Piero Fassino, deputato dem e vicepresidente della Commissione Difesa della Camera, difende la segretaria Pd Elly Schlein dalle critiche di Avs e M5S dopo la lettera inviata a Meloni, perché, dice, la leader dem «ha avanzato proposte come è giusto che faccia un’opposizione che vuol rispondere alle domande dei cittadini». E sul programma M5S in queste ore al voto dei militanti è netto: «Sospendere gli aiuti militari alla Ucraina significa incoraggiare Putin ad accrescere la sua aggressività nella convinzione di poter vincere la guerra imponendo agli ucraini una resa umiliante – commenta – Evitare questo esito richiede responsabilità e scelte coerenti a tutti i partiti, anche a 5Stelle e Avs».

    Onorevole Fassino, la segretaria del Pd Elly Schlein è stata molto criticata da Avs e M5S per la lettera con cui auspica una collaborazione con il governo su clima ed energia: che ne pensa?

    Mi pare una critica infondata. Sappiamo tutti quanto la crisi di Hormuz abbia fatto assumere al tema energetico un rilievo strategico per le famiglie, per le imprese, per lo sviluppo del Paese. E l’Ue ha concesso margini di flessibilità finanziaria – per l’Italia 14 miliardi – per affrontare l’emergenza. Del tutto corretto che l’opposizione sia pronta a discutere come indirizzare quelle risorse a investimenti strutturali, evitando di dilapidarle con qualche misura assistenziale. Schlein ha avanzato proposte come è giusto che faccia un’opposizione che vuol rispondere alle domande dei cittadini.

    In queste settimane si dibatte molto di alleanze, primarie, programma: qual è secondo lei la formula migliore perché la coalizione si dimostri il più possibile in grado di competere con il centrodestra?

    È evidente che la critica al governo è tra i compiti dell’opposizione. Ma non ci si può limitare a questo. Un’opposizione che voglia conquistare consenso deve sempre accompagnare ad ogni critica le proprie proposte. Ed è essenziale che siano proposte credibili, evitando semplificazioni propagandiste o demagogiche che non conquisterebbero gli elettori. La sfida dei prossimi mesi è presentare un programma ispirato da cultura di governo e capace di raccoglier le aspettative e le domande degli italiani.

    Nel weekend gli iscritti M5S voteranno il programma che prevede lo stop all’invio di armi all’Ucraina: in che modo sarà possibile un dialogo tra alleati su questo punto?

    Non si può mai dimenticare che l’Ucraina da più di quattro anni sta difendendosi da un’aggressione russa che ne vuole soffocare indipendenza e sovranità. Sostenere Kyiv è indispensabile non già perché si pensi a una soluzione militare di quella guerra, ma per due obiettivi: fermare la ferocia dei bombardamenti russi che mietono ogni giorno vittime innocenti; e garantire che i rapporti di forza tra i contendenti non siano squilibrati, condizione perché si possa aprire la strada a un negoziato. Sospendere gli aiuti militari alla Ucraina significa incoraggiare Putin ad accrescere la sua aggressività nella convinzione di poter vincere la guerra imponendo agli ucraini una resa umiliante. Evitare questo esito richiede responsabilità e scelte coerenti a tutti i partiti, anche a 5Stelle e Avs.

    La segretaria dei Giovani democratici ha parlato di diserzione ed è stata molto criticata anche da sinistra: che idea si è fatto su quelle parole?

    È stata un’espressione infelice, anche se mossa da un sincero sentimento di pace. Ma un conto è richiamare il valore della obiezione di coscienza, riconosciuta anche dalle nostre leggi. Altro è evocare una “diserzione” che tra l’altro rappresenterebbe una violazione dell’art. 55 della Costituzione.

    Un rabbino è stato aggredito a Milano e a fine mese si discuterà alla Camera del ddl antisemitismo, sul quale sappiamo che nel pd ci sono visioni diverse: crede si arriverà a una sintesi?

    Quell’episodio è l’ennesima conferma di quanto diffusi siano atteggiamenti antiebraici e antisemiti. E mi ha colpito che coloro che demonizzano il ddl sull’antisemitismo non abbiano speso una parola di condanna di quell’aggressione. La violenza va sempre contrasta e combattuta e non ci sono ragioni “nobili” che la possano giustificare. Peraltro del ddl antisemitismo si dà una rappresentazione caricaturale e falsa. In quel ddl non c’è alcuna limitazione alla libertà di critica al governo di Israele. E non ci sono norme penali, ma la promozione di tutti gli strumenti culturali e pedagogici utili a contrastare atti o manifestazioni antisemite. La lotta all’antisemitismo non è una bandiera di parte, ma deve essere un impegno comune di tutti coloro che si riconoscono in una società che rispetta ogni persona e la sua identità. Per questo auspico che sul ddl alla Camera dei Deputati possa realizzarsi un’ampia convergenza.

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