Una cena organizzata prima della partenza, un piano studiato nei dettagli e una coppia che non avrebbe mai fatto ritorno a casa. Stefano Perale, 55 anni, insegnante di inglese, aveva invitato nella sua abitazione di Chirignago, alla periferia di Mestre (Venezia), Anastasia Shakurova, 30 anni, e il suo compagno Biagio Buonomo Junior, 31 anni, originario di Sant’Arpino (Caserta). la donna, nata nell’Estremo Oriente russo nel 1987, era incinta di cinque mesi. Amava le lingue, i gatti, la natura e la cucina italiana e aveva un progetto per il futuro: accompagnare i suoi connazionali alla scoperta delle bellezze dell’Italia. Per la coppia, che si preparava a lasciare il Veneto per motivi di lavoro, quella sarebbe stata una serata come tante. Per Perale, invece, era l’ultimo atto di un’ossessione coltivata per anni.

    L’ossessione del prof

    Perale conosceva Anastasia dal 2014, quando la ragazza aveva frequentato un suo corso di inglese alla scuola Abate Zanetti di Murano, dove lui insegnava. Il rapporto, però, non si era mai trasformato nella relazione che il professore desiderava: Anastasia lo considerava un amico e aveva mantenuto le distanze, mentre Perale si era innamorato di lei e non aveva accettato il suo rifiuto.

    Perale trasformò quel legame in un’ossessione punitiva (come riportano gli atti, ndr.): «A lei mi ero dedicato totalmente, le volevo molto bene ma lei mi ha deluso», avrebbe raccontato ai periti. Un risentimento sfociato in quello che i giudici, nella sentenza, definirono un vero e proprio «programma punitivo da tempo elaborato e a lungo coltivato», elemento valorizzato nel riconoscimento della premeditazione.

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