L’Iran è \”stato vittima di terrorismo. Vengo da un Iran dove la guida suprema è stata assasinata, dove una scuola è stata bombardata causando la morte di bambini che non avevano commesso alcun crimine”, ha detto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian intervenendo all’Assemblea Generale dell’Onu e rispondendo a Donald Trump. La delegazione americana ha lasciato l’aula dell’Assemblea dell’Onu dopo l’attacco del presidente iraniano. \”Il signor Trump e coloro che cercano di intimidirci devono comprendere che l’Iran è pronto al dialogo, alla diplomazia e ai negoziati, senza però accettare il linguaggio della forza\”, ha detto Pezeshkian concludendo il suo discorso all’Assemblea generale dell’Onu a New York.\n
Un intervento americano nello stretto di Bab el Mandeb sarebbe considerato dagli Houthi una \”linea rossa\”. Lo ha detto il consigliere militare del gruppo yemenita, Abed Mohammed al-Thawr, all’Afp. Se gli Stati Uniti \”osassero sostenere l’Arabia saudita con raid o appoggio aereo, considereremmo come obiettivi tutti gli interessi americani nella regione\”, ha aggiunto al-Thawr, consigliere del ministro della Difesa dell’autoproclamato governo degli Houthi.
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Il Board of Peace di Trump presenterà oggi, durante una riunione degli Stati membri, un piano per la ricostruzione iniziale di Gaza del valore di 2,45 miliardi di dollari e della durata di sei mesi. Lo scrive Barak Ravid su Axios e il canale israeliano N12. La proposta, che comprende 66 progetti, è una delle tabelle di marcia più complete finora elaborate per la ricostruzione della Gaza postbellica. Secondo una copia del piano di News 12, il documento include spese previste per alloggi temporanei, rimozione delle macerie, riabilitazione degli ospedali, ripresa economica e dispiegamento di una forza di sicurezza multinazionale.
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L’Agenzia britannica per le operazioni marittime (Ukmto) ha riferito che una petroliera è stata colpita da un proiettile non identificato nello Stretto di Hormuz. Secondo l’agenzia, l’impatto ha provocato un incendio e due membri dell’equipaggio sono rimasti feriti.
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Gli approfondimenti:
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‘Un errore storico”. Così il Segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale dell’Iran, Mohsen Rezaei, ha definito il discorso pronunciato dal presidente americano Donald Trump all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. \”Consiglio a Trump: non perdere tempo, arrenditi subito alle nostre richieste\”, ha affermato il generale.\n \”I media americani non attribuiscono alcun valore ai discorsi di Trump” e ”credono che ogni volta che Trump parla, crei solo costi per la nazione americana, e vogliono impedirgli di crearne di ulteriori\”, ha aggiunto Rezaei citato dalla Press tv.
“,”postId”:”4835bb7f-1a49-45f3-9046-a7b4439d7694″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-23T14:56:24.944Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-23T16:56:24+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Petrolio: riprende la corsa, Brent verso i 102 dollari”,”content”:”
I prezzi del petrolio riprendono la sua corsa dopo\nl’intervento di Trump che al margine dell’Assemblea dell’Onu ha rivolto un\nennesimo ultimatum all’Iran. Il prezzo del barile di Brent del Mare del\nNord, con consegna a novembre, guadagna il 2,58% a 101,81 dollari.Il suo\nequivalente americano, il barile di West Texas Intermediate (WTI), con\nconsegna nello stesso mese avanza dell’1,70% a 92,06 dollari. I prezzi\nrisalgono anche a seguito delle forti preoccupazioni riguardo ai\ncarburanti, in particolare per il gasolio.Di fronte ai prezzi record del\ngasolio alla pompa negli Stati Uniti, diverse figure vicine\nall’amministrazione Usa hanno chiesto un divieto sulle esportazioni\nstatunitensi. \”Anch’io mi sono espresso in tal senso. Ho detto ‘non\nvendiamo il nostro gasolio all’estero’\”, ha affermato Trump che ha\naggiunto: una decisione verra’ presa \”rapidamente\”.
“,”postId”:”6131183a-6e01-4821-9ad4-ba706d497761″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-23T14:50:45.349Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-23T16:50:45+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Pezeshkian: \”Pronti a dialogo e diplomazia, senza il linguaggio della forza\””,”content”:”
\”Non dobbiamo permettere che il 21esimo secolo regredisca a un’epoca dominata soltanto dai potenti, dalle potenze prevaricatrici e dagli egemoni. Non dobbiamo costruire un mondo in cui la forza militare sostituisca la legittimità, il terrorismo prenda il posto della politica e dei negoziati, e la guerra soppianti il dialogo e la diplomazia. L’Iran tende la mano al mondo. Siamo pronti al dialogo, alla diplomazia e ai negoziati, ma senza accettare il linguaggiodella forza\”. Lo ha detto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian all’Assemblea Generale Onu. \”Non chineremo mai la testa nè ci piegheremo. Trump e coloro che tentano di intimidirci devono capire che siamo pronti al dialogo e ai negoziati, ma senza accettare il linguaggio della forza\”, ha detto Pezeshkian. Attaccando gli Stati Uniti, il presidente iraniano ha spiegato che \”hanno messo alla prova la forza e la fermezza dell’Iran e imparato che non può essere costretto alla resa. L’Iran non è mai stato aggressore, non ha mai scatenato una guerra e ha sempre dimostrato il proprio impegno al tavolo dei negoziati\”. \”Ci impongono la guerra, ma abbiamo dimostrato di non temere il combattimento e difenderemo il nostro amato Iran, la nostra patria fino all’ultimo respiro\”, ha messo in evidenza.
“,”postId”:”b605c558-a70c-4c56-9648-f3110968a521″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-23T14:49:49.608Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-23T16:49:49+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Unrwa: \”Netanyahu fa pressioni sulla nostra agenzia per accrescere i consensi\””,”content”:”
Il governo israeliano di destra guidato da Benjamin Netanyahu sta esercitando pressioni sull’agenzia Onu per i rifugiati palestinesi (Unrwa) in vista delle elezioni in Israele, nel tentativo di accrescere il proprio consenso tra gli elettori: è quanto afferma il Commissario generale ad interim dell’Unrwa, Christian Saunders. Secondo il responsabile, Israele sta ostacolando in modo \”estremamente critico\” l’ingresso a Gaza di forniture essenziali necessarie per le operazioni di soccorso, consentendo invece l’importazione di beni di lusso. \”Circa il 30% di ciò che entra è costituito da aiuti umanitari, il resto è merce commerciale… Considero alcuni dei prodotti in arrivo come beni di lusso. Voglio dire, non c’è bisogno della nutella per sopravvivere\”, ha detto. Intervenendo a a New York, Saunders ha inoltre avvertito che sarà costretto a tagliare i servizi a lungo termine per i rifugiati qualora l’agenzia non riuscisse a colmare un deficit di 100 milioni di dollari nei prossimi due mesi. Secondo Saunders, le elezioni israeliane del 27 ottobre stanno aggravando le difficoltà dell’Unrwa, poiché \”l’attuale governo sta spingendo per attuare la maggior parte possibile del proprio programma prima del voto\”. Il mese scorso, le forze israeliane hanno preso il controllo di un centro di formazione professionale gestito dall’agenzia Onu per i rifugiati palestinesi in un sobborgo di Gerusalemme Est. L’irruzione ha suscitato la condanna del segretario generale, António Guterres, e ha fatto seguito agli avvertimenti dell’UNrwa riguardo alle minacce delle autorità israeliane contro il centro di formazione di Qalandia, situato tra il quartiere di Kafr Aqab (Gerusalemme Est) e il campo profughi di Qalandia.
“,”postId”:”18fb7e3c-f96c-4cce-9363-1fd654bb27cb”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-23T14:49:03.556Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-23T16:49:03+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Onu, Pezeshkian: \”Forza ci serve per difenderci\””,”content”:”
\”Abbiamo bisogno di forza, perche’ un popolo che\nnon e’ in grado di difendersi verra’ calpestato nel mondo di oggi. Viviamo\nin un mondo in cui i potenti, invece di pensare all’umanita’, alla\ngiustizia, all’equita’ e alla democrazia, sembrano essere i protettori e i\ncreatori di instabilita’ e distruzione\”. Lo ha dichiarato il presidente\niraniano, Masoud Pezeshkian, nel suo discorso all’Assemblea generale\ndell’Onu a New York. \”Chiunque vogliano screditare, lo etichettano come\nterrorista. Per 200 anni, negli ultimi due secoli, l’Iran non ha attaccato\nalcun paese o territorio, ma ci siamo sempre difesi con fermezza. Ora\npero’ veniamo accusati di essere fonte di instabilita’ nella regione.\nVeniamo etichettati come terroristi, e questo ha fatto si’ che il percorso\nche abbiamo scelto per noi stessi richieda il potere di difenderci. Non\ncerchiamo il potere per attaccare o commettere aggressioni. Cerchiamo\nl’energia per il progresso, non per minacciare le societa’ con le armi\”,\nha aggiunto.
“,”postId”:”6e9c3823-a26e-45cd-887f-09dbf9f75a60″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-23T14:44:53.249Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-23T16:44:53+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Rutte: \”Bene l’attacco Usa in Iran, andava fatto, l’Europa non ne ha i mezzi\””,”content”:”
\”Prendiamo il Medio Oriente. Perché è stato necessario che fossero gli Stati Uniti a neutralizzare la capacità nucleare dell’Iran? Perché ora tutti guardano di nuovo agli Stati Uniti quando si tratta degli Houthi nel Mar Rosso? Perché, in qualche modo, gli europei non avevano capacità sufficienti per farlo da soli. Questo è il cortile di casa dell’Europa. Non è quello degli Stati Uniti. Pertanto, mi congratulo con il Presidente per averlo fatto. Ritengo fosse necessario indebolire la capacità nucleare dell’Iran. Ma in futuro, il vantaggio di una Nato più forte sarà che gli europei potranno occuparsi del proprio cortile di casa\”. Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte nel corso della sua visita in Iowa.
“,”postId”:”9171261d-eacd-4481-a8c2-c72a07476bcc”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-23T14:43:20.323Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-23T16:43:20+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Pezeshkian: \”Questioni regionali non siano gioco in mano ad aggressori esterni\””,”content”:”
\”Le nostre questioni regionali devono essere risolte all’interno della regione stessa, dai paesi della regione, senza diventare un giocattolo nelle mani di aggressori esterni. Nessun rapporto con una potenza straniera può trasformarsi in uno strumento per minacciare i paesi vicini della regione\”. Lo ha detto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian parlando all’Assemblea Generale dell’Onu.
“,”postId”:”d84ae2ec-3121-49e9-84b1-14c18b0536c1″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-23T14:41:53.807Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-23T16:41:53+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Onu, Pezeshkian: \”Armi nucleari le ha Israele ma ispettori da noi\””,”content”:”
Il tema di questa assemblea è la fiducia\nreciproca, che non si puo’ ottenere solo a parole, ma evitando di\napplicare due pesi e due misure. Le bombe atomiche e nucleari sono nelle\nmani del regime israeliano, eppure si chiede agli ispettori di recarsi in\nIran\”. Lo ha dichiarato il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, nel suo\ndiscorso all’Assemblea generale dell’Onu a New York. \”Israele ha\nmassacrato brutalmente oltre 70 mila innocenti a Gaza; l’Iran, invece, e’\nstato bombardato proprio mentre sedeva al tavolo dei negoziati. Israele\npossiede le bombe, possiede armi di distruzione di massa. Non ha aderito\nal Trattato di non proliferazione nucleare. Nel corso della sua vergognosa\nstoria, non ha mai consentito una sola ispezione. Eppure, viene\nricompensato fornendogli tutti i mezzi necessari per bombardare a\npiacimento qualsiasi capitale della regione. Ripeto: l’arma nucleare e’ in\nIsraele, ma gli ispettori vanno in Iran. Israele uccide, ma è l’Iran a\nsubire le sanzioni\”, ha aggiunto.
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\”Non dobbiamo permettere che il 21esimo secolo regredisca a un’epoca dominata soltanto dai potenti, dalle potenze prevaricatrici e dagli egemoni. Non dobbiamo costruire un mondo in cui la forza militare sostituisca la legittimità, il terrorismo prenda il posto della politica e dei negoziati, e la guerra soppianti il dialogo e la diplomazia. L’Iran tende la mano al mondo. Siamo pronti al dialogo, alla diplomazia e ai negoziati, ma senza accettare il linguaggio della forza\”. Lo ha detto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian all’Assemblea Generale Onu.
“,”postId”:”10e91a31-6996-4857-a0eb-bff088890f65″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-23T14:38:47.322Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-23T16:38:47+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Onu, Pezeshkian: \”Nostre armi per difesa, non serve permesso\””,”content”:”
\”Per quanto riguarda la difesa dell’Iran, i nostri\nsistemi difensivi sono stati concepiti in modo tale che nessuno possa\npensare che un bombardamento delle citta’ iraniane rimarrebbe senza\nrisposta. E’ proprio per questo che disponiamo di tale potenza militare a\nfini difensivi. Ma lo diciamo chiaramente: per difendere il nostro Paese,\nnon chiediamo il permesso ne’ l’approvazione di nessuno\”. Lo ha dichiarato\nil presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, nel suo discorso all’Assemblea\ngenerale dell’Onu a New York.
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La Commissione europea ha annunciato lo stanziamento di 505 milioni di euro di sostegno finanziario a favore del Libano per il biennio 2026-2027. Lo rende noto la commissaria per il Mediterraneo, Dubravka Suica, a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. I fondi costituiscono la seconda metà del pacchetto complessivo da un miliardo di euro presentato dalla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, durante la visita a Beirut nel maggio del 2024, con l’adozione della prima tranche da 500 milioni per il biennio 2024-2025 varata nell’agosto dello stesso anno.\nIl nuovo finanziamento interviene su tre ambiti prioritari per sostenere le riforme chiave, favorire la ripresa economica, rafforzare la sicurezza e la gestione delle frontiere, garantendo al contempo i servizi essenziali per le fasce più deboli della popolazione, spiega un comunicato ufficiale. Le risorse mirano inoltre ad aiutare il Paese ad affrontare le ripercussioni delle tensioni regionali, dei conflitti e delle migrazioni forzate. Nel dettaglio, le misure per l’assistenza di base comprendono l’accesso a istruzione, sanità, acqua e protezione sociale, con trasferimenti diretti in denaro per famiglie vulnerabili e persone con disabilità, affiancando percorsi stabili per i profughi siriani, inclusi rimpatri volontari, sicuri e dignitosi.\nIl programma promuove poi il quadro delle riforme istituzionali nei settori della giustizia, degli organismi di vigilanza e del Parlamento, accanto alla tutela dei diritti umani e al rilancio economico nelle aree colpite dai conflitti. La terza linea di intervento è destinata alle organizzazioni della società civile impegnate a difesa delle minoranze, dei giovani e dei diritti delle donne, sostenendo iniziative di partecipazione democratica, trasparenza e lotta contro la corruzione, oltre alla tutela della coesione sociale e del patrimonio culturale libanese.
