Andreja Katič, deputata dei Socialdemocratici (SD) e presidente della commissione parlamentare affari europei, prima firmataria della mozione di sfiducia nei confronti del ministro Kajzer. Foto: Valerio Fabbri/Radio Capodistria

    Andreja Katič, deputata dei Socialdemocratici (SD) e presidente della commissione parlamentare affari europei, prima firmataria della mozione di sfiducia nei confronti del ministro Kajzer. Foto: Valerio Fabbri/Radio Capodistria



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    Con un’iniziativa politica dall’esito scontato, l’opposizione cerca di indirizzare l’attenzione del dibattito pubblico su quello che sembra essere l’anello debole della squadra di governo. Nella compagine ministeriale, infatti, Kajzer è il più esposto ai colpi della “politica politicante” sia per un tema che, per sua natura, è divisivo, come è il caso delle accuse di genocidio del popolo palestinese ad Israele, sia per la sua scarsa esperienza diretta in politica, dopo una carriera quarantennale in diplomazia. Kajzer, impegnato a New York per l’apertura dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, si è detto pronto a rispondere in parlamento, ma ha definito l’interpellanza una “tempesta in un bicchiere d’acqua”. I tre partiti d’opposizione sono consapevoli che i numeri per sfiduciare il ministro non ci sono, ma la loro iniziativa, annunciata il 9 settembre in occasione della visita in Slovenia del ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa’ar, mira a ottenere chiarimenti e a sollevare questioni di responsabilità politica, attesi sin dalla tempestosa riunione straordinaria congiunta delle commissioni parlamentari affari esteri ed europei, prima sospesa, poi rinviata e infine conclusasi dopo ore di aspro dibattito nelle quali l’opposizione ha chiesto conto su chi e in base a quale mandato parlamentare il governo ha deciso di non sottoscrivere, unico fra i 27 paesi europei, la dichiarazione congiunta dell’Unione europea nella quale si condannavano i piani di Israele di costruire case per gli insediamenti ebraici nella Cisgiordania occupata. Un redde rationem annunciato che la prima firmataria dell’interpellanza nonché presidente della commissione parlamentare per gli affari europei, la socialdemocratica Andreja Katič, ha definito un atto doveroso per il bene della Slovenia. Un ulteriore passaggio politico che si unisce alla proposta di impeachment costituzionale contro il Primo Ministro, Janez Janša, accusato di condurre la politica estera nell’interesse di Israele, violando così la Costituzione e la Legge sugli Affari Esteri.
    La palla passa ora in parlamento, che dovrà calendarizzare una seduta per affrotnare il dibattito sulle responsabilità politiche “per le azioni della Slovenia volte” a danneggiare il paese.

    Valerio Fabbri


    Dušan Stojanovič, di Movimento Libertà. Foto: Valerio Fabbri/Radio Capodistria

    Dušan Stojanovič, di Movimento Libertà. Foto: Valerio Fabbri/Radio Capodistria


    Nataša Sukič, di Sinistra/Levica. Foto: Valerio Fabbri/Radio Capodistria

    Nataša Sukič, di Sinistra/Levica. Foto: Valerio Fabbri/Radio Capodistria

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