Messaggio di Leone XIV per la quinta edizione della Marcia per la Vita di Bratislava, in Slovacchia: promuovere una cultura che si prenda cura dei più fragili e indifesi. Il segretario della Conferenza episcopale: “Chiediamo alle istituzioni di proteggere soprattutto i bambini non ancora nati. Ma anche aiutare concretamente le madri e le famiglie in difficoltà”
Cecilia Seppia – Città del Vaticano
Una manifestazione che costituisca un “momento di preghiera e testimonianza” e susciti una “rinnovata consapevolezza del prezioso dono della vita, ricevuto da Dio, da accogliere e custodire in ogni sua fase, dal concepimento fino a suo naturale tramonto”. E’ quello che auspica Papa Leone XIV nel suo messaggio ad organizzatori e partecipanti alla quinta edizione della Marcia Nazionale per la Vita, che si è svolta questa domenica, 20 settembre, a Bratislava, capitale della Slovacchia. Nel testo, letto sul palco della Marcia dal nunzio apostolico in Slovacchia, l’arcivescovo Nicola Girasoli, il Papa incoraggia inoltre a “promuovere una cultura capace di prendersi cura soprattutto dei più fragili e indifesi, contribuendo così all’edificazione di una società più fraterna e solidale”.
Migliaia di famiglie in piazza a Bratislava
Piazza gremita a Bratislava per l’ultima edizione della Marcia Nazionale per la Vita, uno dei più rilevanti eventi di mobilitazione sociale e religiosa della Slovacchia. Più di 30 mila persone, semplici cittadini, famiglie e giovani provenienti da ogni regione del Paese, si sono radunate nella capitale per riaffermare il valore e la dignità intrinseca di ogni essere umano, decisi a voler promuovere e mettere in atto una cultura dell’accoglienza che protegga la vita in tutte le sue fasi, dal momento del concepimento fino alla morte natural
L’obiettivo della mobilitazione
Nata originariamente negli Stati Uniti nel 1974 (in risposta alla sentenza Roe v. Wade), la manifestazione negli anni è diventata un evento molto partecipato e capillare che è arrivato ad includere e mobilitare numerose capitali europee. Lo scopo principale è sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni legislative sulla necessità di offrire tutele giuridiche e supporto sociale sia ai nascituri sia alle madri in difficoltà, contrastando pratiche come l’aborto e l’eutanasia su cui recentemente si è pronunciato anche Leone XIV, all’udienza generale del 16 settembre scorso, definendole “vergognose”.
Tutto ciò che è contro la vita stessa, come ogni specie di omicidio, il genocidio, l’aborto, l’eutanasia e lo stesso suicidio volontario; tutto ciò che viola l’integrità della persona umana, come le mutilazioni, le torture inflitte al corpo e alla mente, le costrizioni psicologiche; tutto ciò che offende la dignità umana, come le condizioni di vita subumana, le incarcerazioni arbitrarie, le deportazioni, la schiavitù, la prostituzione, il mercato delle donne e dei giovani, o ancora le ignominiose condizioni di lavoro, con le quali i lavoratori sono trattati come semplici strumenti di guadagno, e non come persone libere e responsabili: tutte queste cose, e altre simili, sono certamente vergognose.
Proteggere e aiutare
In Slovacchia, l’evento è coordinato dai vescovi del Paese in collaborazione con diverse associazioni pro-life, configurandosi non solo come momento di riflessione etica, ma anche come una vera e propria festa delle famiglie. “Il nostro messaggio è semplice: ogni vita umana ha dignità e deve essere protetta. Vogliamo proteggere soprattutto i bambini non ancora nati. Ma vogliamo anche aiutare concretamente le madri e le famiglie in difficoltà” ha dichiarato don Ivan Ružička, segretario generale della Conferenza episcopale slovacca.
No alla maternità surrogata
Quest’anno – ha affermato il segretario – si parla anche della maternità surrogata. “Un bambino non è un prodotto e non può essere oggetto di un contratto. Per questo chiediamo che la maternità surrogata sia completamente vietata in Slovacchia”. “Siamo molto contenti – ha aggiunto – di vedere oggi così tante famiglie e tanti giovani qui a Bratislava. Per noi, la Marcia per la Vita è una testimonianza di speranza. Vogliamo costruire una società che protegge ogni persona, soprattutto i più vulnerabili”. La marcia si è concluderà nel pomeriggio con testimonianze, canti e momenti di festa, confermando la Slovacchia come uno dei fulcri del dibattito bioetico nel cuore dell’Europa.