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\”La resistenza dell’Iran aumenterà di fronte alle sanzioni e ai bulli\”. Lo ha detto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian nel suo intervento all’assemblea dell’Onu.
“,”postId”:”d5491720-e360-4d87-b244-bfcb08ef9431″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-23T14:33:40.448Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-23T16:33:40+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Pezeshkian a Trump: \”Pronti a dialogo ma non accettiamo forza\””,”content”:”
\”Il signor Trump e coloro che cercano di\nintimidirci devono comprendere che l’Iran è pronto al dialogo, alla\ndiplomazia e ai negoziati, senza pero’ accettare il linguaggio della\nforza\”. Così il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha concluso il\nsuo discorso all’Assemblea generale dell’Onu a New York.
“,”postId”:”d6707e48-89b1-45bf-b0bd-7d4f786036a5″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-23T14:31:56.480Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-23T16:31:56+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Pezeshkian: \”Israele uccide e a noi imposte sanzioni, ci sono doppi standard\””,”content”:”
\”Le bombe atomiche e nucleari sono nelle mani di Israele, ma gli ispettori chiedono di venire in Iran. Israele uccide ma l’Iran è soggetto sanzioni\”. Lo ha detto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian denunciando dal palco dell’Onu i doppi standard applicati. \”Non chiediamo un trattamento speciale, ma paritario\”, ha aggiunto.
“,”postId”:”334c5087-8f5d-4881-99f9-26b8906b5d26″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-23T14:31:23.809Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-23T16:31:23+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Onu, Pezeshkian: \”L’Iran non ha mai scatenato una guerra\””,”content”:”
\”Nessun rapporto con una potenza straniera puo’\ntrasformarsi in uno strumento per minacciare i paesi vicini della regione.\nVorrei ora rivolgere alcune parole ai responsabili della pianificazione e\ndell’esecuzione di aggressioni contro il nostro Paese: il nostro popolo ha\nsperimentato in prima persona le conseguenze della loro aggressione\nletale, ha messo alla prova la forza e la fermezza dell’Iran e ha imparato\nche l’Iran non puo’ essere costretto alla resa. L’Iran non e’ mai stato un\naggressore, non ha mai scatenato una guerra e ha sempre dimostrato il\nproprio impegno al tavolo dei negoziati\”. Lo ha dichiarato il presidente\niraniano, Masoud Pezeshkian, nel suo discorso all’Assemblea generale\ndell’Onu a New York. \”Ci hanno imposto la guerra, ma abbiamo dimostrato di\nnon temere il combattimento ne’ il conflitto purche’ di natura difensiva e\ndifenderemo il nostro amato Iran, la nostra patria, fino all’ultimo\nrespiro\”, ha aggiunto.
“,”postId”:”e63a353a-1dab-4093-b245-115275ca5d5f”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-23T14:30:10.749Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-23T16:30:10+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Onu, Pezeshkian: \”Non permetteremo uso Hormuz contro di noi\””,”content”:”
\”L’Iran non considera i propri vicini come rivali\nin termini di sicurezza. Vogliamo avere vicini forti nell’area dello\nStretto di Hormuz; tuttavia, non possiamo permettere che alcuni godano di\nlibero accesso e traggano vantaggio da questa via navigabile, usandola al\ncontempo per aggredirci, destabilizzarci e impedirci di accedere alle\nnostre stesse acque\”. Lo ha dichiarato il presidente iraniano, Masoud\nPezeshkian, nel suo discorso all’Assemblea generale dell’Onu a New York.\n\”Ci precludono l’accesso alle nostre stesse vie d’acqua. Eppure continuano\na fornire missili e tecnologie militari letali per seminare insicurezza in\ntutte le terre che circondano quel corso d’acqua. Non cederemo\”, ha\naggiunto.
“,”postId”:”eed20e5a-7793-412e-950c-a15eecfddf9f”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-23T14:28:16.108Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-23T16:28:16+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Pezeshkian: \”Niente armi nucleari, ma nessun limite a tecnologie pacifiche\””,”content”:”
\”La tecnologia nucleare pacifica è parte integrante del nostro progresso: per i nostri malati significa cure e trattamenti, per il settore agricolo garantisce la sicurezza alimentare. L’Iran non accetta che la tecnologia nucleare sia appannaggio esclusivo di una ristretta cerchia di nazioni. Non lo accetteremo. Non piegheremo la testa né rinunceremo a un diritto che ci appartiene intrinsecamente. Lo diciamo chiaramente: niente armi nucleari, ma nessuna limitazione allo sviluppo di nuove tecnologie nucleari pacifiche\”. Lo ha detto il presidente iraniano Masoud Pezeshkianall’Assemblea Generale Onu.
“,”postId”:”d2445fbd-9838-4543-b3f9-23e67f8654b2″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-23T14:24:02.240Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-23T16:24:02+0200″,”altBackground”:false,”title”:”La delegazione Usa lascia l’assemblea dell’Onu con l’attacco di Pezeshkian”,”content”:”
La delegazione americana lascia l’aula dell’Assemblea dell’Onu dopo che il presidente iraniano Pezeshkian ha attaccato gli Stati Uniti.
“,”postId”:”1b60655e-6427-4af4-a575-486e2bd49c56″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-23T14:22:46.576Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-23T16:22:46+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Onu, Pezeshkian: \”Ci serve energia nucleare\””,”content”:”
\”Lo diciamo chiaramente: niente armi nucleari e nessuna limitazione alla tecnologia nucleare pacifica; la nostra pace non nascerà sul campo di battaglia\”. Lo ha dichiarato il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, nel suo discorso all’Assemblea generale dell’Onu a New York. \”Cerchiamo l’energia per il progresso. Per anni, la nostra tecnologia nucleare e’ stata oggetto di etichette si e’ parlato di centrifughe, sanzioni internazionali e altro ancora – tuttavia, per il nostro Paese, la tecnologia nucleare a scopi pacifici e’ parte integrante del nostro progresso: per i malati rappresenta cura e trattamento; per il settore agricolo, sicurezza alimentare; per l’industria, avanzamento, sviluppo e fornitura di energia elettrica. L’Iran non accetta che la tecnologia nucleare sia a disposizione esclusiva di una ristretta cerchia di pochi; non lo accetteremo. Non chineremo il capo ne’ rinunceremo a un diritto che ci appartiene intrinsecamente\”, ha aggiunto.
“,”postId”:”292e8574-996d-45ba-a739-c4a5c86fa1d4″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-23T14:21:31.116Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-23T16:21:31+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Onu, Pezeshkian mostra foto bambini vittime raid Usa-Israele “,”content”:”
\”Provengo da un Iran dove, di fatto, e’ stata\nbombardata una scuola. Vedete questi bambini? Questi bambini sono morti\nsotto le bombe, uccisi da armi impiegate dagli Stati Uniti e da Israele.\nErano innocenti, non avevano commesso alcun crimine\”. Lo ha dichiarato il\npresidente iraniano, Masoud Pezeshkian, nel suo discorso all’Assemblea\ngenerale dell’Onu a New York.
“,”postId”:”675faeb8-b80d-4966-b421-7a3b6eb91868″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-23T14:18:30.711Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-23T16:18:30+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Pezeshkian: \”Trump dice noi terroristi, noi vittime terrorismo\””,”content”:”
\”Avevo preparato un discorso da esporvi; ieri il\npresidente degli Stati Uniti ci ha definiti terroristi. Noi siamo stati\nvittime del terrorismo\”. Lo ha dichiarato il presidente iraniano, Masoud\nPezeshkian, nel suo discorso all’Assemblea generale dell’Onu a New York.\n\”Provengo da un Iran in cui il nostro stimato Leader Supremo è stato\nassassinato senza alcuna base legale nè motivo\”, ha spiegato.
“,”postId”:”4c0c4210-b76a-41d7-9c72-244d4a8af5c6″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-23T14:17:42.150Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-23T16:17:42+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Mladenov: \”Pronto comitato per amministrare Gaza, cessate fuoco va rispettato\””,”content”:”
Il Comitato nazionale per l’amministrazione di Gaza, organismo di transizione incaricato di gestire le operazioni quotidiane dell’enclave palestinese, è \”pronto\”. Lo ha annunciato Nickolay Mladenov, l’Alto Rappresentante e direttore generale del Board of Peace per Gaza durante una riunione a New York, a margine dell’81esima Assemblea generale delle Nazioni Unite. ”Come possiamo andare avanti? Con cautela, passo dopo passo”, ha suggerito, auspicando che tutte le parti rispettino innanzitutto gli impegni assunti nell’ambito dell’accordo di cessate il fuoco a Gaza firmato a Sharm el-Sheikh lo scorso ottobre. \”Questo è di fondamentale importanza affinché il processo possa iniziare\”, ha dichiarato.\nInoltre, ha aggiunto, è necessario completare una verifica su come Gaza \”viene effettivamente gestita oggi\” affinché il comitato nazionale sia in grado di assumerne il controllo in modo efficace.
“,”postId”:”40a49c8f-e4b2-436c-8357-301d7bd39b21″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-23T14:15:39.339Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-23T16:15:39+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Crisi Medioriente, il piano del Board of Peace. VIDEO”,”postId”:”a2e0c74e-408a-41b8-bb68-a7fc825e35be”,”postLink”:{“title”:”Crisi Medioriente, il piano del Board of Peace | Video Sky – Sky TG24″,”url”:”https://video.sky.it/news/mondo/video/crisi-medioriente-piano-board-of-peace-1126717″,”imageSrc”:”https://videoplatform.sky.it/captures/494/2026/09/23/1126717/1126717_1790172214253_thumb_494.0000001.jpg”}},{“timestamp”:”2026-09-23T14:15:07.717Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-23T16:15:07+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Teheran minaccia attacchi contro aeroporti paesi vicini se adottano sanzioni Usa”,”content”:”
“Se i Paesi vicini collaboreranno con gli Stati Uniti per bloccare le compagnie aeree iraniane, i loro aeroporti non potranno più operare”. È la minaccia del segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, generale Mohsen Rezaei in una dichiarazione alla Tv di Stato, nel primo giorno dell’entrata in vigore di nuove sanzioni statunitensi. \n Rezaei ha inoltre ribadito che “lo Stretto di Hormuz non verrà mai riaperto se gli Stati Uniti non accetteranno le nostre condizioni”, che “sono diverse da quelle avanzate in precedenza”.
“,”postId”:”a1be26b6-6085-4bfe-a034-8934ef76ec68″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-23T14:11:22.158Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-23T16:11:22+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Le compagnie iraniane cancellano voli per le sanzioni Usa ma non con la Cina”,”content”:”
Le compagnie aeree iraniane sono state costrette a cancellare alcuni voli internazionali oggi, dopo che gli Stati Uniti hanno inasprito le sanzioni contro il settore dell’aviazione iraniana, in un nuovo tentativo di paralizzare l’economia del Paese. Un agente di viaggi a Teheran ha dichiarato all’Afp che i voli per Baghdad, Muscat, Qatar, Georgia e Azerbaigian sono stati tutti sospesi, ma le rotte verso numerose altre destinazioni rimangono disponibili, inclusa la Cina. Il segretario del Tesoro statunitense Scott Bessent ha annunciato le nuove misure lunedì, nell’ambito di una precedente minaccia di imporre all’Iran un \”D-Day economico\”, un tentativo di costringerlo alla sottomissione dopo quasi sette mesi di guerra. Tuttavia, il settore dell’aviazione iraniana è già da anni bersaglio di sanzioni e non è ancora chiaro quale sarà il pieno impatto e quali altri Paesi si adegueranno. Anche dopo l’entrata in vigore delle nuove sanzioni mercoledì, un volo da Teheran operato da Mahan Air, una delle maggiori compagnie aeree iraniane, è atterrato a Guangzhou, in Cina, secondo i dati di tracciamento di FlightRadar24. Martedì la Cina ha dichiarato di opporsi alle sanzioni statunitensi, definendole illegali. Secondo l’aeroporto internazionale di Teheran, mercoledì era previsto anche un volo per Shanghai. Erano inoltre programmati alcuni voli per Istanbul, sebbene altri siano stati cancellati, ha riferito un agente di viaggi di Teheran. \”La situazione è instabile e al momento non vendiamo più biglietti per timore di cancellazioni\”, ha dichiarato l’agente, che ha chiesto di rimanere anonimo. Era previsto anche l’arrivo a Teheran di un volo Mahan da Kabul. Secondo il sito web dell’aeroporto internazionale di Teheran, erano ancora possibili altri collegamenti con la Turchia e l’Armenia tramite compagnie aeree iraniane minori, tra cui Varesh. Erano inoltre programmati voli per Najaf in Iraq e Dubai negli Emirati Arabi Uniti.
“,”postId”:”5d1dd882-8c66-4aa2-81fa-8cea9aeb23dd”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-23T14:09:16.747Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-23T16:09:16+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Crosetto: \”Non sosteniamo la guerra, trasparenti su contingenti in Arabia\””,”content”:”
\”Nessuno sostiene nessuna guerra, voglio essere netto su un punto: la presenza dei nostri militari nell’area (Arabia Saudita e Paesi vicini, ndr) poggia su un quadro giuridico chiaro ed un percorso parlamentare totalmente trasparente. Nessuna scorciatoia, non sono mai state limitate le prerogative parlamentari. Stiamo difendendo le navi italiane, la pace e siamo lontani anni luce da qualunque logica di guerra\”. Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, rispondendo al question time della Camera.
“,”postId”:”47d1acb8-5751-4f94-b4ab-fc1857234afa”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-23T14:08:35.001Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-23T16:08:35+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Parigi: elezioni palestinesi devono \”assolutamente\” tenersi”,”content”:”
Le elezioni palestinesi previste per\nnovembre devono \”assolutamente\” tenersi. Lo ha detto il ministro degli\nEsteri francese Jean-Noel Barrot, sottolineando che si tratta di un\nimpegno assunto dal Presidente dell’Autorità Palestinese. \”Queste\nelezioni sono previste per il 28 novembre 2026 per le elezioni legislative\ne per il primo trimestre del 2027 per le elezioni presidenziali\”, ha\nribadito durante una conferenza stampa a margine dell’Assemblea Generale\ndelle Nazioni Unite. \”Devono assolutamente tenersi\”, ha dichiarato,\npoichè la comunità internazionale teme un rinvio del voto, soprattutto a\ncausa di difficoltà logistiche.
“,”postId”:”8d41624a-4cb9-4cb5-b9b4-b3d512278c8b”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-23T14:02:06.378Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-23T16:02:06+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Crosetto: \”Nessuno sostiene nessuna guerra\””,”content”:”
\”Nessuno sostiene nessuna guerra\”: la \”presenza dei nostri militari nell’area poggia su un quadro giuridico chiaro e un percorso parlamentare totalmente trasparente\”. Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto, rispondendo al question time alla Camera a un’interrogazione di Angelo Bonelli (Avs) sul ruolo delle forze armate italiane presenti in Arabia Saudita. \”Nessuna scorciatoia\”, ha proseguito il ministro,\nsottolineando che \”il confronto col Parlamento non è mai venuto meno,\nnè, in nessun caso, sono state limitate prerogative. Stiamo esattamente\nfacendo ciò che tutti si aspettano da noi – ha detto Crosetto -\ndifendiamo le compagnie e le navi italiane, difendiamo la pace e siamo\nlontani anni luce da qualunque logica di guerra\”.
