In sintesi, le notizie più recenti diffuse dall’operatore postale nazionale, Ukrposhta. Documentano ancora gli attacchi, ma anche gli impegni nel sostenere gli abitanti

Un mezzo attaccato
Secondo certi osservatori, la Russia avrebbe collocato tra i suoi obiettivi bellici l’operatore postale Ukrposhta, visto il crescente ruolo che sta svolgendo a sostegno del Paese. I numerosi attacchi registrati in questi ultimi tempi lo dimostrerebbero.
Tra le sedi colpite di recente, quelle di Kramatorsk (oblast di Doneck), Mena (Černivci, sono state registrate due incursioni nella stessa notte) e Pavlohrad (Dnipropetrovs’k, uccisi due dipendenti). Senza contare le filiali mobili, cioè su ruote (nella regione di Sumy). Ukrposhta risarcirà i clienti per i pacchi persi a causa di tali azioni.
Al fine di evitare che articoli pericolosi entrino nel circuito della posta internazionale, l’azienda -la quale impiega 159 rotte aeree- prima di imbarcare le spedizioni destinate all’estero ora le verifica tramite un proprio servizio di sicurezza basato su sistemi di controllo a raggi “X”. Gli invii sospetti sono destinati a ulteriori verifiche, inclusa l’apertura fisica dei colli.
Oltre le macerie
Pensando all’apertura delle scuole, la società ha lanciato una campagna su larga scala, offrendo la consegna gratuita di materiale didattico, libri, attrezzature e abbigliamento acquistati in negozi convenzionati.
Intanto, 380mila nuclei familiari di specifiche comunità situate in zone di confine potranno ricevere, su domanda, un contributo statale una tantum di 19.400 grivnie tramite Ukrposhta: l’obiettivo è aiutarli ad affrontare la stagione invernale. Il ministero delle Politiche sociali ha reperito i fondi presso partner internazionali.
Da questo mese la società collabora con World central kitchen, un’organizzazione internazionale che fornisce assistenza alimentare alle persone colpite da conflitti e disastri naturali. Grazie all’accordo, 35mila adulti e bambini sfollati riceveranno forniture alimentari mensili, rispettivamente da otto e due chili.
In collaborazione con i dicasteri della Giustizia e della Trasformazione digitale, l’operatore si è impegnato a recapitare i certificati di matrimonio destinati ai cittadini residenti oltreconfine. È un progetto pilota che si amplierà in tre fasi, arrivando a comprendere quarantotto Paesi. Servirà per le persone che si sposano da remoto, evitando loro di ritornare solo per ritirare il documento.
Per estendere la sua rete di distributori automatici è alla ricerca di nuove postazioni dove installare gli armadietti. Per questo invita le strutture che accolgono numeri significativi di persone a collaborare, specialmente nelle grandi città. Parallelamente, sta sviluppando punti di ritiro pacchi in bar, negozi, farmacie, distributori di benzina e altre attività commerciali.

I controlli per i pacchi spediti all’estero e gli aiuti alimentari
