Roma – Rallenta la corsa dell’export italiano food & beverage nel 2026, dopo la crescita registrata lo scorso anno. Nei primi sei mesi le vendite all’estero hanno segnato un incremento dello 0,5%, contro il +5,1% del 2025, in uno scenario internazionale caratterizzato da dinamiche molto diverse tra mercati e categorie di prodotto. I dati, ripresi da Agrisole, emergono dall’Osservatorio sui mercati internazionali del food & beverage realizzato da Nomisma per Italia del Gusto, consorzio che comprende le più importanti aziende italiane del settore alimentare.

    Nel 2025 l’Italia ha esportato prodotti agroalimentari per 59,3 miliardi di euro, confermandosi il sesto esportatore mondiale. Nei primi mesi del 2026 la crescita è stata sostenuta soprattutto dai mercati extra tradizionali: l’export verso la Turchia è aumentato del 19,3%, quello verso l’India del 15%, mentre il Mercosur ha registrato un +8% e la Corea del Sud un +6,4%. Positivo anche il quadro europeo, con un aumento delle esportazioni dell’1,9%, grazie alle performance di Germania (+2,5%), Spagna (+2,7%), Francia (+1,9%) e Polonia (+2,5%).

    A frenare il risultato complessivo è soprattutto il mercato statunitense, dove le esportazioni italiane sono diminuite del 10,8%. Sul fronte delle categorie, il caffè guida la crescita con un +11,1% in valore, seguito da prodotti da forno (+2,2%) e formaggi (+2%). In calo invece olio d’oliva (-21,9%), cioccolato (-8,3%), vino (-6%) e pasta (-1,1%).

    LV

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