“,”postId”:”28937720-3ccd-468b-8829-1bed8b556a6b”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-23T14:01:25.567Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-23T16:01:25+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Mladenov: \”Piano Board of peace a Gaza va sostenuto per pace duratura\””,”content”:”
\”Vi prego di sostenere questo piano. Vogliamo costruire qualcosa di nuovo a Gaza, qualcosa di migliore che dia alla pace una possibilità duratura\”. Lo ha dichiarato Nickolay Mladenov è l’Alto Rappresentante e direttore generale del Board of Peace per Gaza aprendo la riunione a New York, a margine dlel’81esima Assemblea generale delle Nazioni Unite. \”Non siamo vincolati da un calendario o da date. Siamo vincolati dalla verifica. Vogliamo assicurarci che funzioni”, ha detto il diplomatico bulgaro.
“,”postId”:”126d3857-b745-4a17-88c2-ab57c8bc07fe”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-23T13:58:30.725Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-23T15:58:30+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Idf individua tunnel di 600 metri nella parte centrale della Striscia di Gaza”,”content”:”
Gli ingegneri militari israeliani hanno individuato oggi un tunnel nella parte centrale della Striscia di Gaza. Lo ha riferito l’esercito israeliano secondo quanto riporta ‘The Times of Israel’. Secondo l’Idf, il tunnel, lungo 600 metri, si estende dalla parte della Striscia controllata da Israele, oltre la Linea Gialla, fino alla porzione di Gaza sotto il controllo di Hamas. La scoperta è avvenuta nell’ambito delle operazioni dell’esercito volte a eliminare tutte le infrastrutture di Hamas dalla parte della Striscia controllata dall’Idf.
“,”postId”:”fea0417f-d595-4e1f-9a90-b791ed285b58″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-23T13:58:05.672Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-23T15:58:05+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Israele, Commissione elettorale esclude Ra’am: atteso reintegro “,”content”:”
La Commissione Elettorale Centrale ha votato – con\n18 voti a favore, 5 contrari e un astenuto – per escludere dalle elezioni\ndel 27 ottobre Ra’am, partito islamista guidato da Mansour Abbas.\nL’istanza e’ stata presentata dal Likud insieme al partito di estrema\ndestra Otzma Yehudit e all’organizzazione Choose Life Forum. La decisione\nfinale tuttavia spetta all’Alta Corte di Giustizia ed e’ probabile che la\nannulli. Sebbene presieduta da un giudice della Corte Suprema, la\nCommissione e’ composta da rappresentanti dei gruppi parlamentari della\nKnesset – dove la coalizione del premier Benjamin Netanyahu detiene la\nmaggioranza – il che conferisce alle sue decisioni una forte connotazione\npolitica. In Israele la Legge Fondamentale vieta esplicitamente la\ncandidatura alla Knesset a chiunque esprima sostegno alla lotta armata\ncontro di Israele, inciti al razzismo o non riconosca il carattere ebraico\ndello Stato. Ma non e’ il caso di Abbas, come ha riconosciuto lo stesso\nprocuratore generale, Gali Baharav-Miara. Di fronte a sondaggi che non danno nessuno dei due\nblocchi con la maggioranza necessaria di 61 seggi per formare un nuovo\ngoverno, la prospettiva di un esecutivo di opposizione sostenuto da Ra’am\n(detentore di sei seggi secondo i piu’ recenti sondaggi) e’ diventata un\ntema centrale della campagna elettorale. La partecipazione di un partito\narabo-israeliano al governo e’ ancora un tabu’ per la gran parte\ndell’elettorato, sebbene nel 2021-2022 Ra’am sia stato cruciale per dare\nvita all’esecutivo del ‘cambiamento’ di Bennett-Lapid. Negli ultimi anni\nil partito islamista ha via via perso la connotazione e i legami\nreligiosi, impegnandosi in battaglie sociali ed economiche a favore della\nminoranza araba piu’ che politiche per la questione palestinese. Per\ncercare di superare l’ostilita’, Abbas ha anche accolto per la prima volta\nin lista il deputato ebreo Yoav Segalovitz. Tra i leader dell’opposizione,\nYair Golan dei Democratici ha pubblicamente esortato i colleghi a\ncollaborare nuovamente con Ra’am, definendolo \”un partner valido\” per\nrovesciare il governo. Bennett, invece, ha respinto la possibilita’ del\nripetersi di quell’esperienza di governo, sottolineando che fara’\n\”affidamento solo sui partiti sionisti e \”i partiti arabi non lo sono\”.\nSul tema, il leader dell’opposizione Gadi Eisenkot finora non si e’\nesposto chiaramente, limitandosi a indicare una serie di criteri necessari\nper allearsi – riconoscere Israele come Stato ebraico e democratico,\nsostenere i valori della dichiarazione d’indipendenza ed essere a favore\ndella leva militare – ma rifiutandosi di dire se Ra’am ci rientri o meno,\ncon o senza Segalovitz. Il favorito alle urne e’ consapevole dei numeri ma\ne’ anche deciso a non alienarsi una parte degli elettori centristi e di\ncentro-destra che lo hanno spinto finora. Dall’altra parte, Netanyahu e i\nsuoi alleati soffiano sui timori dell’elettorato, agitando lo spettro\ndegli arabo-israeliani al governo e cercando parallelamente di fare\nsqualificare i loro partiti dalle elezioni.
“,”postId”:”17475107-fb53-45d4-a87f-440e77991ee9″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-23T13:50:40.493Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-23T15:50:40+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Araghchi: \”Conseguenze se Europa aiuta Usa. Rutte servile\””,”content”:”
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi,\nha duramente criticato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, per\navere esaltato il contributo europeo agli attacchi americani. \”Negli\nincontri con Kaja Kallas e altri omologhi europei, ho messo in guardia\nsulle gravi conseguenze a lungo termine del facilitare e sostenere i\ncrimini di guerra israelo-statunitensi, sia a Gaza sia in Iran\”, ha\nscritto Araghchi su X. \”A parte quella grande follia, il segretario\ngenerale della Nato dovrebbe ormai sapere che l’adulazione servile non\nsoddisfa mai un prepotente\”, ha aggiunto a commento delle dichiarazioni di\nRutte. Secondo il segretario generale, l’operazione Epic Fury \”non sarebbe\nstata possibile\” se gli Usa non avessero usato le basi in Europa per fare\ndecollare oltre 5.000 aerei.
“,”postId”:”bc8f757e-ab1d-40ee-a49e-cdb58c713f6e”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-23T13:35:24.267Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-23T15:35:24+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Wall Street: apre debole in attesa Trump-Xi e occhi su Iran “,”content”:”
Wall Street apre debole con la pausa del rally del\nsettore tecnologico e il persistere dei rischi macroeconomici. L’indice\nS&P 500 segna un -0,08%, il Dow Jones cede lo 0,27% e il Nasdaq 100\narretra dello 0,14%. Gli investitori guardano con attenzione ai colloqui\ntra Stati Uniti e Iran mentre il presidente Donald Trump ha definito\n\”molto costruttivi\” gli incontri della vigilia, a margine dell’Assemblea\nOnu. C’e’ attesa anche per il colloquio tra Trump e il presidente cinese,\nXi Jinping, in programma domani, che potrebbe portare a nuovi accordi\ncommerciali. I produttori di chip hanno registrato un leggero calo,\npoiche’ una parte del mercato ha realizzato profitti dopo il forte rialzo\ndi questa settimana, alimentato dal rinnovato entusiasmo per il settore\ndell’intelligenza artificiale a seguito delle reazioni positive al lancio\ndell’agente Muse di Meta. Broadcom, Micron, Intel e Lam Research hanno\nperso tra l’1% e il 2% nel pre-mercato. Nel frattempo, i rendimenti dei\ntitoli del Tesoro sono rimasti a livelli elevati, poiche’ i prezzi\ndell’energia hanno interrotto la loro flessione.
“,”postId”:”3018b10b-9bd2-47b2-ad74-14ae5a71e495″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-23T13:32:56.907Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-23T15:32:56+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Pianificavano uccidere Ben-Gvir, incriminati 2 palestinesi “,”content”:”
Due palestinesi della zona di Nablus, nel nord\ndella Cisgiordania, sono stati incriminati con l’accusa di aver\npianificato \”una serie di attacchi terroristici\” contro civili e militari\nisraeliani. Nel mirino, anche il ministro per la Sicurezza Nazionale e\nleader di estrema destra, Itamar Ben-Gvir, che i due volevano uccidere. Lo\nShin Bet non ha rivelato l’identita’ dei sospettati ne’ ha specificato\nquando siano stati arrestati, limitandosi a sostenere che alla fine del\n2023 i sospettati avevano iniziato a promuovere attivita’ militari,\nreclutando complici, svolgendo addestramenti, discutendo piani d’attacco e\naccumulando fucili d’assalto e munizioni. Nel corso del 2024 avevano\ndeciso di assassinare il leader di Otzma Yehudit attirandolo con un\nattentato o utilizzando un drone esplosivo. A tal fine, avevano anche\ntentato di acquistare componenti per droni dalla Cina.
“,”postId”:”63504fe6-8401-43e4-8379-bf31cc2443d4″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-23T13:23:52.270Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-23T15:23:52+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Presidente Siria critica attacchi di Israele: \”Golan resterà un territorio siriano\””,”content”:”
\”Il Golan resterà territorio siriano\”. Lo ha detto il presidente della Siria Ahmed al-Sharaa intervenendo all’assemblea dell’Onu. Al-Sharaa ha criticato gli attacchi di Israele in Siria e chiesto il ritiro delle forze israleliane.
“,”postId”:”33b96a2c-802b-4e23-a9c8-aab37386ed04″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-23T13:20:03.436Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-23T15:20:03+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Mo, al-Sharaa: \”Golan resterà territorio siriano\””,”content”:”
\”Il Golan resterà un territorio siriano\”. Lo ha detto il leader siriano, Ahmad al-Sharaa, nel suo intervento dal podio delle Nazioni Unite. \”Verrà fermato qualsiasi tentativo di violare la nostra sovranità. Il Golan resterà un territorio siriano – ha detto al-Sharaa – Qualsiasi tentativo verrà fermato secondo la risoluzione 497 del Consiglio di Sicurezza\” delle Nazioni Unite. Una risoluzione \”molto chiara\”, ha affermato al-Sharaa, ringraziando \”tutti i Paesi che rispettano il diritto internazionale\”.
“,”postId”:”ee5004c2-468e-45e9-beb8-6245e9d79ae6″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-23T13:18:23.339Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-23T15:18:23+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Onu, diplomatico in sala mentre parla Trump, polemiche in Iran “,”content”:”
Sta creando non poche polemiche in Iran la\ndecisione del ministero degli Esteri di lasciare un diplomatico nella\ngrande aula dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite mentre parlava\nDonald Trump, ieri. Il ministro stesso, Abbas Araghchi, si era alzato ed\nera uscito, cosi’ come la sua delegazione, in evidente segno di protesta\nper l’attacco americano. Ma un rappresentante del Paese e’ rimasto seduto\nnel settore iraniano. E non e’ passato inosservato, soprattutto nei\nsettori piu’ restii a trattare con gli Stati Uniti. Come i Guardiani della\nrivoluzione. A dar voce allo scontento, tra gli altri, e’ stata la\ntelevisione pubblica Irib che in un lungo editoriale del suo sito ha\nrespinto le argomentazioni del ministero degli Esteri. Il portavoce di\nAraghchi, Esmail Baqaei, aveva spiegato cosi’ la decisione: \”Il seggio\ndell’Iran in un luogo come l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e’ la\nnostra roccaforte\”. Dunque, aveva sottolineato, i diplomatici devono\nmonitorare gli sviluppi e mantenere il presidio. \”Questa tesi e’\ncomprensibile dal punto di vista della diplomazia, ma e’ proprio qui che\nsi puo’ sollevare la critica: non ogni roccaforte e’ necessariamente un\nbaluardo su cui sedersi\”, ha sottolineato Irib. \”La presenza attiva\ndell’Iran nelle Nazioni Unite e’ essenziale; e’ necessario partecipare a\nriunioni, consultare i paesi, monitorare le posizioni degli Stati Uniti e\ntrasmettere la narrazione iraniana al mondo. Ma essere alle Nazioni Unite\ne stare in sala quando il paese e’ minacciato di distruzione sono due cose\ndiverse\”, ha sottolineato. \”A volte una sedia vuota e’ la risposta\ndiplomatica piu’ chiara\”, ha avvertito. Nel mirino sembra esserci proprio\nAraghchi, cosi’ come il presidente Massoud Pezeshkian, criticati neppure\ntanto velatamente anche in un altro editoriale dell’agenzia Fars, vicina\nai Pasdaran. La questione principale nel viaggio del presidente\nMassoud Pezeshkian e del ministro degli Esteri Abbas Araghchi all’Onu non\ne’ se l’Iran negoziera’ o meno con gli Stati Uniti, bensi’ quale sia\nl’approccio iraniano nei confronti degli Stati Uniti, qualunque sia il\nquadro di riferimento\”, ha scritto la Fars. \”Che vi siano o meno\nnegoziati, cio’ che conta e’ la posizione e il messaggio che l’Iran\nintende trasmettere, direttamente o indirettamente, a Washington. Se la\nposizione iraniana e’ fondata su ‘forza’ e ‘rivendicazione dei propri\ndiritti e dei risarcimenti dovuti’, allora non c’e’ nulla da temere dal\nnegoziato o dalla trasmissione di messaggi\”, si sottolinea\nnell’editoriale, \”se invece la posizione dei diplomatici iraniani e’\npercepita come debole, sia che si negozi sia che non si negozi, la\ncontroparte cogliera’ quel segnale di debolezza e il Paese ne subira’ le\nconseguenze\”. Dunque, e’ la conclusione, \”il successo della visita dei\ndirigenti iraniani alle Nazioni Unite non dovrebbe essere misurato dalla\nsomiglianza del loro linguaggio a quello dei diplomatici occidentali,\nbensi’ dalla capacita’ di preservare l’indipendenza del Paese\”.
“,”postId”:”e80db41b-a8b3-4f2c-a432-e921390dd663″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-23T13:16:09.992Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-23T15:16:09+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Il petrolio riprende quota a New York, a 91,17 dollari”,”content”:”
Il petrolio riprende quota a New York: il Wti, il riferimento americano, sale dello 0,72%, a 91,17 dollari, mentre il Brent, il benchmark internazionale, segna un rialzo dell’1,25%, riportandosi sopra quota 100, a 100,49 dollari.
