Le richieste di assistenza per lasciare la Russia sono aumentate quasi di otto volte dall’inizio dell’estate. A crescere sono anche le ricerche online su «come partire» e «mobilitazione», che secondo i media indipendenti russi hanno raggiunto in estate e nei primi dieci giorni di settembre i livelli più alti dall’inizio del 2023. Un’ondata che coincide con le elezioni della Duma, in programma dal 18 al 20 settembre, e con i timori per un possibile nuovo richiamo alle armi.

    Secondo il progetto pacifista Ark, che assiste i russi che intendono trasferirsi all’estero, le richieste quotidiane di aiuto sarebbero passate da circa 70 a 120 da luglio. Per Jan Slovitsky, attivista per i diritti umani e coordinatore di Ark, la nuova ondata di partenze è legata anche all’esperienza del 2022, quando l’annuncio della mobilitazione parziale provocò un esodo dal Paese. «Le persone se ne vanno in anticipo perché hanno visto cosa è successo durante le ondate precedenti», ha dichiarato Slovitsky alla rete di Ark da Yerevan, dove sta assistendo i nuovi arrivati. Secondo l’attivista, dalla metà di luglio in Russia si è diffusa una crescente preoccupazione anche per la carenza di carburante e i problemi di accesso a internet.

    Richio nuova mobilitazione

    Le voci su una nuova mobilitazione circolano da mesi. E i timori sono alimentati anche dalle conseguenze concrete del sistema elettronico delle convocazioni. Il registro introdotto in Russia prevede infatti che, dopo la notifica di una convocazione, possa scattare automaticamente il divieto di lasciare il Paese. A inizio settembre, secondo quanto riportato dai media, gli agenti del controllo passaporti di Krasnodar hanno fermato un 24enne della regione di Rostov, che aveva concluso il servizio militare nel 2024, notificandogli un divieto di espatrio. Sarebbe il primo caso di questo tipo segnalato a quel valico di frontiera. Le principali destinazioni dei nuovi emigrati sono Paesi raggiungibili senza visto, tra cui Armenia, Georgia e Kazakistan. L’aumento delle partenze arriva mentre la Russia vota per il rinnovo della Duma di Stato. Secondo osservatori indipendenti, alla competizione partecipano soltanto partiti favorevoli alla guerra russa in Ucraina.  Il quadro che emerge è quindi quello di una parte della popolazione che sceglie di lasciare il Paese prima che eventuali nuove restrizioni possano rendere più difficile l’espatrio. 


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