di
Viviana Mazza
Trump ha postato una foto con tre sacchi della spazzatura e i loghi dei tre media
Betsy Klein, corrispondente della Cnn dalla Casa Bianca, passa ogni giorno dal checkpoint dei servizi segreti, mette la borsa e tutto ciò che ha addosso in uno scanner come quello degli aeroporti, mostra il pass, inserisce il pin, e così può avere accesso nella zona dove lavorano i giornalisti, che include la briefing room e le postazioni da cui fare i collegamenti vicino alla West Wing. Ma sabato, dopo che Trump ha deciso di bandire la Cnn, come pure la tv MS Now e il sito Politico, è andata diversamente.
«C’erano un gruppo di telecamere fuori a riprendermi mentre entravo. Entro, appoggio il badge, fa un paio di volte bip, poi diventa rosso, blu e verde e non accetta il mio pin. L’agente dei servizi segreti che era di guardia mi chiede di vedere il badge e mi dice che è stato disattivato. Gli chiedo se può darmi una spiegazione del perché». L’agente non ha altre informazioni e le ritira il pass. E Klein si ritrova a trasmettere dal marciapiede all’angolo.
La stessa cosa è successa ad Akayla Gardner di MS Now e al suo fotografo, come pure a Cheyenne Haslett di Politico.
Tutti e tre stanno valutando o si stanno preparando a fare causa. «Abbiamo il diritto garantito dalla Costituzione degli Stati Uniti a fare il nostro lavoro giornalistico senza ostacolo o interferenza da parte del governo», dice la portavoce di Cnn Emily Kuhn. MS Now e Politico assicurano che faranno «tutto il necessario per difendere il Primo emendamento». Tutti e tre possono rivolgersi a una corte federale con una richiesta d’emergenza di ripristinare l’accesso alla Casa Bianca, potenzialmente argomentando che il presidente li sta attaccando per i contenuti giornalistici. Nel primo mandato di Trump, la Cnn fece causa e vinse dopo la revoca del pass del corrispondente Jim Acosta.
L’Associated Press è invece coinvolta in un altro caso ancora aperto: dopo aver rifiutato di chiamare il Golfo del Messico «Golfo d’America» (come l’ha rinominato Trump) è stata espulsa non dall’intera Casa Bianca ma dallo Studio Ovale e dall’Air Force One e un giudice ha ritenuto che Trump ha facoltà di limitare l’accesso ad alcuni luoghi per ragioni logistiche. Ma nel caso di Cnn, Ms Now e Politico il presidente ha esplicitamente legato la sua decisione ai contenuti da loro trasmessi definendoli «fake news». Poi ha postato una foto con tre sacchi della spazzatura e i loghi dei tre media.
C’è poi anche da vedere la reazione degli altri media: la Cnn dovrebbe coprire Trump all’Assemblea generale delle Nazioni Unite domani. I cinque maggiori network (Abc, Cbs, Cnn, Fox e Nbc) fanno storicamente una rotazione per seguire il presidente. Non è chiaro se la Casa Bianca a questo punto rimpiazzerà ufficialmente Cnn con un’altra rete in quella occasione. E vedremo se, nel caso in cui la Cnn resti esclusa, gli altri network rifiuteranno collettivamente di sostituirla oppure se un tribunale interverrà prima. «Un attacco contro uno dei media è un attacco contro tutti», ha detto ieri su Fox News Wejia Jiang di Cbs News, ex presidente dell’Associazione dei corrispondenti della Casa Bianca.
20 settembre 2026
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