È come se questa sera, la Milano sportiva, ritrovasse una parte sostanziale della sua identità. Della sua esperienza secolare. Alle 19.15, l’esordio del Milano Hockey alla Tiwag Arena di Innsbruck va oltre un disco e due stecche. Perché questo gioco, nel capoluogo, vale molto di più. È sport di nicchia che all’ombra del Duomo ha scritto la sua esperienza più gloriosa, lasciando valli, montagne e altopiani.

    Parlano i numeri. 15 Scudetti per l’Hockey Club, 5 per i Vipers, 4 per i Diavoli Rossoneri, 3 per i Devils, 2 per l’Associazione Milanese Disco Ghiaccio, 2 per i Diavoli Hc, 1 per il Saima. 32 in tutto, tra il 1925 e il 2006: come l’Olimpia Milano, più di Milan e Inter. Sono vicende che prendono il via in quei ruggenti anni ‘20, quando su iniziativa del conte Alberto Bonacossa in via Piranesi sorse il Palazzo del Ghiaccio, allora la pista coperta più grande d’Europa, e tra le più importanti al mondo. Il resto, forse, lo fece quell’assonanza con il calcio, le reti, i gol, e i frequenti contatti, diretti o meno, con Inter e Milan.

    I primi anni ‘90, con la polisportiva Milan di Silvio Berlusconi, e la rivalità con il Saima, furono l’apice di passione. Un ruggito cittadino, soprattutto quello legato a quest’ultima, che è andato oltre i guai societari. Quando il Saima uscì di scena, i sostenitori “infestavano“ l’Agorà per tifare contro i Devils. Ogni singola partita. Ancora nel marzo 2024 erano gli ultras dell’Olimpia Milano a convocare i “cugini“ dell’hockey al Forum per reggere l’arrivo dell’orda bianconera del Partizan Belgrado. E da quella natura nacquero i dominanti Vipers di inizio millennio, forgiati da Alvise di Canossa.

    Da lì, un lento declino: l’ultima importante esperienza continentale è l’Alps del 2017-2018, così come nel massimo campionato nazionale. Nove anni dopo, l’esperienza olimpica e l’impegno dell’imprenditore altoatesino Christof Leitner e del sostenitore House of Doge hanno fatto il miracolo. E la risposta è stata immediata.

    Già il 10 gennaio 2026, per l’inaugurazione dell’Arena di Santa Giulia, erano presenti centinaia di esponenti della Curva del Milano. Cambiato nome in Milano Crew, sono stati in oltre 200 a Trento il 5 settembre per l’amichevole con l’Asiago, e solo venerdì scorso hanno ricoperto di gioia la Darsena a Milano. Saranno almeno un centinaio questa sera. I colori sono il rosso e il blù, a richiamare l’esperienza Saima, il teatro la Ice Hockey League, la lega sovranazionale che racchiude il meglio di Austria e Italia (ovvero anche Bolzano e Valpusteria). Questa sera l’esordio, la prima in casa il 9 ottobre, sempre contro Innsbruck, nella nuova Fiera Ice Hockey Arena in costruzione a Rho. L’attesa è finita. Il ghiaccio si era sciolto, non la passione di una città.

    Alessandro Luigi Maggi

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