Circa duecento kosovari sono scesi in piazza a Trieste, nella serata di domenica, per protestare contro le condanne inflitte a quattro persone, compreso l’ex presidente Hashim Thaçi, per crimini di guerra contro contro i serbi nel conflitto tra il ’98 e il ’99.
Il corteo, non autorizzato, è partito da piazza Garibaldi, è sceso lungo via Mazzini, e poi ha raggiunto piazza Verdi e piazza Unità, con bandiere e striscioni, scandendo slogan e suonando trombe da stadio. Davanti alla Prefettura, c’erano i Carabinieri e la Polizia in assetto anti-sommossa, senza che si siano generate tensioni. Il corteo è poi proseguito verso San Giacomo, prima di sciogliersi.
La protesta, come detto, dopo che le Camere specializzate per il Kosovo (un tribunale misto istituito secondo la legge locale ma composto da giudici internazionali) hanno condannato l’ex presidente del Kosovo Hashim Thaçi e gli altri tre imputati Kadri Veseli, Rexhep Selimi e Jakup Krasniqi a 25, 18, 13 e 25 anni di carcere per i crimini di guerra di detenzione arbitraria di 385 persone, trattamenti crudeli contro 49 persone, torture contro 303 presone e uccisione di 96 persone commessi dall’Esercito di liberazione del Kosovo durante la guerra d’indipendenza dalla Serbia della fine degli anni Novanta. Gli imputati hanno respinto le accuse e annunciato il ricorso.