“,”postId”:”beffe836-99bf-4c6c-95e2-4225f2334001″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-23T13:03:56.286Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-23T15:03:56+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, parlamentare: \”Incontro Trump-Pezeshkian? Penso ci sarà\””,”content”:”
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian incontrerà Donald Trump a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. Ne è convinto il parlamentare iraniano Ahmad Bakhshayesh Ardestani. \”Penso l’incontro tra i due presidenti ci sarà\”, ha detto in un’intervista pubblicata oggi dal sito di notizie Didban nel giorno dell’intervento di Pezeshkian.\nColloqui di diverse ore tra rappresentanti di Usa e Iran, con la mediazione del Qatar, si sono già tenuti ieri a New York. Trump ha parlato di un \”incontro molto produttivo\” che ha visto coinvolti Steve Witkoff e Jared Kushner con interlocutori iraniani. A rappresentare Teheran c’era, secondo i media iraniani, il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi.
“,”postId”:”5c4bb17f-630c-476d-aac8-4ff37e620bd6″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-23T12:59:07.421Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-23T14:59:07+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Egitto: \”Nucleare iraniano va affrontato con politica e diplomazia\””,”content”:”
Sulla questione nucleare iraniana l’Egitto ritiene che si debba \”continuare a sostenere gli sforzi volti a contenere l’escalation, privilegiando soluzioni politiche e diplomatiche\”. Lo ha detto il ministro egiziano Badr Abdelatty durante un colloquio con il direttore generale dell’Aiea Rafael Grossi, ora anche candidato al vertice dell’Onu. In proposito Abdelatty ha auspicato \”il rafforzamento del ruolo delle Nazioni Unite nel sostenere gli sforzi per la risoluzione pacifica dei conflitti e di intensificare l’impegno internazionale per la de-escalation e la gestione delle crisi\”. Parlando a margine della sessione di alto livello dell’81/a Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, il ministro egiziano e Grossi hanno espresso soddisfazione per lo stretto coordinamento tra l’Egitto e l’Aiea, sottolineando come \”questo partenariato testimoni un impegno comune a sostegno degli usi pacifici dell’energia nucleare e del rafforzamento del regime di non proliferazione nucleare\”. Si è parlato anche della settima sessione della Conferenza delle Nazioni Unite sulla creazione di una zona libera da armi nucleari e altre armi di distruzione di massa in Medio Oriente, prevista a New York per il prossimo mese di novembre, un appuntamento che – è stato detto – \”sosterrà gli sforzi volti a garantire l’universalità del Trattato di non proliferazione nucleare in Medio Oriente e a sottoporre tutti gli impianti e le attività nucleari della regione al sistema di garanzie generalizzate dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica\”.
“,”postId”:”d8f4b3a4-d296-4fa1-9e06-29fe079af457″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-23T12:43:18.309Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-23T14:43:18+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Ukmto: \”Petroliera attaccata a Hormuz, 2 feriti\””,”content”:”
L’Agenzia britannica per le operazioni marittime (Ukmto) ha riferito che una petroliera è stata colpita da un proiettile non identificato nello Stretto di Hormuz. Secondo l’agenzia, l’impatto ha provocato un incendio e due membri dell’equipaggio sono rimasti feriti. L’ufficiale addetto alla sicurezza della petroliera ha riferito che tutti i membri dell’equipaggio sono stati evacuati.
“,”postId”:”b777de51-0353-4f90-94d4-ea19dc89b1c0″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-23T12:33:26.119Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-23T14:33:26+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran: \”Contatti con Usa attraverso Qatar. Ribadite richieste\””,”content”:”
L’Iran è in contatto con gli Stati Uniti attraverso il Qatar e ha ribadito a Washington le sue richieste per la fine della guerra. \”Il confronto con gli Stati Uniti è avvenuto tramite un mediatore qatariota\”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, a quanto riferito dalla televisione pubblica di Teheran. \”Sono state trasmesse le condizioni dell’Iran, tra cui: la fine della guerra su tutti i fronti, la cessazione dell’aggressione statunitense, l’interruzione del blocco marittimo e della guerra economica, nonchè lo sblocco e la restituzione dei beni iraniani congelati\”, ha detto. L’Iran ha dunque respinto i sospetti di avere\nabbandonato le precedenti condizioni per la riapertura dello stretto di\nHormuz durante i colloqui a sorpresa di ieri, a New York, tra il ministro\ndegli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi, e gli inviati di Donald Trump\nSteve Witkoff e Jared Kushner, mediati appunto dal Qatar. Trump era stato\npositivo sui colloqui e ha suggerito che nuovi incontri potrebbero essere\nfissati a breve. L’Iran ha fissato sette condizioni per tornare ai\nnegoziati e ieri ha assicurato che, se soddisfatte, lo stretto di Hormuz\npotrebbe essere riaperto entro sette giorni. È probabile che gli Stati\nUniti e gli Stati del Golfo siano costretti ad accettare che le navi\nentrino nello stretto lungo un corridoio sotto controllo iraniano.
“,”postId”:”dee5a3c0-5a62-4c1e-bb32-82b8b70f5e91″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-23T12:26:24.166Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-23T14:26:24+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Axios: Board Peace presenterà piano Gaza da 2,45 mld “,”content”:”
Il Board of Peace promosso dal presidente Usa\nDonald Trump si appresta a presentare un piano di ricostruzione per Gaza\ndella durata di sei mesi e del valore di 2,45 miliardi di dollari. Lo ha\nrivelato il giornalista di Axios, Barak Ravid, precisando che la proposta\nda 66 progetti offre una tabella di marcia dettagliata dei primi mesi di\nricostruzione e governance della Striscia. Secondo una copia del documento\nottenuta da Axios, il piano prevede spese per alloggi temporanei,\nrimozione delle macerie, riparazione degli ospedali, ripresa economica e\ndispiegamento di una forza di sicurezza multinazionale. Tuttavia, perche’\nfunzioni, il progetto ha bisogno della cooperazione sia di Israele che di\nHamas.
“,”postId”:”18cad824-f665-44ad-9a99-f2c51deb2e0f”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-23T12:24:54.822Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-23T14:24:54+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Rutte: \”Da febbraio 5mila aerei da basi europee per Epic Fury\””,”content”:”
\”Si potrebbe sostenere che sarebbe stato impossibile portare a termine l’operazione ‘Epic Fury’ senza l’Europa come piattaforma di proiezione di potenza per gli Stati Uniti. Dal 28 febbraio di quest’anno, 5.000 aerei sono decollati dalle basi europee a sostegno dell’operazione \”Epic Fury\”. Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato Mark Rutte nel corso al \”The Chicago Council on global affairs\”. Epic Fury è il nome dell’operazione militare lanciata dagli Stati Uniti contro l’Iran il 28 febbraio 2026, dopo il fallimento dei negoziati sul programma nucleare iraniano. E’ stata la più grande campagna aerea americana in Medio Oriente dai tempi dell’Iraq 2003, con migliaia di obiettivi colpiti nelle prime settimane.
“,”postId”:”73ac669b-3aa0-40b2-809f-55e09df4df2c”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-23T12:14:16.716Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-23T14:14:16+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Idf demolisce strutture palestinesi in zona Masafer Yatta “,”content”:”
L’esercito israeliano ha iniziato a demolire\ndecine di strutture residenziali e agricole a Khirbet Jenbah, nell’area di\nMasafer Yatta, a sud di Hebron, in Cisgiordania, dove risiedono circa 300\npersone. Secondo l’organizzazione israeliana B’Tselem, complessivamente,\nsono state abbattute 24 strutture residenziali, 16 strutture agricole, 16\npannelli solari e 14 serbatoi d’acqua. Le demolizioni hanno lasciato senza\ncasa circa 180 persone, tra cui circa 85 bambini, e una persona è stata\narrestata. Quella odierna a Khirbet Jenbah è la terza operazione di\ndemolizione su larga scala condotta da Israele ai danni di comunità\npalestinesi nell’area di Masafer Yatta nelle ultime tre settimane, ha\nricordato B’Tselem, facendo riferimento alle demolizioni dello scorso 2 e\n8 settembre rispettivamente a Khirbet a-Taban e Khirbet al-Fakhit.
“,”postId”:”b3bb0029-1f00-4408-a9a3-c3401380c510″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-23T12:11:58.015Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-23T14:11:58+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Borsa: Europa peggiora col petrolio in crescita. A Milano (-0,44%) vendite su Unipol”,”content”:”
Le Borse europee peggiorano e Milano cede lo 0,44% sulla scia del cambio di rotta del petrolio. Il Brent è risalito a 100 dollari e il Wti punta verso i 91 dollari al barile contribuendo a far girare in calo tutti i futures Usa, Nasdaq compreso. Francoforte perde lo 0,75% e Parigi lo 0,32%. Londra limita il ribasso allo 0,17%. A Piazza Affari le vendite pesano su Unipol (-2,45%). Risale invece il petrolifero Eni (+0,86%) e si colloca sul podio dietro a Ferrari (+1,19%) e Moncler (+1%). In linea col listino si muove Pirelli (-0,33%) che non beneficia dell’annuncio di 1 miliardo di investimenti negli Usa né del rafforzamento di Tronchetti Provera nell’azionariato.
“,”postId”:”e73f2e5e-8b3d-40c4-9498-30286c279e9b”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-23T12:06:14.485Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-23T14:06:14+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Ukmto: in fiamme nave colpita a Hormuz. Due feriti”,”content”:”
Una nave da carico è stata colpita nello Stretto\ndi Hormuz da un proiettile ed è in fiamme. Lo ha reso noto l’agenzia di\nsicurezza marittima britannica Ukmto. A quanto riferito dal comandante, i\nmembri dell’equipaggio sono stati trasferiti e tra loro ci sono due\nferiti. La nave è alla deriva.
“,”postId”:”eb8e169c-9860-4794-a9a5-4280e9d6010b”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-23T12:02:32.167Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-23T14:02:32+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Berlino: \”Bene colloqui con l’Iran, la guerra finisca il prima possibile\””,”content”:”
\”Vediamo positivamente che ci siano dei colloqui con l’Iran\”. Lo ha detto Stefan Kornelius, portavoce del cancelliere tedesco Friedrich Merz, in conferenza stampa a Berlino. Il governo tedesco auspica \”una soluzione diplomatica\”, ha affermato. Il portavoce ha sottolineato che il conflitto \”ha un enorme rilievo\” per la Germania e \”deve finire il prima possibile\”. \”Accompagneremo il percorso\”, ha aggiunto, ribadendo che i disturbi nello stretto di Hormuz \”mettono a rischio il benessere e la sicurezza di tutti\”.
“,”postId”:”a40fd726-67a3-4a01-aace-1246ece6e053″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-23T11:54:57.316Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-23T13:54:57+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Iran: numerosi voli compagnie iraniane cancellati dopo sanzioni Usa ma aereo Mahan Air arrivato in Cina”,”content”:”
Le principali compagnie aeree iraniane sono state costrette oggi a cancellare i voli internazionali, nel primo giorno dell’entrata in vigore di nuove sanzioni statunitensi, il cui impatto resta difficile da valutare. Ma non tutti gli aerei rimasti a terra. Un aereo della compagnia Mahan Air, una delle due principali compagnie iraniane a operare collegamenti internazionali, è atterrato intorno alle 8.40 Gmt in Cina. Ieri infatti Pechino aveva respinto le minacce degli Stati Uniti di imporre sanzioni a chiunque mantenesse rapporti con il settore dell’aviazione iraniano, definendo queste misure \”unilaterali e illegali\”.
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Con queste nuove sanzioni, senza precedenti, gli Stati Uniti intendono aumentare ulteriormente la pressione economica su Teheran. All’inizio di settembre, Washington aveva inserito nella lista nera l’intero settore dell’aviazione iraniana, con l’obiettivo di paralizzare le compagnie aeree iraniane \”in tutto il mondo\”. Le sanzioni hanno già prodotto alcuni effetti. Ieri Mahan Air ha annunciato la sospensione di tutti i suoi voli verso la vicina Turchia, su richiesta delle autorità turche. E oggi un’importante agenzia di viaggi di Teheran ha dichiarato all’Afp che i voli verso Baghdad (Iraq), Mascate (Oman), Qatar, Georgia e Azerbaigian erano sospesi e che non veniva venduto alcun biglietto. \”La situazione è instabile e al momento non vendiamo più biglietti per timore di cancellazioni\”, sottolinea all’Afp un agente di viaggio.
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L’Iran conta complessivamente 27 compagnie aeree, ma la maggior parte effettua esclusivamente collegamenti interni. Le due principali, la compagnia di bandiera Iran Air e la privata Mahan Air, effettuano normalmente la maggior parte dei collegamenti con l’estero, principalmente verso i Paesi confinanti, ma anche verso Russia e Cina. Iran Air ha dichiarato in un comunicato diffuso prima dell’entrata in vigore delle sanzioni di non aver ricevuto, dal canto suo, alcuna istruzione ufficiale da parte di Turchia, Azerbaigian o Iraq che le vietasse di servire questi Paesi confinanti con l’Iran.
\n”,”postId”:”e3fc0d90-09b3-4ab9-b911-5502d64fd07b”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-23T11:39:18.228Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-23T13:39:18+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Ministero Salute Gaza: dal 7 ottobre bilancio vittime a Gaza sale a 73.922″,”content”:”
Il bilancio delle vittime nella guerra di Israele contro Gaza, dal 7 ottobre 2023 in poi, è salito a 73.922 morti e 174.995 feriti. Emerge dai dati diffusi dal ministero della Salute di Gaza. I corpi di tre persone uccise in attacchi israeliani sono arrivati negli ospedali di Gaza nelle ultime 24 ore e altre 18 persone sono rimaste ferite. Il bilancio delle vittime registrate dopo il cessate il fuoco di ottobre è di 1.402 morti e 4.881 feriti.
“,”postId”:”46d9e915-2146-4479-8863-68f68e310463″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-23T11:33:10.397Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-23T13:33:10+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Yemen: tv Houthi, 10 morti e 14 feriti in raid sauditi su 2 regioni”,”content”:”
Dieci persone sono morte e 14 sono rimaste ferite in attacchi aerei sauditi che hanno colpito nelle ultime 24 ore le regioni di Taiz e al-Jawf, in Yemen. E’ quanto affermano media legati agli Houthi. Secondo la tv al-Masirah, \”otto civili sono rimasti uccisi e 11 feriti a Taiz\”, mentre altri \”due civili sono stati uccisi e tre sono rimasti feriti ad al-Jawf\”.
“,”postId”:”b8fffa4b-8c53-458b-af68-43cb446fbc51″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-23T11:04:17.420Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-23T13:04:17+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Ambasciatore iraniano a Mosca: \”Saranno Teheran e Mascate a decidere nuovo status Hormuz’\””,”content”:”
Gli Stati Uniti dovranno accettare il nuovo status giuridico dello Stretto di Hormuz, da decidere tra Iran e Oman, se intendono continuare a transitare attraverso il canale. Lo ha detto l’ambasciatore iraniano in Russia Kazem Jalali, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa iraniana Isna. La dichiarazione giunge dopo l’incontro tra funzionari statunitensi e iraniani tenutosi ieri sera all’Assemblea
“,”postId”:”9e0758bf-ce54-4d33-bbb4-931117870aae”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-23T10:56:05.076Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-23T12:56:05+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Houthi: intervento Usa nello stretto di Bab el-Mandeb sarebbe linea rossa”,”content”:”
Un intervento americano nello stretto di Bab el Mandeb sarebbe considerato dagli Houthi una \”linea rossa\”. Lo ha detto il consigliere militare del gruppo yemenita, Abed Mohammed al-Thawr, all’Afp. Se gli Stati Uniti \”osassero sostenere l’Arabia saudita con raid o appoggio aereo, considereremmo come obiettivi tutti gli interessi americani nella regione\”, ha aggiunto al-Thawr, consigliere del ministro della Difesa dell’autoproclamato governo degli Houthi.
