La visita di Leone XIV presso la sede dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, venerdì 25 settembre, sarà un’occasione per elevare il valore del sapere a riscoperta di sé stessi e della storia. È l’auspicio Pierre-Alexis Le Marchand, volontario della comunità Pierre Vivantes di Saint-Denis che parteciperà anche alla veglia presso lo stadio con i giovani: “Mi piacerebbe che il Pontefice ricordasse cosa costituisce il fondamento dell’unità”

    Edoardo Giribaldi – Città del Vaticano

    Nel cuore della Cattedrale di Saint-Denis, i raggi di sole filtrano dalle vetrate del coro e dell’abside per convergere in un “pozzo di luce” scavato nella cripta. È un’eredità medievale della cosiddetta “metafisica della luce”, non è un caso che Parigi sia la ville lumière, secondo cui la luce è il principio ontologico essenziale. Arte e cultura che parlano dello spirito: è questo l’auspicio custodito nel cuore dei giovani parigini, mentre si preparano ad accogliere Papa Leone XIV nella capitale francese, in visita, tra gli altri appuntamenti, alla sede dell’Unesco prevista per venerdì 25 settembre, l’ente che custodisce e tramanda il sapere dell’umanità. La sera stessa, il Pontefice incontrerà la gioventù parigina riunita nello Stade de France per una veglia di preghiera.

    Il paradosso odierno

    A dare voce ai sentimenti di ragazzi e ragazze in attesa di incontrare il Pontefice nella veglia di venerdì 25 settembre è Pierre-Alexis Le Marchand, volontario della comunità Pierre Vivantes di Saint-Denis: proprio il quartiere che ospita lo Stade de France, dove si terrà l’evento, e dove lui stesso presterà servizio. Pierre Vivantes, racconta ai media vaticani, è un’associazione nata nel 2008 che riunisce gruppi di giovani sparsi in tutto il mondo, fondata su un paradosso: più la società viene definita “secolare”, più cresce il fascino esercitato dai monumenti religiosi eretti nei secoli. Le pierre vivantes, le pietre vive, sono dunque questi ragazzi e ragazze: un tramite perché l’arte sacra custodita nelle chiese non si riduca a semplice patrimonio storico e culturale, ma ritrovi il significato spirituale da cui è nata, diventando ciò che il filosofo e presbitero russo Pavel Aleksandrovič Florenskij chiamava la “cornice di un incontro”.

    Ascolta un estratto dell’intervista a Pierre-Alexis Le Marchand

    Ciò che costituisce l’unità

    Anche la Chiesa cattolica in Francia, racconta Pierre-Alexis, vive oggi una stagione di incontri tra mondi diversi: “da una parte, ci sono sempre più giovani che si convertono al cattolicesimo, oppure giovani battezzati da bambini che ritornano alla fede. Dall’altra, continuano a esserci molte famiglie cattoliche di lunga tradizione”. Il suo auspicio è che Leone XIV, rivolgendosi ai francesi e in particolare ai giovani, torni a richiamare l’unità, e soprattutto “cosa costituisce il suo fondamento”. “Saremo tutti insieme allo Stade de France, agli Champs-Élysées e negli altri luoghi degli incontri. Siamo uniti perché abbiamo un unico fondamento: Cristo. Tutto nasce da questo”, afferma.

    Il mondo della cultura di Parigi: il Papa insegna che la pace nasce dal linguaggio

    La visita di Leone XIV alla sede dell’Unesco del 25 settembre sarà occasione per riannodare i fili del dialogo tra scienza e fede e quello tra Chiesa e artisti. Lo raccontano padre …


    Leggere la storia nell’arte

    Pierre-Alexis parla con entusiasmo di quella cattedrale, Saint-Denis, a una ventina di minuti dallo stadio, che da anni accompagna a scoprire. Ne racconta la stratificazione di tecniche e strutture sedimentate nei secoli, in particolare quelle medievali, e torna ancora una volta alla luce: attraversando le pietre e le vetrate, dice, essa “ci fa leggere tutta la storia della Chiesa e il legame che ne attraversa i secoli”.

    Pierre-Alexis mostra la Cattedrale di Saint-Denis ad alcuni fedeli

    Pierre-Alexis mostra la Cattedrale di Saint-Denis ad alcuni fedeli

    Suscitare emozioni

    La passione per l’arte sacra che accomuna i giovani volontari di Pierre Vivantes, affonda le radici nella spiritualità ignaziana, la quale, spiega ancora Pierre-Alexis, “attribuisce un ruolo importante all’immagine e all’immaginazione nella pratica spirituale”. Le visite organizzate dai diversi gruppi non mirano dunque a trasmettere nozioni, ma a suscitare sentimenti, nella speranza che “attraverso ciò che essa fa nascere nel loro cuore e nella loro mente, possa aprirsi un cammino verso la fede”.

    Comprendere attraverso le storie

    Tuttavia, i significati dell’arte, anche di quella sacra, affondano in valori universali. In storie personali. Per questo, durante le visite guidate, i volontari non partono dall’opera, ma da chi hanno davanti: dalle impressioni e dalle domande che si pone. “Cerchiamo di capire come questi elementi della loro storia personale, del loro percorso e del loro mondo interiore possano condurli gradualmente verso gli elementi presenti nelle opere d’arte cristiane”. Vale, in particolare, “per le storie umane e per le vite dei santi che a volte sono rappresentate nei dipinti o nelle vetrate”. Si parte dunque da un racconto e, attraverso un esercizio di ascolto, attenzione e comprensione, si arriva a scoprire come una circostanza “possa incontrare la storia di Cristo, quella dei santi e, infine, la storia di Dio”.

    Le realtà solidali di Parigi aspettano Leone: ci esorta a vivere con e come i bisognosi

    Il significato della visita del Papa al Centro di accompagnamento e integrazione sociale Maison Bakhita del 26 settembre, secondo i rappresentanti di realtà caritative attive nella …


    La vetrata, specchio di spiritualità

    C’è però un elemento che, secondo Pierre-Alexis, più di ogni altro sa aprire discussioni spirituali a più livelli: la vetrata. Prima di tutto per la sua capacità di raccontare: nell’arte cristiana, episodi del Vangelo o vite di santi. Ma anche per come si inserisce nell’architettura: “Non è semplicemente un elemento decorativo che potrebbe essere collocato ovunque: è profondamente legata allo spazio della chiesa, alla luce e alla sua funzione religiosa”. È la dimensione spirituale, in fondo, che la vetrata restituisce sotto innumerevoli, lucenti sfaccettature. Raccontando, ogni volta, una storia.

    Le vetrate della Cattedrale di Saint-Denis

    Le vetrate della Cattedrale di Saint-Denis

    Share.
    Leave A Reply