Roma, 21 settembre 2026 – Il partito del presidente Vladimir Putin, Russia Unita, ha ottenuto il 57,83% dei voti e si è aggiudicato il numero record di 355 seggi alla Duma di Stato, che ne conta 450. È quanto emerge dai dati diffusi dalla Commissione elettorale centrale. Nelle precedenti elezioni, cinque anni fa, Russia Unita aveva ottenuto 324 seggi.
Il Partito Comunista, arrivato secondo, ha ottenuto il 13,81% dei voti e 40 seggi. Il Partito Liberaldemocratico ha ottenuto l’8,98% e 25 seggi. Il partito Gente Nuova il 7,96% dei voti e 20 seggi. L’affluenza è stata del 59%, in rialzo rispetto al 51,7% delle precedenti elezioni, nel 2021.
Si tratta di una maggioranza costituzionale che permette al partito putiniano di far passare leggi e riforme senza bisogno di alleati. Un altro record toccato nelle ultime elezioni è quello dell’affluenza. Secondo la presidente della Commissione elettorale centrale, Ella Pamfilova, il dato e’ stato del 59,32%. “È la più alta affluenza mai registrata per un’elezione di questo livello”, ha sottolineato la funzionaria. Dopo lo scrutinio del 95,18% dei voti, Russia Unita ha ottenuto il 57,83% dei voti di lista, il Partito Comunista il 13,81%, il Partito Liberal Democratico di
Russia (Ldpr) l’8,98% e Nuova Gente il 7,96%. Russia Giusta ha attualmente il 4,96%. Pamfilova ha affermato che il partito “ha buone possibilita’” di superare la soglia di sbarramento del 5%. Nei collegi uninominali, i rappresentanti di Russia Unita hanno vinto in 208 dei 225 collegi.
I candidati del Partito Comunista si sono classificati al primo posto in cinque collegi, Russia Giusta in quattro, candidati indipendenti in altri quattro, il Partito Liberal Democratico in due e Rodina in uno. Pertanto, secondo i dati preliminari, Russia Unita avrà 355 seggi nella Duma di Stato, ben oltre i 301 che servono per avere una maggioranza costituzionale; i comunisti ne controlleranno 40, i liberal democratici 25, Nuova Gente ne avrà 20 e Russia Giusta quattro. Per Russia Unita si tratta del risultato migliore di sempre: il precedente record del partito era quello delle elezioni del 2016, quando alla Duma entrarono 343 deputati.
Lo ‘speaker’ della Duma di Stato uscente Vyacheslav Volodin è stato rieletto con più del 92 per cento dei voti per un seggio uninominale nella circoscrizione di Saratov, secondo i risultati dello scrutinio dei voti, relativi allo spoglio di poco più del 4 per cento dei voti, diffusi dalla Commissione elettorale centrale. Il candidato del Partito comunista, Denis Bulatov, con il 4,11 per cento dei voti, si è classificato secondo.
Alle elezioni legislative del 2021, Volodin, esponente di spicco di Russia unita considerato molto vicino a Vladimir Putin, di cui è stato a lungo ‘spin’, e Presidente della Duma dal 2016, era stato eletto, sempre nella stessa circoscrizione, considerata come il suo feudo, con il 72,11 per cento dei voti circa. Le elezioni legislative che si sono appena concluse in Russia sono le prime a cui non prendono parte osservatori indipendenti, non solo internazionali ma anche di organizzazioni con una presenza capillare sul territorio come Golos, costretta a chiudere lo scorso anno dopo la condanna a cinque anni di carcere del suo co presidente Grigory Melkonyants.