“,”postId”:”b79d8963-b12c-4205-bb18-33713f7457db”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-23T10:52:22.356Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-23T12:52:22+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Macron: \”Rischi per Hormuz sono stati sottostimati, ora dobbiamo risolvere crisi\””,”content”:”
Al momento di lanciare la guerra contro l’Iran la situazione dello stretto di Hormuz \”è stata probabilmente sottostimata, e oggi dobbiamo risolvere la questione\”. Così Emmanuel Macron, in un’intervista concessa a Abcnews mentre il presidente francese è a New York per l’Assemblea Generale dell’Onu, ribadisce come il suo \”principale obiettivo\” dell’incontro di lunedì scorso con Donald Trump è stato \”trovare il giusto accordo\” per riaprire il più importante nodo energetico globale, la cui chiusura sta provocando l’impennata dei prezzi del carburante in tutto il mondo.
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Macron ha sottolineato che quando la guerra è scoppiata, lo scorso febbraio, \”il regime iraniano ha scoperto di avere questa carta in mano\”, appunto la chiusura di Hormuz. Ed alla domanda se quindi questa era stata una cosa che Donald Trump non aveva valutato, ha risposto: \”non sono qui per dare responsabilità a nessuno, siamo nella situazione in cui siamo. E penso che gli Usa, il suo Paese, è quello che può risolvere la crisi, ed abbiamo bisogno di voi\”.
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Riguardo alla possibilità che la Francia possa partecipare ad un’azione militare per riaprire lo stretto, l’inquilino dell’Eliseo ha risposto: \”io non voglio avviare un confronto militare con nessun Paese, ma siamo pronti ad essere più coinvolti per proteggere alcune capacità per rendere il transito possibile, questo sì\”. Ha poi ha difeso la sua decsione di non partecipare al conflitto con l’Iran: \”avere un cambio di regime con le bombe non è qualcosa che io ritengo fattibile, per me non è una buona opzione, perché non funziona. Ed abbiamo fatto questo errore molte volte nei decenni scorsi\”. E poi ha concluso con un affondo a Trump e alle sue critiche per il mancato aiuto da parte degli alleati con l’Iran: \”ma quando vuoi dialogare con le persone devi fare le strategie con loro e chiedere prima di avviare la guerra\”.
“,”postId”:”b4a2384c-000b-4792-b467-048e6415fe67″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-23T10:49:22.893Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-23T12:49:22+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Houthi: \”Se Usa intervengono colpiremo loro interessi in area\””,”content”:”
Gli Houthi colpiranno gli intessi americani nella regione se Washington decidesse di intervenire in sostegno dell’Arabia Saudita o a protezione dello stretto di Bab el-Mandeb. La minaccia è arrivata dal consigliere militare della milizia sciita. Se gli Stati Uniti \”osassero sostenere l’Arabia Saudita con attacchi o supporto aereo, considereremmo tutti gli interessi americani intorno a noi come obiettivi\”, ha avvertito Abed Mohammed al-Thawr, consigliere del ministro della Difesa nel governo autoproclamato Houthi. Un intervento statunitense nello Stretto di Bab el-Mandeb sarebbe una \”linea rossa\”.
“,”postId”:”50e982f9-da63-4673-9cf2-b0790ee67125″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-23T09:36:57.732Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-23T11:36:57+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Netanyahu: ucciso capo finanze Hamas in raid sud Gaza “,”content”:”
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu, insieme al ministro della Difesa Israel Katz, ha annunciato l’uccisione in un raid vicino Khan Younis, nel sud di Gaza, di Mohammed Abu Alwan, capo del dipartimento finanziario di Hamas. \”Continuiamo a dare la caccia ai comandanti e agli operativi di Hamas, a colpire le sue fonti di finanziamento e a distruggere le sue infrastrutture terroristiche. Non permetteremo ad Hamas di ricostruire la propria forza e non ci fermeremo finché Hamas non sarà più presente a Gaza\”, hanno affermato Netanyahu e Katz.
“,”postId”:”930303f3-3bf5-4c78-97ac-4fa69bb4aaf7″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-23T09:36:06.236Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-23T11:36:06+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Araghchi critica Barrot: \”Inaccettabile posizione Francia su aggressione israelo-americana\””,”content”:”
La posizione della Francia nei confronti dell’Iran, in particolare quella relativa all’aggressione militare statunitense e israeliana, \”è inaccettabile\”. Lo ha detto in una dichiarazione pubblicata su Telegram il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, dopo il colloquio avuto con il suo omologo francese, Jean-Noel Barrot, a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Araghchi ha criticato le posizioni \”interventiste\” della Francia nei confronti dell’Iran e ha esortato l’ambasciata francese a rispettare le leggi e i regolamenti nazionali.
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Riferendosi a quelli che ha definito i \”doppi standard\” della Francia in materia di diritti umani, Araghchi ha affermato che Parigi non può dichiararsi preoccupata per i diritti umani rimanendo in silenzio sui \”crimini contro l’umanità\” commessi dagli Stati Uniti e da Israele contro il popolo iraniano. In precedenza, il presidente Macron aveva dichiarato ai media statunitensi di non voler \”entrare in conflitto con nessun Paese, ma siamo pronti a un maggiore impegno per proteggere il transito nello Stretto di Hormuz\”.
\n”,”postId”:”b8d324d5-bb28-4f08-bb5b-a2711b42f2c0″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-23T09:32:45.356Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-23T11:32:45+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Media: il Board of peace presenta piano per Gaza, interventi per 2,4 miliardi”,”content”:”
Il Board of Peace di Trump presenterà oggi, durante una riunione degli Stati membri, un piano per la ricostruzione iniziale di Gaza del valore di 2,45 miliardi di dollari e della durata di sei mesi. Lo scrive Barak Ravid su Axios e il canale israeliano N12. La proposta, che comprende 66 progetti, è una delle tabelle di marcia più complete finora elaborate per la ricostruzione della Gaza postbellica. Secondo una copia del piano di News 12, il documento include spese previste per alloggi temporanei, rimozione delle macerie, riabilitazione degli ospedali, ripresa economica e dispiegamento di una forza di sicurezza multinazionale.
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L’Iran è stato costretto a cancellare voli internazionali verso Oman, Iraq e Azerbaigian a causa delle minacciate sanzioni Usa. Lo riferisce Al Jazeera citando l’Autorità per l’Aviazione Civile, secondo la quale a partire da stamattina Iraq e Oman non
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accoglieranno più voli provenienti dalla Repubblica islamica. Secondo il portavoce dell’Autorità, Majid Akhavan, citato dall’Isna, Teheran sta lavorando per reindirizzare i voli verso l’Iraq attraverso un altro aeroporto. Sono stati sospesi con effetto immediato anche i voli delle compagnie aeree iraniane verso il vicino Azerbaigian, come ha riferito il quotidiano Shargh citando la Azerbaijan Airlines.
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Le forze Houthi dello Yemen affermano di aver abbattuto un drone da ricognizione mentre conduceva \”missioni ostili\” nei pressi di Mocha, nella provincia di Taiz. Lo ha riferito il portavoce militare degli Houthi, Yahya Saree, in una breve dichiarazione citata da Al Jazeera.
“,”postId”:”116cfc7f-ac16-4027-acb0-094cbc606100″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-09-23T05:54:20.561Z”,”timestampUtcIt”:”2026-09-23T07:54:20+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Il Qatar condanna \”il rifiuto israeliano del piano per Gaza\””,”content”:”
Il premier e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, ha condannato il rifiuto da parte di Israele della roadmap per completare l’attuazione del piano volto a porre fine al conflitto nella Striscia di Gaza. Lo ha detto durante un incontro a porte chiuse tra capi di Stato e di governo convocato a New York, a margine dell’81esima sessione dell’Assemblea generale dell’Onu, dal presidente francese Emmanuel Macron, dal premier britannico Andy Burnham e dal primo ministro canadese Mark Carney. Lo riporta Al Jazeera. Secondo il ministero degli Esteri del Qatar, Al Thani ha sottolineato la necessità che la comunità internazionale \”adempia alle proprie responsabilità\” e faccia pressione su Israele affinché rispetti gli obblighi previsti dall’accordo sul cessate il fuoco a Gaza e ponga fine alle violazioni dei diritti dei palestinesi. L’obiettivo, ha aggiunto, è completare la roadmap e arrivare a pace e stabilità nella Striscia. Il premier qatariota ha inoltre ribadito il sostegno di Doha alla causa palestinese e al diritto dei palestinesi a uno Stato indipendente entro i confini del 1967, con Gerusalemme Est capitale, sulla base delle risoluzioni internazionali e della soluzione dei due Stati.
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Lo Stato Maggiore delle Forze Armate iraniane e il Quartier Generale Centrale Khatam al-Anbiya – la più alta unità di comando operativo della Repubblica Islamica – hanno avvertito che il Paese infliggerà agli aggressori colpi \”ancora più duri, devastanti e imprevedibili\”, in risposta alle più recenti minacce del presidente statunitense Donald Trump. La notizia è riportata su Telegram dall’iraniana Press Tv.
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L’Iran è “stato vittima di terrorismo. Vengo da un Iran dove la guida suprema è stata assasinata, dove una scuola è stata bombardata causando la morte di bambini che non avevano commesso alcun crimine”, ha detto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian intervenendo all’Assemblea Generale dell’Onu e rispondendo a Donald Trump. La delegazione americana ha lasciato l’aula dell’Assemblea dell’Onu dopo l’attacco del presidente iraniano. “Il signor Trump e coloro che cercano di intimidirci devono comprendere che l’Iran è pronto al dialogo, alla diplomazia e ai negoziati, senza però accettare il linguaggio della forza”, ha detto Pezeshkian concludendo il suo discorso all’Assemblea generale dell’Onu a New York.
Un intervento americano nello stretto di Bab el Mandeb sarebbe considerato dagli Houthi una “linea rossa”. Lo ha detto il consigliere militare del gruppo yemenita, Abed Mohammed al-Thawr, all’Afp. Se gli Stati Uniti “osassero sostenere l’Arabia saudita con raid o appoggio aereo, considereremmo come obiettivi tutti gli interessi americani nella regione”, ha aggiunto al-Thawr, consigliere del ministro della Difesa dell’autoproclamato governo degli Houthi.
Il Board of Peace di Trump presenterà oggi, durante una riunione degli Stati membri, un piano per la ricostruzione iniziale di Gaza del valore di 2,45 miliardi di dollari e della durata di sei mesi. Lo scrive Barak Ravid su Axios e il canale israeliano N12. La proposta, che comprende 66 progetti, è una delle tabelle di marcia più complete finora elaborate per la ricostruzione della Gaza postbellica. Secondo una copia del piano di News 12, il documento include spese previste per alloggi temporanei, rimozione delle macerie, riabilitazione degli ospedali, ripresa economica e dispiegamento di una forza di sicurezza multinazionale.
L’Agenzia britannica per le operazioni marittime (Ukmto) ha riferito che una petroliera è stata colpita da un proiettile non identificato nello Stretto di Hormuz. Secondo l’agenzia, l’impatto ha provocato un incendio e due membri dell’equipaggio sono rimasti feriti.
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meno di un minuto fa
Iran, Rezaei: “Discorso Trump all’Onu è stato errore storico”
‘Un errore storico”. Così il Segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale dell’Iran, Mohsen Rezaei, ha definito il discorso pronunciato dal presidente americano Donald Trump all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. “Consiglio a Trump: non perdere tempo, arrenditi subito alle nostre richieste”, ha affermato il generale.
“I media americani non attribuiscono alcun valore ai discorsi di Trump” e ”credono che ogni volta che Trump parla, crei solo costi per la nazione americana, e vogliono impedirgli di crearne di ulteriori”, ha aggiunto Rezaei citato dalla Press tv.
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3 minuti fa
Petrolio: riprende la corsa, Brent verso i 102 dollari
I prezzi del petrolio riprendono la sua corsa dopo
l’intervento di Trump che al margine dell’Assemblea dell’Onu ha rivolto un
ennesimo ultimatum all’Iran. Il prezzo del barile di Brent del Mare del
Nord, con consegna a novembre, guadagna il 2,58% a 101,81 dollari.Il suo
equivalente americano, il barile di West Texas Intermediate (WTI), con
consegna nello stesso mese avanza dell’1,70% a 92,06 dollari. I prezzi
risalgono anche a seguito delle forti preoccupazioni riguardo ai
carburanti, in particolare per il gasolio.Di fronte ai prezzi record del
gasolio alla pompa negli Stati Uniti, diverse figure vicine
all’amministrazione Usa hanno chiesto un divieto sulle esportazioni
statunitensi. “Anch’io mi sono espresso in tal senso. Ho detto ‘non
vendiamo il nostro gasolio all’estero'”, ha affermato Trump che ha
aggiunto: una decisione verra’ presa “rapidamente”.
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8 minuti fa
Pezeshkian: “Pronti a dialogo e diplomazia, senza il linguaggio della forza”
“Non dobbiamo permettere che il 21esimo secolo regredisca a un’epoca dominata soltanto dai potenti, dalle potenze prevaricatrici e dagli egemoni. Non dobbiamo costruire un mondo in cui la forza militare sostituisca la legittimità, il terrorismo prenda il posto della politica e dei negoziati, e la guerra soppianti il dialogo e la diplomazia. L’Iran tende la mano al mondo. Siamo pronti al dialogo, alla diplomazia e ai negoziati, ma senza accettare il linguaggiodella forza”. Lo ha detto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian all’Assemblea Generale Onu. “Non chineremo mai la testa nè ci piegheremo. Trump e coloro che tentano di intimidirci devono capire che siamo pronti al dialogo e ai negoziati, ma senza accettare il linguaggio della forza”, ha detto Pezeshkian. Attaccando gli Stati Uniti, il presidente iraniano ha spiegato che “hanno messo alla prova la forza e la fermezza dell’Iran e imparato che non può essere costretto alla resa. L’Iran non è mai stato aggressore, non ha mai scatenato una guerra e ha sempre dimostrato il proprio impegno al tavolo dei negoziati”. “Ci impongono la guerra, ma abbiamo dimostrato di non temere il combattimento e difenderemo il nostro amato Iran, la nostra patria fino all’ultimo respiro”, ha messo in evidenza.
