alle storie legate allo Stato dell’Unione 2026, sottolinea come le reti donate dai pescatori siano state inviate in Ucraina per difendere abitazioni, scuole, ospedali, strade e vite umane.

    Il carico partito da Fiumicino faceva parte di un’operazione nazionale più ampia che ha coinvolto anche le marinerie di Civitavecchia e Mazara del Vallo.

    Quello che a giugno poteva sembrare un gesto insolito della marineria locale è così entrato nel racconto europeo del sostegno all’Ucraina: reti destinate a essere dismesse sono diventate strumenti di protezione contro i droni, e Fiumicino è stata una delle basi italiane da cui sono partite.

    Fiumicino, reti da pesca per l’Ucraina: serviranno come barriere anti-droni

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    Fiumicino, reti da pesca per l’Ucraina: serviranno come barriere anti-droni

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