18.08.2026., Sibenik — Nove cijene goriva u Hrvatskoj Photo: Dusko Jaramaz/PIXSELL
Il nuovo aumento dei prezzi dei carburanti in Croazia sarà più contenuto rispetto a quello inizialmente atteso. Da martedì 22 settembre il prezzo del diesel dovrebbe salire a 1,91 euro al litro, mentre la benzina dovrebbe attestarsi a 1,74 euro. Le cifre, anticipate domenica sera da fonti vicine al governo e riportate da Rtl Danas, dovranno essere formalmente confermate dal governo nella seduta telefonica di lunedì mattina.
L’aumento del diesel sarà dunque di 6 centesimi al litro, mentre per la benzina l’incremento dovrebbe limitarsi a un centesimo. Una variazione sensibilmente inferiore a quella che si sarebbe verificata senza l’intervento dell’esecutivo, in particolare sul gasolio, dopo la nuova impennata delle quotazioni internazionali del petrolio e dei prodotti raffinati.
“Prevediamo un aumento di circa dieci centesimi per il diesel, che è quello cresciuto maggiormente. Tuttavia il governo dimezzerà questo aumento intervenendo sulle accise”, ha spiegato il ministro dell’Economia Ante Šušnjar, intervenuto domenica sera al tg di Nova Tv.
Accise ridotte per contenere l’impatto
Secondo Šušnjar, senza l’intervento pubblico il prezzo del diesel avrebbe raggiunto livelli ancora più elevati, fino a sfiorare i 1,95 euro al litro. “Non sarà di 1,95 euro. Dimezzeremo l’aumento, sarà qualcosa sopra 1,90 euro”, ha detto il ministro.
La misura si basa sulla possibilità concessa alla Croazia dall’Unione europea di intervenire temporaneamente sulle accise, anche al di sotto del minimo previsto dalla normativa comunitaria. L’autorizzazione, ha spiegato Šušnjar, resterà in vigore fino a gennaio del prossimo anno. Il governo ha inoltre lasciato aperta la possibilità di intervenire sull’Iva qualora l’andamento dei prezzi internazionali dovesse rendere necessario un ulteriore intervento.
Le nuove quotazioni arrivano dopo settimane di forte pressione sui mercati energetici. L’aumento delle quotazioni del petrolio e dei derivati è legato anche alle tensioni internazionali e alle difficoltà che interessano i traffici energetici attraverso lo Stretto di Hormuz, con conseguenze sui mercati europei.
Il precedente aumento
La nuova variazione arriva a una settimana dall’ultimo adeguamento dei prezzi. Dal 15 settembre il prezzo massimo della benzina era stato fissato a 1,73 euro al litro e quello del diesel a 1,85 euro. Per il diesel, quindi, l’aumento previsto da martedì sarebbe di 6 centesimi, mentre per la benzina il rincaro sarebbe limitato a un centesimo.
Il governo sostiene che, senza le misure di contenimento adottate negli ultimi mesi, i prezzi sarebbero oggi sensibilmente più alti. Nella precedente rilevazione, per esempio, aveva stimato un prezzo di mercato di 2,16 euro al litro per il diesel e di 1,93 euro per la benzina in assenza delle misure governative.
“Abbiamo ancora strumenti a disposizione”, ha sottolineato Šušnjar, ricordando anche le modifiche alla legge sull’Iva. L’obiettivo dichiarato dal governo è contenere l’impatto sui bilanci delle famiglie e sui costi delle imprese, evitando che l’aumento dell’energia alimenti ulteriormente le pressioni sui prezzi.
Scorte sufficienti e sicurezza degli approvvigionamenti
Il ministro ha assicurato anche che al momento non ci sono problemi sul fronte delle scorte. Il greggio continua ad arrivare regolarmente e la raffineria lavora a pieno regime. “La sicurezza dell’approvvigionamento è attualmente fuori discussione”, ha affermato Šušnjar.
Resta invece più delicata la situazione del diesel agricolo. Il cosiddetto “plavi dizel”, destinato in particolare ad agricoltori e pescatori, è già venduto a un prezzo agevolato e non è soggetto ad accisa, motivo per cui il governo dispone di margini di intervento più limitati. Šušnjar ha spiegato che anche in questo caso bisogna tenere conto dei costi logistici e della sicurezza degli approvvigionamenti.
Il ministro ha infine escluso, almeno per ora, un immediato superamento della soglia dei 2 euro per litro in Croazia, sottolineando che in diversi Paesi europei il prezzo del carburante ha già oltrepassato quel livello. La situazione, tuttavia, resta legata all’andamento delle quotazioni internazionali nelle prossime settimane.
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