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9 minuti fa
Unrwa: “Netanyahu fa pressioni sulla nostra agenzia per accrescere i consensi”
Il governo israeliano di destra guidato da Benjamin Netanyahu sta esercitando pressioni sull’agenzia Onu per i rifugiati palestinesi (Unrwa) in vista delle elezioni in Israele, nel tentativo di accrescere il proprio consenso tra gli elettori: è quanto afferma il Commissario generale ad interim dell’Unrwa, Christian Saunders. Secondo il responsabile, Israele sta ostacolando in modo “estremamente critico” l’ingresso a Gaza di forniture essenziali necessarie per le operazioni di soccorso, consentendo invece l’importazione di beni di lusso. “Circa il 30% di ciò che entra è costituito da aiuti umanitari, il resto è merce commerciale… Considero alcuni dei prodotti in arrivo come beni di lusso. Voglio dire, non c’è bisogno della nutella per sopravvivere”, ha detto. Intervenendo a a New York, Saunders ha inoltre avvertito che sarà costretto a tagliare i servizi a lungo termine per i rifugiati qualora l’agenzia non riuscisse a colmare un deficit di 100 milioni di dollari nei prossimi due mesi. Secondo Saunders, le elezioni israeliane del 27 ottobre stanno aggravando le difficoltà dell’Unrwa, poiché “l’attuale governo sta spingendo per attuare la maggior parte possibile del proprio programma prima del voto”. Il mese scorso, le forze israeliane hanno preso il controllo di un centro di formazione professionale gestito dall’agenzia Onu per i rifugiati palestinesi in un sobborgo di Gerusalemme Est. L’irruzione ha suscitato la condanna del segretario generale, António Guterres, e ha fatto seguito agli avvertimenti dell’UNrwa riguardo alle minacce delle autorità israeliane contro il centro di formazione di Qalandia, situato tra il quartiere di Kafr Aqab (Gerusalemme Est) e il campo profughi di Qalandia.
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10 minuti fa
Onu, Pezeshkian: “Forza ci serve per difenderci”
“Abbiamo bisogno di forza, perche’ un popolo che
non e’ in grado di difendersi verra’ calpestato nel mondo di oggi. Viviamo
in un mondo in cui i potenti, invece di pensare all’umanita’, alla
giustizia, all’equita’ e alla democrazia, sembrano essere i protettori e i
creatori di instabilita’ e distruzione”. Lo ha dichiarato il presidente
iraniano, Masoud Pezeshkian, nel suo discorso all’Assemblea generale
dell’Onu a New York. “Chiunque vogliano screditare, lo etichettano come
terrorista. Per 200 anni, negli ultimi due secoli, l’Iran non ha attaccato
alcun paese o territorio, ma ci siamo sempre difesi con fermezza. Ora
pero’ veniamo accusati di essere fonte di instabilita’ nella regione.
Veniamo etichettati come terroristi, e questo ha fatto si’ che il percorso
che abbiamo scelto per noi stessi richieda il potere di difenderci. Non
cerchiamo il potere per attaccare o commettere aggressioni. Cerchiamo
l’energia per il progresso, non per minacciare le societa’ con le armi”,
ha aggiunto.
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14 minuti fa
Rutte: “Bene l’attacco Usa in Iran, andava fatto, l’Europa non ne ha i mezzi”
“Prendiamo il Medio Oriente. Perché è stato necessario che fossero gli Stati Uniti a neutralizzare la capacità nucleare dell’Iran? Perché ora tutti guardano di nuovo agli Stati Uniti quando si tratta degli Houthi nel Mar Rosso? Perché, in qualche modo, gli europei non avevano capacità sufficienti per farlo da soli. Questo è il cortile di casa dell’Europa. Non è quello degli Stati Uniti. Pertanto, mi congratulo con il Presidente per averlo fatto. Ritengo fosse necessario indebolire la capacità nucleare dell’Iran. Ma in futuro, il vantaggio di una Nato più forte sarà che gli europei potranno occuparsi del proprio cortile di casa”. Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte nel corso della sua visita in Iowa.
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16 minuti fa
Pezeshkian: “Questioni regionali non siano gioco in mano ad aggressori esterni”
“Le nostre questioni regionali devono essere risolte all’interno della regione stessa, dai paesi della regione, senza diventare un giocattolo nelle mani di aggressori esterni. Nessun rapporto con una potenza straniera può trasformarsi in uno strumento per minacciare i paesi vicini della regione”. Lo ha detto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian parlando all’Assemblea Generale dell’Onu.
17 minuti fa
Onu, Pezeshkian: “Armi nucleari le ha Israele ma ispettori da noi”
Il tema di questa assemblea è la fiducia
reciproca, che non si puo’ ottenere solo a parole, ma evitando di
applicare due pesi e due misure. Le bombe atomiche e nucleari sono nelle
mani del regime israeliano, eppure si chiede agli ispettori di recarsi in
Iran”. Lo ha dichiarato il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, nel suo
discorso all’Assemblea generale dell’Onu a New York. “Israele ha
massacrato brutalmente oltre 70 mila innocenti a Gaza; l’Iran, invece, e’
stato bombardato proprio mentre sedeva al tavolo dei negoziati. Israele
possiede le bombe, possiede armi di distruzione di massa. Non ha aderito
al Trattato di non proliferazione nucleare. Nel corso della sua vergognosa
storia, non ha mai consentito una sola ispezione. Eppure, viene
ricompensato fornendogli tutti i mezzi necessari per bombardare a
piacimento qualsiasi capitale della regione. Ripeto: l’arma nucleare e’ in
Israele, ma gli ispettori vanno in Iran. Israele uccide, ma è l’Iran a
subire le sanzioni”, ha aggiunto.
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18 minuti fa
Pezeshkian all’Onu: “Non siamo noi i terroristi”. VIDEOPezeshkian all’Onu: “Non siamo noi i terroristi” | Video Sky – Sky TG24Vai al contenuto
19 minuti fa
Pezeshkian: “Pronti a dialogo e diplomazia, senza il linguaggio della forza”
“Non dobbiamo permettere che il 21esimo secolo regredisca a un’epoca dominata soltanto dai potenti, dalle potenze prevaricatrici e dagli egemoni. Non dobbiamo costruire un mondo in cui la forza militare sostituisca la legittimità, il terrorismo prenda il posto della politica e dei negoziati, e la guerra soppianti il dialogo e la diplomazia. L’Iran tende la mano al mondo. Siamo pronti al dialogo, alla diplomazia e ai negoziati, ma senza accettare il linguaggio della forza”. Lo ha detto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian all’Assemblea Generale Onu.
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20 minuti fa
Onu, Pezeshkian: “Nostre armi per difesa, non serve permesso”
“Per quanto riguarda la difesa dell’Iran, i nostri
sistemi difensivi sono stati concepiti in modo tale che nessuno possa
pensare che un bombardamento delle citta’ iraniane rimarrebbe senza
risposta. E’ proprio per questo che disponiamo di tale potenza militare a
fini difensivi. Ma lo diciamo chiaramente: per difendere il nostro Paese,
non chiediamo il permesso ne’ l’approvazione di nessuno”. Lo ha dichiarato
il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, nel suo discorso all’Assemblea
generale dell’Onu a New York.
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22 minuti fa
Libano: Ue stanzia 505 mln in sostegno finanziario
La Commissione europea ha annunciato lo stanziamento di 505 milioni di euro di sostegno finanziario a favore del Libano per il biennio 2026-2027. Lo rende noto la commissaria per il Mediterraneo, Dubravka Suica, a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. I fondi costituiscono la seconda metà del pacchetto complessivo da un miliardo di euro presentato dalla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, durante la visita a Beirut nel maggio del 2024, con l’adozione della prima tranche da 500 milioni per il biennio 2024-2025 varata nell’agosto dello stesso anno.
Il nuovo finanziamento interviene su tre ambiti prioritari per sostenere le riforme chiave, favorire la ripresa economica, rafforzare la sicurezza e la gestione delle frontiere, garantendo al contempo i servizi essenziali per le fasce più deboli della popolazione, spiega un comunicato ufficiale. Le risorse mirano inoltre ad aiutare il Paese ad affrontare le ripercussioni delle tensioni regionali, dei conflitti e delle migrazioni forzate. Nel dettaglio, le misure per l’assistenza di base comprendono l’accesso a istruzione, sanità, acqua e protezione sociale, con trasferimenti diretti in denaro per famiglie vulnerabili e persone con disabilità, affiancando percorsi stabili per i profughi siriani, inclusi rimpatri volontari, sicuri e dignitosi.
Il programma promuove poi il quadro delle riforme istituzionali nei settori della giustizia, degli organismi di vigilanza e del Parlamento, accanto alla tutela dei diritti umani e al rilancio economico nelle aree colpite dai conflitti. La terza linea di intervento è destinata alle organizzazioni della società civile impegnate a difesa delle minoranze, dei giovani e dei diritti delle donne, sostenendo iniziative di partecipazione democratica, trasparenza e lotta contro la corruzione, oltre alla tutela della coesione sociale e del patrimonio culturale libanese.
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24 minuti fa
Pezeshkian: “Resistenza dell’Iran aumenterà di fronte a sanzioni e bulli”
“La resistenza dell’Iran aumenterà di fronte alle sanzioni e ai bulli”. Lo ha detto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian nel suo intervento all’assemblea dell’Onu.
25 minuti fa
Pezeshkian a Trump: “Pronti a dialogo ma non accettiamo forza”
“Il signor Trump e coloro che cercano di
intimidirci devono comprendere che l’Iran è pronto al dialogo, alla
diplomazia e ai negoziati, senza pero’ accettare il linguaggio della
forza”. Così il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha concluso il
suo discorso all’Assemblea generale dell’Onu a New York.
27 minuti fa
Pezeshkian: “Israele uccide e a noi imposte sanzioni, ci sono doppi standard”
“Le bombe atomiche e nucleari sono nelle mani di Israele, ma gli ispettori chiedono di venire in Iran. Israele uccide ma l’Iran è soggetto sanzioni”. Lo ha detto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian denunciando dal palco dell’Onu i doppi standard applicati. “Non chiediamo un trattamento speciale, ma paritario”, ha aggiunto.
28 minuti fa
Onu, Pezeshkian: “L’Iran non ha mai scatenato una guerra”
“Nessun rapporto con una potenza straniera puo’
trasformarsi in uno strumento per minacciare i paesi vicini della regione.
Vorrei ora rivolgere alcune parole ai responsabili della pianificazione e
dell’esecuzione di aggressioni contro il nostro Paese: il nostro popolo ha
sperimentato in prima persona le conseguenze della loro aggressione
letale, ha messo alla prova la forza e la fermezza dell’Iran e ha imparato
che l’Iran non puo’ essere costretto alla resa. L’Iran non e’ mai stato un
aggressore, non ha mai scatenato una guerra e ha sempre dimostrato il
proprio impegno al tavolo dei negoziati”. Lo ha dichiarato il presidente
iraniano, Masoud Pezeshkian, nel suo discorso all’Assemblea generale
dell’Onu a New York. “Ci hanno imposto la guerra, ma abbiamo dimostrato di
non temere il combattimento ne’ il conflitto purche’ di natura difensiva e
difenderemo il nostro amato Iran, la nostra patria, fino all’ultimo
respiro”, ha aggiunto.
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29 minuti fa
Onu, Pezeshkian: “Non permetteremo uso Hormuz contro di noi”
“L’Iran non considera i propri vicini come rivali
in termini di sicurezza. Vogliamo avere vicini forti nell’area dello
Stretto di Hormuz; tuttavia, non possiamo permettere che alcuni godano di
libero accesso e traggano vantaggio da questa via navigabile, usandola al
contempo per aggredirci, destabilizzarci e impedirci di accedere alle
nostre stesse acque”. Lo ha dichiarato il presidente iraniano, Masoud
Pezeshkian, nel suo discorso all’Assemblea generale dell’Onu a New York.
“Ci precludono l’accesso alle nostre stesse vie d’acqua. Eppure continuano
a fornire missili e tecnologie militari letali per seminare insicurezza in
tutte le terre che circondano quel corso d’acqua. Non cederemo”, ha
aggiunto.
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31 minuti fa
Pezeshkian: “Niente armi nucleari, ma nessun limite a tecnologie pacifiche”
“La tecnologia nucleare pacifica è parte integrante del nostro progresso: per i nostri malati significa cure e trattamenti, per il settore agricolo garantisce la sicurezza alimentare. L’Iran non accetta che la tecnologia nucleare sia appannaggio esclusivo di una ristretta cerchia di nazioni. Non lo accetteremo. Non piegheremo la testa né rinunceremo a un diritto che ci appartiene intrinsecamente. Lo diciamo chiaramente: niente armi nucleari, ma nessuna limitazione allo sviluppo di nuove tecnologie nucleari pacifiche”. Lo ha detto il presidente iraniano Masoud Pezeshkianall’Assemblea Generale Onu.
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35 minuti fa
La delegazione Usa lascia l’assemblea dell’Onu con l’attacco di Pezeshkian
La delegazione americana lascia l’aula dell’Assemblea dell’Onu dopo che il presidente iraniano Pezeshkian ha attaccato gli Stati Uniti.
36 minuti fa
Onu, Pezeshkian: “Ci serve energia nucleare”
“Lo diciamo chiaramente: niente armi nucleari e nessuna limitazione alla tecnologia nucleare pacifica; la nostra pace non nascerà sul campo di battaglia”. Lo ha dichiarato il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, nel suo discorso all’Assemblea generale dell’Onu a New York. “Cerchiamo l’energia per il progresso. Per anni, la nostra tecnologia nucleare e’ stata oggetto di etichette si e’ parlato di centrifughe, sanzioni internazionali e altro ancora – tuttavia, per il nostro Paese, la tecnologia nucleare a scopi pacifici e’ parte integrante del nostro progresso: per i malati rappresenta cura e trattamento; per il settore agricolo, sicurezza alimentare; per l’industria, avanzamento, sviluppo e fornitura di energia elettrica. L’Iran non accetta che la tecnologia nucleare sia a disposizione esclusiva di una ristretta cerchia di pochi; non lo accetteremo. Non chineremo il capo ne’ rinunceremo a un diritto che ci appartiene intrinsecamente”, ha aggiunto.
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38 minuti fa
Onu, Pezeshkian mostra foto bambini vittime raid Usa-Israele
“Provengo da un Iran dove, di fatto, e’ stata
bombardata una scuola. Vedete questi bambini? Questi bambini sono morti
sotto le bombe, uccisi da armi impiegate dagli Stati Uniti e da Israele.
Erano innocenti, non avevano commesso alcun crimine”. Lo ha dichiarato il
presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, nel suo discorso all’Assemblea
generale dell’Onu a New York.
41 minuti fa
Pezeshkian: “Trump dice noi terroristi, noi vittime terrorismo”
“Avevo preparato un discorso da esporvi; ieri il
presidente degli Stati Uniti ci ha definiti terroristi. Noi siamo stati
vittime del terrorismo”. Lo ha dichiarato il presidente iraniano, Masoud
Pezeshkian, nel suo discorso all’Assemblea generale dell’Onu a New York.
“Provengo da un Iran in cui il nostro stimato Leader Supremo è stato
assassinato senza alcuna base legale nè motivo”, ha spiegato.
