Di&nbspRita Konya&nbsp&&nbspHumánreprodukciós Igazgatóság

    Pubblicato il
    21/09/2026 – 10:44 CEST

    La performance di tutti i servizi sanitari deve essere misurata, affinché i pazienti ricevano cure di qualità e possano accedervi in modo trasparente, sottolinea un’analisi pubblicata dalla Direzione per la Riproduzione Umana, l’organo governativo centrale istituito per coordinare, strutturare e supervisionare il sistema di trattamento dell’infertilità e della fecondazione assistita (fecondazione in vitro – IVF) in Ungheria.


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    L’indagine attuale è il primo rapporto basato su dati affidabili con dettaglio per singolo istituto, e consente il confronto tra i centri di fecondazione in vitro in Ungheria.

    Secondo il rapporto, nel 2025 il numero di pazienti e di prelievi di ovociti è diminuito leggermente rispetto al 2024. Tuttavia, il tasso di gravidanza riferito ai trasferimenti di embrioni è aumentato, segnalando un cambiamento qualitativo nel sistema. Il miglioramento delle medie nazionali non deve però nascondere le differenze significative fra i singoli istituti.

    L’analisi delle variazioni a livello di struttura permette di individuare le pratiche che funzionano meglio e di definire ulteriori aree di sviluppo mirato. I rapporti comparativi servono poi a far conoscere ai pazienti i risultati oggettivi dei singoli istituti, fornendo informazioni attendibili e comprensibili. Allo stesso tempo gli istituti possono esaminare i propri risultati parziali e adottare misure mirate per migliorare i diversi indicatori.

    Come si valuta la procreazione medicalmente assistita in Ungheria

    Nel 2024 è stato avviato il Registro di Riproduzione Umana, un nuovo sistema di raccolta dati che rende possibile misurare e confrontare nel tempo la performance degli istituti di riproduzione assistita in Ungheria. Il registro consente inoltre il confronto sulla base di indicatori internazionali e lo sviluppo del funzionamento sulla base dei dati.

    L’analisi appena pubblicata esamina l’efficacia del sistema nazionale di riproduzione assistita sia a livello aggregato nazionale sia suddivisa per 13 istituti, tenendo conto del numero di prelievi di ovociti e del tasso di gravidanza riferito ai trasferimenti di embrioni freschi e congelati.

    I risultati sono stati valutati sull’intera popolazione di pazienti e su un gruppo di riferimento definito. L’obiettivo della creazione di questo gruppo di riferimento è rendere confrontabile e valutabile in modo oggettivo l’efficacia dei singoli istituti. Le fasce di età oltre i 35 anni sono sovra-rappresentate nell’assistenza per infertilità.

    Secondo i dati dell’Ufficio Centrale di Statistica (KSH), l’età media alla nascita del primo figlio è aumentata costantemente negli ultimi anni, e nel 2025 ha raggiunto 29,47 anni.

    Rispetto al 2011, nel 2025 il numero di donne in età fertile è diminuito in modo significativo: la fascia 20–39 anni si è ridotta di quasi il 22%.

    La diminuzione del numero di donne in età fertile comporta un calo delle nascite potenziali e, nel lungo periodo, può influire anche sulla dimensione e sulla composizione per età della popolazione di pazienti che ricorre ai servizi di cura dell’infertilità.

    La distribuzione per età delle donne assistite nei servizi di infertilità è rimasta stabile negli ultimi due anni, ma i processi demografici devono essere valutati su un arco di tempo più lungo.

    Com’è cambiata l’assistenza per l’infertilità in Ungheria

    Sulla base dei dati nazionali, il cambiamento registrato tra il 2024 e il 2025 indica che l’efficacia dell’assistenza per l’infertilità è migliorata, nonostante volumi più bassi.

    Nel 2025 meno pazienti si sono rivolti ai servizi di cura dell’infertilità rispetto al 2024, ma il tasso di gravidanza riferito ai trasferimenti di embrioni freschi e congelati è aumentato in entrambi i gruppi.

    Alla base di questo andamento vi sono diverse riforme di finanziamento e normative avviate dalla Direzione per la Riproduzione Umana nel periodo 2023–2024.

    I dati, a livello di singolo istituto, mostrano però una forte eterogeneità. Pur essendo complesse le cause sottostanti, l’obiettivo del sistema di assistenza è che ogni istituto garantisca ai pazienti cure con un livello professionale e un’efficacia uniformi.

    Il nuovo sistema di raccolta dati continua, operativo da gennaio 2024, ha consentito per la prima volta agli istituti di ricevere un feedback regolare e affidabile sulla propria performance.

    La direzione tecnica ha il compito di monitorare sistematicamente i dati, restituirli agli istituti, mantenere processi mirati di miglioramento della qualità e misurare la soddisfazione dei pazienti.

    A livello nazionale, tra il 2024 e il 2025 l’efficacia è migliorata con volumi più ridotti: mentre il numero complessivo di prelievi di ovociti è diminuito di 616 casi, e di 217 nel gruppo di riferimento, il tasso di gravidanza riferito ai trasferimenti di embrioni freschi e congelati è aumentato del 3% in entrambi i gruppi.
    La distribuzione per età delle donne che partecipano ai servizi di cura dell’infertilità in Ungheria è rimasta stabile negli ultimi due anni. Secondo i dati del KSH, l’età media alla nascita del primo figlio è aumentata costantemente, mentre il numero di donne in età fertile è diminuito in modo significativo.
    La diminuzione della quota di parti gemellari è già rilevabile nel breve periodo, nel lasso di tempo esaminato, e la media nazionale è scesa al di sotto del valore-obiettivo dell’ESHRE (<13%).
    Il tasso nazionale di gravidanza clinica riferito al trasferimento di embrioni freschi è salito dal 32,26% al 35,03% tra il 2024 e il 2025, con un aumento di 2,77 punti percentuali. A livello di istituto, l’indicatore è aumentato in 11 dei 13 centri analizzati.
    Il tasso nazionale di gravidanza clinica riferito al trasferimento di embrioni congelati è passato dal 28,39% al 31,50% tra il 2024 e il 2025. Il miglioramento si osserva in 10 dei 13 istituti analizzati, sebbene i risultati dei singoli centri continuino a mostrare differenze significative.
    Il tasso cumulativo stimato di nati vivi è stato, nel 2024, pari al 26,4% a livello nazionale sull’intera popolazione di pazienti, mentre nel gruppo di riferimento, con prognosi più favorevole, ha raggiunto il 37,16%.
    In tutti gli istituti i risultati del gruppo di riferimento hanno superato quelli dell’intera popolazione di pazienti, a conferma dell’impatto della composizione dei casi – in particolare dell’età e della risposta ovarica – sui risultati di efficacia.

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