Roma, 18 settembre 2026 – Quattro stagioni, questa volta non di musica celestiale ma di guerra per contrattaccare nel Donbass. Si chiama Operazione Vivaldi e l’ha lanciata l’Ucraina nel settore di Lyman, uno degli accessi settentrionali al sistema difensivo di Sloviansk e Kramatorsk. Lo Stato Maggiore di Kiev sostiene di aver eliminato infiltrazioni russe su circa 75 chilometri quadrati e riconquistato altri 10 chilometri quadrati di territorio, liberando Serednie e ripulendo dalla presenza russa diverse località vicine. I dati provengono in larga parte dalle forze ucraine, c’è dunque da aspettarsi che la breve verranno contestati da quelli russi, che vanno in direzione opposta.
La vera particolarità di Vivaldi, che poi è quello che ha ispirato il nome è metodo utilizzato per tornare a manovrare su un campo di battaglia ormai quasi completamente sorvegliato dai droni. Le ‘stagioni’ della nuova guerra di Kiev è la seguente: colpire la logistica, degradare la guerra elettronica avversaria, ridurre l’efficacia dei suoi droni e soltanto allora avanzare con piccoli gruppi d’assalto. Queste almeno sono le uniche notizie certe che sono trapelate.
Vivaldi è stata preceduta da una campagna contro la logistica russa nelle retrovie. Secondo il Terzo Corpo, gli attacchi hanno inizialmente interessato obiettivi entro circa 50 chilometri dalla linea del fronte e successivamente si sono estesi fino a circa 120 chilometri. Sono stati colpiti depositi di carburante e munizioni, vie di rifornimento, sistemi di comunicazione e posti di comando. Secondo l’Institute for the Study of War, la pressione sulle retrovie avrebbe costretto le forze russe a disperdere parte delle strutture logistiche e a trasferire alcuni elementi di supporto più lontano dal fronte.
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Gli attacchi contro il carburante avrebbero avuto conseguenze anche sui sistemi russi di guerra elettronica, che in molti casi utilizzano generatori diesel. La riduzione della loro attività avrebbe aumentato la libertà d’azione dei droni ucraini e facilitato le operazioni delle unità terrestri.
Un’altra componente dell’operazione è stata il contrasto dei droni russi. Il Terzo Corpo afferma di aver utilizzato un sistema di guerra elettronica denominato Protective Dome, destinato a disturbare le missioni dei velivoli senza pilota avversari. Secondo il comando ucraino, il sistema avrebbe neutralizzato circa 20 mila missioni di droni russi. Si tratta di un dato fornito direttamente dalle forze ucraine e non verificato indipendentemente.
Infine, le operazioni terrestri sono state condotte prevalentemente attraverso piccoli gruppi d’assalto, sostenuti da droni da ricognizione e d’attacco, artiglieria e guerra elettronica. Nel caso di Serednie, la 66ª Brigata meccanizzata ha riferito di aver effettuato una lunga ricognizione delle posizioni russe, compresi edifici e scantinati utilizzati come riparo, prima dell’ingresso delle squadre d’assalto.
L’obiettivo è ottenere una superiorità locale sufficiente a consentire il movimento delle unità terrestri in un settore sottoposto a sorveglianza aerea quasi permanente e che dovrebbe rendere meno incisiva da parte di Mosca la ripresa delle ostilità via terra in primavera quando, con l’arrivo di temperature più miti, le operazioni di fanteria si fanno più temibili.