41 minuti fa
Mladenov: “Pronto comitato per amministrare Gaza, cessate fuoco va rispettato”
Il Comitato nazionale per l’amministrazione di Gaza, organismo di transizione incaricato di gestire le operazioni quotidiane dell’enclave palestinese, è “pronto”. Lo ha annunciato Nickolay Mladenov, l’Alto Rappresentante e direttore generale del Board of Peace per Gaza durante una riunione a New York, a margine dell’81esima Assemblea generale delle Nazioni Unite. ”Come possiamo andare avanti? Con cautela, passo dopo passo”, ha suggerito, auspicando che tutte le parti rispettino innanzitutto gli impegni assunti nell’ambito dell’accordo di cessate il fuoco a Gaza firmato a Sharm el-Sheikh lo scorso ottobre. “Questo è di fondamentale importanza affinché il processo possa iniziare”, ha dichiarato.
Inoltre, ha aggiunto, è necessario completare una verifica su come Gaza “viene effettivamente gestita oggi” affinché il comitato nazionale sia in grado di assumerne il controllo in modo efficace.
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43 minuti fa
Crisi Medioriente, il piano del Board of Peace. VIDEOCrisi Medioriente, il piano del Board of Peace | Video Sky – Sky TG24Vai al contenuto
44 minuti fa
Iran, Teheran minaccia attacchi contro aeroporti paesi vicini se adottano sanzioni Usa
“Se i Paesi vicini collaboreranno con gli Stati Uniti per bloccare le compagnie aeree iraniane, i loro aeroporti non potranno più operare”. È la minaccia del segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, generale Mohsen Rezaei in una dichiarazione alla Tv di Stato, nel primo giorno dell’entrata in vigore di nuove sanzioni statunitensi.
Rezaei ha inoltre ribadito che “lo Stretto di Hormuz non verrà mai riaperto se gli Stati Uniti non accetteranno le nostre condizioni”, che “sono diverse da quelle avanzate in precedenza”.
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48 minuti fa
Le compagnie iraniane cancellano voli per le sanzioni Usa ma non con la Cina
Le compagnie aeree iraniane sono state costrette a cancellare alcuni voli internazionali oggi, dopo che gli Stati Uniti hanno inasprito le sanzioni contro il settore dell’aviazione iraniana, in un nuovo tentativo di paralizzare l’economia del Paese. Un agente di viaggi a Teheran ha dichiarato all’Afp che i voli per Baghdad, Muscat, Qatar, Georgia e Azerbaigian sono stati tutti sospesi, ma le rotte verso numerose altre destinazioni rimangono disponibili, inclusa la Cina. Il segretario del Tesoro statunitense Scott Bessent ha annunciato le nuove misure lunedì, nell’ambito di una precedente minaccia di imporre all’Iran un “D-Day economico”, un tentativo di costringerlo alla sottomissione dopo quasi sette mesi di guerra. Tuttavia, il settore dell’aviazione iraniana è già da anni bersaglio di sanzioni e non è ancora chiaro quale sarà il pieno impatto e quali altri Paesi si adegueranno. Anche dopo l’entrata in vigore delle nuove sanzioni mercoledì, un volo da Teheran operato da Mahan Air, una delle maggiori compagnie aeree iraniane, è atterrato a Guangzhou, in Cina, secondo i dati di tracciamento di FlightRadar24. Martedì la Cina ha dichiarato di opporsi alle sanzioni statunitensi, definendole illegali. Secondo l’aeroporto internazionale di Teheran, mercoledì era previsto anche un volo per Shanghai. Erano inoltre programmati alcuni voli per Istanbul, sebbene altri siano stati cancellati, ha riferito un agente di viaggi di Teheran. “La situazione è instabile e al momento non vendiamo più biglietti per timore di cancellazioni”, ha dichiarato l’agente, che ha chiesto di rimanere anonimo. Era previsto anche l’arrivo a Teheran di un volo Mahan da Kabul. Secondo il sito web dell’aeroporto internazionale di Teheran, erano ancora possibili altri collegamenti con la Turchia e l’Armenia tramite compagnie aeree iraniane minori, tra cui Varesh. Erano inoltre programmati voli per Najaf in Iraq e Dubai negli Emirati Arabi Uniti.
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50 minuti fa
Crosetto: “Non sosteniamo la guerra, trasparenti su contingenti in Arabia”
“Nessuno sostiene nessuna guerra, voglio essere netto su un punto: la presenza dei nostri militari nell’area (Arabia Saudita e Paesi vicini, ndr) poggia su un quadro giuridico chiaro ed un percorso parlamentare totalmente trasparente. Nessuna scorciatoia, non sono mai state limitate le prerogative parlamentari. Stiamo difendendo le navi italiane, la pace e siamo lontani anni luce da qualunque logica di guerra”. Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, rispondendo al question time della Camera.
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51 minuti fa
Parigi: elezioni palestinesi devono “assolutamente” tenersi
Le elezioni palestinesi previste per
novembre devono “assolutamente” tenersi. Lo ha detto il ministro degli
Esteri francese Jean-Noel Barrot, sottolineando che si tratta di un
impegno assunto dal Presidente dell’Autorità Palestinese. “Queste
elezioni sono previste per il 28 novembre 2026 per le elezioni legislative
e per il primo trimestre del 2027 per le elezioni presidenziali”, ha
ribadito durante una conferenza stampa a margine dell’Assemblea Generale
delle Nazioni Unite. “Devono assolutamente tenersi”, ha dichiarato,
poichè la comunità internazionale teme un rinvio del voto, soprattutto a
causa di difficoltà logistiche.
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57 minuti fa
Iran, Crosetto: “Nessuno sostiene nessuna guerra”
“Nessuno sostiene nessuna guerra”: la “presenza dei nostri militari nell’area poggia su un quadro giuridico chiaro e un percorso parlamentare totalmente trasparente”. Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto, rispondendo al question time alla Camera a un’interrogazione di Angelo Bonelli (Avs) sul ruolo delle forze armate italiane presenti in Arabia Saudita. “Nessuna scorciatoia”, ha proseguito il ministro,
sottolineando che “il confronto col Parlamento non è mai venuto meno,
nè, in nessun caso, sono state limitate prerogative. Stiamo esattamente
facendo ciò che tutti si aspettano da noi – ha detto Crosetto –
difendiamo le compagnie e le navi italiane, difendiamo la pace e siamo
lontani anni luce da qualunque logica di guerra”.
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58 minuti fa
Mladenov: “Piano Board of peace a Gaza va sostenuto per pace duratura”
“Vi prego di sostenere questo piano. Vogliamo costruire qualcosa di nuovo a Gaza, qualcosa di migliore che dia alla pace una possibilità duratura”. Lo ha dichiarato Nickolay Mladenov è l’Alto Rappresentante e direttore generale del Board of Peace per Gaza aprendo la riunione a New York, a margine dlel’81esima Assemblea generale delle Nazioni Unite. “Non siamo vincolati da un calendario o da date. Siamo vincolati dalla verifica. Vogliamo assicurarci che funzioni”, ha detto il diplomatico bulgaro.
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15:58
Idf individua tunnel di 600 metri nella parte centrale della Striscia di Gaza
Gli ingegneri militari israeliani hanno individuato oggi un tunnel nella parte centrale della Striscia di Gaza. Lo ha riferito l’esercito israeliano secondo quanto riporta ‘The Times of Israel’. Secondo l’Idf, il tunnel, lungo 600 metri, si estende dalla parte della Striscia controllata da Israele, oltre la Linea Gialla, fino alla porzione di Gaza sotto il controllo di Hamas. La scoperta è avvenuta nell’ambito delle operazioni dell’esercito volte a eliminare tutte le infrastrutture di Hamas dalla parte della Striscia controllata dall’Idf.
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15:58
Israele, Commissione elettorale esclude Ra’am: atteso reintegro
La Commissione Elettorale Centrale ha votato – con
18 voti a favore, 5 contrari e un astenuto – per escludere dalle elezioni
del 27 ottobre Ra’am, partito islamista guidato da Mansour Abbas.
L’istanza e’ stata presentata dal Likud insieme al partito di estrema
destra Otzma Yehudit e all’organizzazione Choose Life Forum. La decisione
finale tuttavia spetta all’Alta Corte di Giustizia ed e’ probabile che la
annulli. Sebbene presieduta da un giudice della Corte Suprema, la
Commissione e’ composta da rappresentanti dei gruppi parlamentari della
Knesset – dove la coalizione del premier Benjamin Netanyahu detiene la
maggioranza – il che conferisce alle sue decisioni una forte connotazione
politica. In Israele la Legge Fondamentale vieta esplicitamente la
candidatura alla Knesset a chiunque esprima sostegno alla lotta armata
contro di Israele, inciti al razzismo o non riconosca il carattere ebraico
dello Stato. Ma non e’ il caso di Abbas, come ha riconosciuto lo stesso
procuratore generale, Gali Baharav-Miara. Di fronte a sondaggi che non danno nessuno dei due
blocchi con la maggioranza necessaria di 61 seggi per formare un nuovo
governo, la prospettiva di un esecutivo di opposizione sostenuto da Ra’am
(detentore di sei seggi secondo i piu’ recenti sondaggi) e’ diventata un
tema centrale della campagna elettorale. La partecipazione di un partito
arabo-israeliano al governo e’ ancora un tabu’ per la gran parte
dell’elettorato, sebbene nel 2021-2022 Ra’am sia stato cruciale per dare
vita all’esecutivo del ‘cambiamento’ di Bennett-Lapid. Negli ultimi anni
il partito islamista ha via via perso la connotazione e i legami
religiosi, impegnandosi in battaglie sociali ed economiche a favore della
minoranza araba piu’ che politiche per la questione palestinese. Per
cercare di superare l’ostilita’, Abbas ha anche accolto per la prima volta
in lista il deputato ebreo Yoav Segalovitz. Tra i leader dell’opposizione,
Yair Golan dei Democratici ha pubblicamente esortato i colleghi a
collaborare nuovamente con Ra’am, definendolo “un partner valido” per
rovesciare il governo. Bennett, invece, ha respinto la possibilita’ del
ripetersi di quell’esperienza di governo, sottolineando che fara’
“affidamento solo sui partiti sionisti e “i partiti arabi non lo sono”.
Sul tema, il leader dell’opposizione Gadi Eisenkot finora non si e’
esposto chiaramente, limitandosi a indicare una serie di criteri necessari
per allearsi – riconoscere Israele come Stato ebraico e democratico,
sostenere i valori della dichiarazione d’indipendenza ed essere a favore
della leva militare – ma rifiutandosi di dire se Ra’am ci rientri o meno,
con o senza Segalovitz. Il favorito alle urne e’ consapevole dei numeri ma
e’ anche deciso a non alienarsi una parte degli elettori centristi e di
centro-destra che lo hanno spinto finora. Dall’altra parte, Netanyahu e i
suoi alleati soffiano sui timori dell’elettorato, agitando lo spettro
degli arabo-israeliani al governo e cercando parallelamente di fare
squalificare i loro partiti dalle elezioni.
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15:50
Iran, Araghchi: “Conseguenze se Europa aiuta Usa. Rutte servile”
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi,
ha duramente criticato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, per
avere esaltato il contributo europeo agli attacchi americani. “Negli
incontri con Kaja Kallas e altri omologhi europei, ho messo in guardia
sulle gravi conseguenze a lungo termine del facilitare e sostenere i
crimini di guerra israelo-statunitensi, sia a Gaza sia in Iran”, ha
scritto Araghchi su X. “A parte quella grande follia, il segretario
generale della Nato dovrebbe ormai sapere che l’adulazione servile non
soddisfa mai un prepotente”, ha aggiunto a commento delle dichiarazioni di
Rutte. Secondo il segretario generale, l’operazione Epic Fury “non sarebbe
stata possibile” se gli Usa non avessero usato le basi in Europa per fare
decollare oltre 5.000 aerei.
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15:35
Wall Street: apre debole in attesa Trump-Xi e occhi su Iran
Wall Street apre debole con la pausa del rally del
settore tecnologico e il persistere dei rischi macroeconomici. L’indice
S&P 500 segna un -0,08%, il Dow Jones cede lo 0,27% e il Nasdaq 100
arretra dello 0,14%. Gli investitori guardano con attenzione ai colloqui
tra Stati Uniti e Iran mentre il presidente Donald Trump ha definito
“molto costruttivi” gli incontri della vigilia, a margine dell’Assemblea
Onu. C’e’ attesa anche per il colloquio tra Trump e il presidente cinese,
Xi Jinping, in programma domani, che potrebbe portare a nuovi accordi
commerciali. I produttori di chip hanno registrato un leggero calo,
poiche’ una parte del mercato ha realizzato profitti dopo il forte rialzo
di questa settimana, alimentato dal rinnovato entusiasmo per il settore
dell’intelligenza artificiale a seguito delle reazioni positive al lancio
dell’agente Muse di Meta. Broadcom, Micron, Intel e Lam Research hanno
perso tra l’1% e il 2% nel pre-mercato. Nel frattempo, i rendimenti dei
titoli del Tesoro sono rimasti a livelli elevati, poiche’ i prezzi
dell’energia hanno interrotto la loro flessione.
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15:32
Pianificavano uccidere Ben-Gvir, incriminati 2 palestinesi
Due palestinesi della zona di Nablus, nel nord
della Cisgiordania, sono stati incriminati con l’accusa di aver
pianificato “una serie di attacchi terroristici” contro civili e militari
israeliani. Nel mirino, anche il ministro per la Sicurezza Nazionale e
leader di estrema destra, Itamar Ben-Gvir, che i due volevano uccidere. Lo
Shin Bet non ha rivelato l’identita’ dei sospettati ne’ ha specificato
quando siano stati arrestati, limitandosi a sostenere che alla fine del
2023 i sospettati avevano iniziato a promuovere attivita’ militari,
reclutando complici, svolgendo addestramenti, discutendo piani d’attacco e
accumulando fucili d’assalto e munizioni. Nel corso del 2024 avevano
deciso di assassinare il leader di Otzma Yehudit attirandolo con un
attentato o utilizzando un drone esplosivo. A tal fine, avevano anche
tentato di acquistare componenti per droni dalla Cina.
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15:23
Presidente Siria critica attacchi di Israele: “Golan resterà un territorio siriano”
“Il Golan resterà territorio siriano”. Lo ha detto il presidente della Siria Ahmed al-Sharaa intervenendo all’assemblea dell’Onu. Al-Sharaa ha criticato gli attacchi di Israele in Siria e chiesto il ritiro delle forze israleliane.
15:20
Mo, al-Sharaa: “Golan resterà territorio siriano”
“Il Golan resterà un territorio siriano”. Lo ha detto il leader siriano, Ahmad al-Sharaa, nel suo intervento dal podio delle Nazioni Unite. “Verrà fermato qualsiasi tentativo di violare la nostra sovranità. Il Golan resterà un territorio siriano – ha detto al-Sharaa – Qualsiasi tentativo verrà fermato secondo la risoluzione 497 del Consiglio di Sicurezza” delle Nazioni Unite. Una risoluzione “molto chiara”, ha affermato al-Sharaa, ringraziando “tutti i Paesi che rispettano il diritto internazionale”.
