È successo in una scuola media in zona Centocelle. Immediati i soccorsi, la donna è in stato di shock ma non in pericolo di vita. A fermare l’aggressione è stato un altro studente
Un studente di una scuola media di Roma ha spruzzato spray urticante al volto di una insegnante per poi ferirla con una coltellata. È successo questa mattina in un istituto in zona Centocelle. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Stazione Centocelle in seguito a una richiesta arrivata al 112. Sul posto il 118, la vittima è in stato di shock ma non in pericolo di vita.
Secondo quanto si apprende, il 13enne aveva con sé anche un cellulare collegato a Telegram e avrebbe tentato di filmare la scena attraverso una videochiamata in diretta. La causa scatenante dell’aggressione potrebbe essere stato un voto insufficiente. A fermare l’aggressione è stato un suo compagno di scuola. La docente è un’insegnante di lettere all’ultimo anno di lavoro prima della pensione. Dopo l’episodio, gli studenti sono stati fatti uscire dal retro della scuola, all’orario normale della fine delle lezioni. L’assessora alla Scuola del Municipio V, Cecilia Fannunza, ha raggiunto l’istituto per dare solidarietà al corpo docenti della scuola.
La solidarietà del ministro Valditara
Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha immediatamente sentito la dirigente dell’istituto, esprimendo vicinanza e solidarietà alla professoressa accoltellata e a tutta la comunità scolastica. Il giovane aggressore risulta essere sempre stato un ragazzo tranquillo, senza particolari problematiche. Dalle prime informazioni, ancora da confermare, il giovane avrebbe ripreso in video il gesto e potrebbe aver avuto un ruolo nella vicenda l’influenza dei social e di siti violenti a cui si sarebbe avvicinato negli ultimi tempi. “Oltre alla educazione al rispetto e alla conoscenza dei rischi connessi alla rete, occorre impedire ai minori di 15 anni l’accesso a social e canali pericolosi. In tal senso, il Kids Act della Commissione Ue va nella giusta direzione. Si devono stabilire regole chiare a tutela dei giovani e al tempo stesso, come stiamo già facendo, ripristinare nella quotidianità della vita scolastica il rispetto dell’autorità dei docenti e delle regole, la disciplina e il senso di responsabilità. Non dobbiamo avere paura di affermare che chi sbaglia deve pagare”, ha detto Valditara.
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La docente: “Ho avuto paura di morire”
Intervista da La Repubblica, l’insegnante ha raccontato di aver visto lo studente andarle incontro con un casco da bicicletta e un paio di occhiali con telecamera. “Ho avuto paura di morire. Lui mi accoltellava e stava in silenzio”, ha detto. “Sono ferita nell’animo soprattutto. Sono sconvolta che un ragazzo così giovane e con una famiglia alle spalle di tutto rispetto abbia concepito tutto questo”. La donna ritiene che il movente che ha portato all’aggressione fosse “il compito in classe programmato per questa mattina per recuperare il debito in Storia”.
I presidi: “Episodio gravissimo”
“Il fatto avvenuto a Roma è particolarmente grave – commenta Mario Rusconi presidente dei presidi di Roma – È importante che la scuola reagisca subito facendo una denuncia. Uno dei compiti primari della scuola, come ha ribadito il ministero dell’Istruzione, deve essere l’educazione al rispetto. Sempre più i nostri ragazzi vengono deviati dall’uso dei device che spesso danno indicazioni di violenza, le famiglie a volte sono assenti. I giovani devono capire che è importante avere una buona formazione e una buona capacità di relazionarsi con gli altri. Il compito della scuola si basi sull’educazione al rispetto che vuol dire rispettare i compagni, gli ambienti, e le regole”.
L’episodio è stato commentato anche dal presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli: “Siamo davanti a un gravissimo episodio di violenza ai danni di un docente, un fatto che non può essere derubricato a semplice conflittualità scolastica – ha detto-. L’Anp esprime senza riserve la sua vicinanza alla docente colpita e a tutta la comunità scolastica. Naturalmente non possiamo ignorare il disagio che affligge i nostri giovani. È compito della scuola, insieme alle famiglie e ai servizi del territorio, riuscire a intercettarlo tempestivamente, prima che si trasformi in rabbia e questa in violenza”. Conclude Giannelli: “Per prevenire dobbiamo anche ascoltare, riconoscere i segnali e costruire relazioni educative efficaci prima che sia troppo tardi”.
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