Bologna, 20 settembre 2026 – L’ultima manovra per “continuare a investire”. Il progetto ‘Bologna ti sostiene’, cavallo di battaglia per “le famiglie che non arrivano a fine mese”, a partire dal microcredito con “un fondo da milioni di euro”. Bonus e agevolazioni per il carrello della spesa. Un milione all’anno per sostenere gli studenti. E poi la mobilità: dal “dimezzamento dell’abbonamento per i parcheggi con le strisce blu” a “ulteriori sconti” per il trasporto pubblico.
L’autocritica su Città 30
Perché, per il numero uno di Palazzo d’Accursio , la misura tanto discussa che ha ritoccato al rialzo il costo del biglietto del bus (da 1,50 a 2,30 euro) “ha funzionato e dato risultati”. La cosa di cui va “più orgoglioso è il lavoro fatte sulle scuole”, mentre accenna un’autocritica sulla Città 30, che “ha contribuito a salvare vite, ma andava raccontata e spiegata meglio”.
Il programma di governo alla Festa dell’Unità
Eccoli, i primi ingredienti della ricetta di Matteo Lepore a caccia del bis. Il sindaco uscente comincia a snocciolare i punti caldi del programma che verrà alla Festa dell’Unità, dove incanala i tasselli della futura coalizione: “Vorrei rifare la lista civica del sindaco e aprirla di più alla società civile, a chi non è iscritto a nessun partito e vuole dare una mano, non senza critiche, ma convinto che il centrosinistra debba andare avanti”. A centinaia ad ascoltare il sindaco al parco Cevenini di Borgo Panigale, tra applausi e sorrisi. Poche le critiche, anzi nessuna, di fronte al suo popolo di elettori che incita e grida “bravo” anche quando Lepore rivendica “una città che deve restare a misura di studente”. Lunedì, intanto, al parco Cevenini una cena con il sindaco e “i tanti che lo sosterranno” nel 2027 promossa dal progetto ‘Scelgo Bologna’.
Lo stadio e il futuro del Dall’Ara
Lo stadio, poi, tra il nuovo impianto in Fiera e il futuro del Dall’Ara (“Un’avventura affascinante su cui bisogna decidere cosa fare”). Il sindaco annuncia anche di aver incontrare gruppi di tifosi per parlare del futuro della struttura in via Andrea Costa, su cui “si potrebbe attingere a fondi europei”, ma resta intransigente quando si chiede se il Comune ha intenzione di contribuire economicamente al nuovo impianto in via Michelino: “La principale infrastruttura da fare nel nuovo mandato sono le case”. I 40 milioni tolti al restyling del Dall’Ara, insomma, confluiranno come già detto nello ‘scudo sociale’ per le fasce deboli. Largo a un ragionamento sulla Sfm6, la linea ferroviaria metropolitana pensata per unire stazione e Fiera.

Il pubblico alla Festa dell’UnitàFoto Massimo Gennari / Fotoschicchi
Comunali 2027 e le liste civiche
Nella corsa alle Comunali 2027 c’è spazio pure per uno sguardo dall’altra parte del campo, dove proliferano le liste civiche (da Giovanni Favia ad Alberto Zanni, fino ad Andrea De Pasquale e all’ipotesi Mauro Felicori) e dove il centrodestra ancora non ha trovato la quadra per un nome unico, se civico o politico. “Vedo un gran rimescolo dall’altra parte e poco più – sferza il sindaco –. Fino adesso ho visto poche idee. Sono orgoglioso del lavoro fatto perché ora, grazie agli investimenti, Bologna può guardare al futuro e impegnarsi, senza fare i conti con il passato”.
Sulla leadership del centrosinistra
Non sarà quindi “una campagna elettorale in cui sentiremo parlare di tram, Passante, Civis”, ironizza il sindaco. Sulle primarie nazionali del centrosinistra, però, è sicuro: “Non è la leadership il problema, ma la radicalità di alcune proposte. Dobbiamo acquisire forza e coraggio e dire cose importanti, per me la priorità restano i temi sociali. Il dibattito è stucchevole: se qualcuno non vuole Elly Schlein lo dica chiaramente e se ne discuta, punto”. Sui Cpr, invece, chiosa: “Io sono favorevoli ai rimpatri di chi non ha diritto di stare in questo Paese, ma la destra questo non lo sta facendo. In Italia serve un ministro dell’immigrazione”.

Il tram e i piani urbanistici
Il sindaco punta anche sulle conquiste dei suoi cinque anni: tram e rigenerazione delle aree dismesse, come le ex caserme Perotti e Stamoto, su cui finalmente si muove qualcosa: “Questa settimana arriverà una lettera a tutti i cittadini del Pilastro perché finalmente abbiamo sbloccato l’impasse sul ponte di San Donnino con l’accordo sul Passante. Dall’anno prossimo vogliamo finire i cantieri e fare arrivare il tram al Pilastro. Poi vogliamo ridiscutere i piani urbanistici: dalle aree intorno al Caab, dove c’è bisogno di discutere con i privati che hanno interessi legittimi, al Lazzaretto, dove il piano non è più attuale, fino all’accordo con Cdp sull’ex Sani: qui non vogliamo un grande quartiere residenziale, dove fare speculazione vicino alla fiera e al Tecnopolo, ma che ci sia rigenerazione degli edifici. E che non arrivino altri data center”.
L’odio social e la scorta
Non passa in secondo piano neppure l’odio social: dal caso di Vincent Plicchi (suicida in diretta su TikTok) alle minacce di morte ricevute che hanno portato alla scorta, fino all’ultimo caso degli influencer di estrema destra. “Vorrei fare il sindaco senza la scorta perché il mio lavoro è stare in mezzo alla gente e nessuno vuole essere scortato per buttare il pattume – taglia corto Lepore –. L’odio corre sui social e non dobbiamo chiederci se Bologna si sia incattivita, ma se i singoli cittadini per riuscire ad affermare un’idea si siano incattiviti. Mi chiedo anche perché la destra nell’ultimo mandato, invece che fare a gara sulle cose belle, abbia accettato la logica dell’insulto. E mi dispiace che parli male di Bologna e goda quando non finiamo i cantieri o i cittadini soffrono”.
Per tutta la sera gira tra stand e ristoranti, scatta foto, stringe mani. E alla fine chiosa: “Vogliamo continuare a cambiare Bologna perché, tranquilli, vinceremo”.