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15:18
Onu, diplomatico in sala mentre parla Trump, polemiche in Iran
Sta creando non poche polemiche in Iran la
decisione del ministero degli Esteri di lasciare un diplomatico nella
grande aula dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite mentre parlava
Donald Trump, ieri. Il ministro stesso, Abbas Araghchi, si era alzato ed
era uscito, cosi’ come la sua delegazione, in evidente segno di protesta
per l’attacco americano. Ma un rappresentante del Paese e’ rimasto seduto
nel settore iraniano. E non e’ passato inosservato, soprattutto nei
settori piu’ restii a trattare con gli Stati Uniti. Come i Guardiani della
rivoluzione. A dar voce allo scontento, tra gli altri, e’ stata la
televisione pubblica Irib che in un lungo editoriale del suo sito ha
respinto le argomentazioni del ministero degli Esteri. Il portavoce di
Araghchi, Esmail Baqaei, aveva spiegato cosi’ la decisione: “Il seggio
dell’Iran in un luogo come l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e’ la
nostra roccaforte”. Dunque, aveva sottolineato, i diplomatici devono
monitorare gli sviluppi e mantenere il presidio. “Questa tesi e’
comprensibile dal punto di vista della diplomazia, ma e’ proprio qui che
si puo’ sollevare la critica: non ogni roccaforte e’ necessariamente un
baluardo su cui sedersi”, ha sottolineato Irib. “La presenza attiva
dell’Iran nelle Nazioni Unite e’ essenziale; e’ necessario partecipare a
riunioni, consultare i paesi, monitorare le posizioni degli Stati Uniti e
trasmettere la narrazione iraniana al mondo. Ma essere alle Nazioni Unite
e stare in sala quando il paese e’ minacciato di distruzione sono due cose
diverse”, ha sottolineato. “A volte una sedia vuota e’ la risposta
diplomatica piu’ chiara”, ha avvertito. Nel mirino sembra esserci proprio
Araghchi, cosi’ come il presidente Massoud Pezeshkian, criticati neppure
tanto velatamente anche in un altro editoriale dell’agenzia Fars, vicina
ai Pasdaran. La questione principale nel viaggio del presidente
Massoud Pezeshkian e del ministro degli Esteri Abbas Araghchi all’Onu non
e’ se l’Iran negoziera’ o meno con gli Stati Uniti, bensi’ quale sia
l’approccio iraniano nei confronti degli Stati Uniti, qualunque sia il
quadro di riferimento”, ha scritto la Fars. “Che vi siano o meno
negoziati, cio’ che conta e’ la posizione e il messaggio che l’Iran
intende trasmettere, direttamente o indirettamente, a Washington. Se la
posizione iraniana e’ fondata su ‘forza’ e ‘rivendicazione dei propri
diritti e dei risarcimenti dovuti’, allora non c’e’ nulla da temere dal
negoziato o dalla trasmissione di messaggi”, si sottolinea
nell’editoriale, “se invece la posizione dei diplomatici iraniani e’
percepita come debole, sia che si negozi sia che non si negozi, la
controparte cogliera’ quel segnale di debolezza e il Paese ne subira’ le
conseguenze”. Dunque, e’ la conclusione, “il successo della visita dei
dirigenti iraniani alle Nazioni Unite non dovrebbe essere misurato dalla
somiglianza del loro linguaggio a quello dei diplomatici occidentali,
bensi’ dalla capacita’ di preservare l’indipendenza del Paese”.
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15:16
Il petrolio riprende quota a New York, a 91,17 dollari
Il petrolio riprende quota a New York: il Wti, il riferimento americano, sale dello 0,72%, a 91,17 dollari, mentre il Brent, il benchmark internazionale, segna un rialzo dell’1,25%, riportandosi sopra quota 100, a 100,49 dollari.
15:03
Iran, parlamentare: “Incontro Trump-Pezeshkian? Penso ci sarà”
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian incontrerà Donald Trump a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. Ne è convinto il parlamentare iraniano Ahmad Bakhshayesh Ardestani. “Penso l’incontro tra i due presidenti ci sarà”, ha detto in un’intervista pubblicata oggi dal sito di notizie Didban nel giorno dell’intervento di Pezeshkian.
Colloqui di diverse ore tra rappresentanti di Usa e Iran, con la mediazione del Qatar, si sono già tenuti ieri a New York. Trump ha parlato di un “incontro molto produttivo” che ha visto coinvolti Steve Witkoff e Jared Kushner con interlocutori iraniani. A rappresentare Teheran c’era, secondo i media iraniani, il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi.
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14:59
Egitto: “Nucleare iraniano va affrontato con politica e diplomazia”
Sulla questione nucleare iraniana l’Egitto ritiene che si debba “continuare a sostenere gli sforzi volti a contenere l’escalation, privilegiando soluzioni politiche e diplomatiche”. Lo ha detto il ministro egiziano Badr Abdelatty durante un colloquio con il direttore generale dell’Aiea Rafael Grossi, ora anche candidato al vertice dell’Onu. In proposito Abdelatty ha auspicato “il rafforzamento del ruolo delle Nazioni Unite nel sostenere gli sforzi per la risoluzione pacifica dei conflitti e di intensificare l’impegno internazionale per la de-escalation e la gestione delle crisi”. Parlando a margine della sessione di alto livello dell’81/a Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, il ministro egiziano e Grossi hanno espresso soddisfazione per lo stretto coordinamento tra l’Egitto e l’Aiea, sottolineando come “questo partenariato testimoni un impegno comune a sostegno degli usi pacifici dell’energia nucleare e del rafforzamento del regime di non proliferazione nucleare”. Si è parlato anche della settima sessione della Conferenza delle Nazioni Unite sulla creazione di una zona libera da armi nucleari e altre armi di distruzione di massa in Medio Oriente, prevista a New York per il prossimo mese di novembre, un appuntamento che – è stato detto – “sosterrà gli sforzi volti a garantire l’universalità del Trattato di non proliferazione nucleare in Medio Oriente e a sottoporre tutti gli impianti e le attività nucleari della regione al sistema di garanzie generalizzate dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica”.
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14:43
Iran, Ukmto: “Petroliera attaccata a Hormuz, 2 feriti”
L’Agenzia britannica per le operazioni marittime (Ukmto) ha riferito che una petroliera è stata colpita da un proiettile non identificato nello Stretto di Hormuz. Secondo l’agenzia, l’impatto ha provocato un incendio e due membri dell’equipaggio sono rimasti feriti. L’ufficiale addetto alla sicurezza della petroliera ha riferito che tutti i membri dell’equipaggio sono stati evacuati.
14:33
Iran: “Contatti con Usa attraverso Qatar. Ribadite richieste”
L’Iran è in contatto con gli Stati Uniti attraverso il Qatar e ha ribadito a Washington le sue richieste per la fine della guerra. “Il confronto con gli Stati Uniti è avvenuto tramite un mediatore qatariota”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, a quanto riferito dalla televisione pubblica di Teheran. “Sono state trasmesse le condizioni dell’Iran, tra cui: la fine della guerra su tutti i fronti, la cessazione dell’aggressione statunitense, l’interruzione del blocco marittimo e della guerra economica, nonchè lo sblocco e la restituzione dei beni iraniani congelati”, ha detto. L’Iran ha dunque respinto i sospetti di avere
abbandonato le precedenti condizioni per la riapertura dello stretto di
Hormuz durante i colloqui a sorpresa di ieri, a New York, tra il ministro
degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi, e gli inviati di Donald Trump
Steve Witkoff e Jared Kushner, mediati appunto dal Qatar. Trump era stato
positivo sui colloqui e ha suggerito che nuovi incontri potrebbero essere
fissati a breve. L’Iran ha fissato sette condizioni per tornare ai
negoziati e ieri ha assicurato che, se soddisfatte, lo stretto di Hormuz
potrebbe essere riaperto entro sette giorni. È probabile che gli Stati
Uniti e gli Stati del Golfo siano costretti ad accettare che le navi
entrino nello stretto lungo un corridoio sotto controllo iraniano.
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14:26
Axios: Board Peace presenterà piano Gaza da 2,45 mld
Il Board of Peace promosso dal presidente Usa
Donald Trump si appresta a presentare un piano di ricostruzione per Gaza
della durata di sei mesi e del valore di 2,45 miliardi di dollari. Lo ha
rivelato il giornalista di Axios, Barak Ravid, precisando che la proposta
da 66 progetti offre una tabella di marcia dettagliata dei primi mesi di
ricostruzione e governance della Striscia. Secondo una copia del documento
ottenuta da Axios, il piano prevede spese per alloggi temporanei,
rimozione delle macerie, riparazione degli ospedali, ripresa economica e
dispiegamento di una forza di sicurezza multinazionale. Tuttavia, perche’
funzioni, il progetto ha bisogno della cooperazione sia di Israele che di
Hamas.
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14:24
Iran, Rutte: “Da febbraio 5mila aerei da basi europee per Epic Fury”
“Si potrebbe sostenere che sarebbe stato impossibile portare a termine l’operazione ‘Epic Fury’ senza l’Europa come piattaforma di proiezione di potenza per gli Stati Uniti. Dal 28 febbraio di quest’anno, 5.000 aerei sono decollati dalle basi europee a sostegno dell’operazione “Epic Fury”. Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato Mark Rutte nel corso al “The Chicago Council on global affairs”. Epic Fury è il nome dell’operazione militare lanciata dagli Stati Uniti contro l’Iran il 28 febbraio 2026, dopo il fallimento dei negoziati sul programma nucleare iraniano. E’ stata la più grande campagna aerea americana in Medio Oriente dai tempi dell’Iraq 2003, con migliaia di obiettivi colpiti nelle prime settimane.
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14:14
Idf demolisce strutture palestinesi in zona Masafer Yatta
L’esercito israeliano ha iniziato a demolire
decine di strutture residenziali e agricole a Khirbet Jenbah, nell’area di
Masafer Yatta, a sud di Hebron, in Cisgiordania, dove risiedono circa 300
persone. Secondo l’organizzazione israeliana B’Tselem, complessivamente,
sono state abbattute 24 strutture residenziali, 16 strutture agricole, 16
pannelli solari e 14 serbatoi d’acqua. Le demolizioni hanno lasciato senza
casa circa 180 persone, tra cui circa 85 bambini, e una persona è stata
arrestata. Quella odierna a Khirbet Jenbah è la terza operazione di
demolizione su larga scala condotta da Israele ai danni di comunità
palestinesi nell’area di Masafer Yatta nelle ultime tre settimane, ha
ricordato B’Tselem, facendo riferimento alle demolizioni dello scorso 2 e
8 settembre rispettivamente a Khirbet a-Taban e Khirbet al-Fakhit.
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14:11
Borsa: Europa peggiora col petrolio in crescita. A Milano (-0,44%) vendite su Unipol
Le Borse europee peggiorano e Milano cede lo 0,44% sulla scia del cambio di rotta del petrolio. Il Brent è risalito a 100 dollari e il Wti punta verso i 91 dollari al barile contribuendo a far girare in calo tutti i futures Usa, Nasdaq compreso. Francoforte perde lo 0,75% e Parigi lo 0,32%. Londra limita il ribasso allo 0,17%. A Piazza Affari le vendite pesano su Unipol (-2,45%). Risale invece il petrolifero Eni (+0,86%) e si colloca sul podio dietro a Ferrari (+1,19%) e Moncler (+1%). In linea col listino si muove Pirelli (-0,33%) che non beneficia dell’annuncio di 1 miliardo di investimenti negli Usa né del rafforzamento di Tronchetti Provera nell’azionariato.
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14:06
Iran, Ukmto: in fiamme nave colpita a Hormuz. Due feriti
Una nave da carico è stata colpita nello Stretto
di Hormuz da un proiettile ed è in fiamme. Lo ha reso noto l’agenzia di
sicurezza marittima britannica Ukmto. A quanto riferito dal comandante, i
membri dell’equipaggio sono stati trasferiti e tra loro ci sono due
feriti. La nave è alla deriva.
14:02
Berlino: “Bene colloqui con l’Iran, la guerra finisca il prima possibile”
“Vediamo positivamente che ci siano dei colloqui con l’Iran”. Lo ha detto Stefan Kornelius, portavoce del cancelliere tedesco Friedrich Merz, in conferenza stampa a Berlino. Il governo tedesco auspica “una soluzione diplomatica”, ha affermato. Il portavoce ha sottolineato che il conflitto “ha un enorme rilievo” per la Germania e “deve finire il prima possibile”. “Accompagneremo il percorso”, ha aggiunto, ribadendo che i disturbi nello stretto di Hormuz “mettono a rischio il benessere e la sicurezza di tutti”.
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13:54
Iran: numerosi voli compagnie iraniane cancellati dopo sanzioni Usa ma aereo Mahan Air arrivato in Cina
Le principali compagnie aeree iraniane sono state costrette oggi a cancellare i voli internazionali, nel primo giorno dell’entrata in vigore di nuove sanzioni statunitensi, il cui impatto resta difficile da valutare. Ma non tutti gli aerei rimasti a terra. Un aereo della compagnia Mahan Air, una delle due principali compagnie iraniane a operare collegamenti internazionali, è atterrato intorno alle 8.40 Gmt in Cina. Ieri infatti Pechino aveva respinto le minacce degli Stati Uniti di imporre sanzioni a chiunque mantenesse rapporti con il settore dell’aviazione iraniano, definendo queste misure “unilaterali e illegali”.
Con queste nuove sanzioni, senza precedenti, gli Stati Uniti intendono aumentare ulteriormente la pressione economica su Teheran. All’inizio di settembre, Washington aveva inserito nella lista nera l’intero settore dell’aviazione iraniana, con l’obiettivo di paralizzare le compagnie aeree iraniane “in tutto il mondo”. Le sanzioni hanno già prodotto alcuni effetti. Ieri Mahan Air ha annunciato la sospensione di tutti i suoi voli verso la vicina Turchia, su richiesta delle autorità turche. E oggi un’importante agenzia di viaggi di Teheran ha dichiarato all’Afp che i voli verso Baghdad (Iraq), Mascate (Oman), Qatar, Georgia e Azerbaigian erano sospesi e che non veniva venduto alcun biglietto. “La situazione è instabile e al momento non vendiamo più biglietti per timore di cancellazioni”, sottolinea all’Afp un agente di viaggio.
L’Iran conta complessivamente 27 compagnie aeree, ma la maggior parte effettua esclusivamente collegamenti interni. Le due principali, la compagnia di bandiera Iran Air e la privata Mahan Air, effettuano normalmente la maggior parte dei collegamenti con l’estero, principalmente verso i Paesi confinanti, ma anche verso Russia e Cina. Iran Air ha dichiarato in un comunicato diffuso prima dell’entrata in vigore delle sanzioni di non aver ricevuto, dal canto suo, alcuna istruzione ufficiale da parte di Turchia, Azerbaigian o Iraq che le vietasse di servire questi Paesi confinanti con l’Iran.
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13:39
Ministero Salute Gaza: dal 7 ottobre bilancio vittime a Gaza sale a 73.922
Il bilancio delle vittime nella guerra di Israele contro Gaza, dal 7 ottobre 2023 in poi, è salito a 73.922 morti e 174.995 feriti. Emerge dai dati diffusi dal ministero della Salute di Gaza. I corpi di tre persone uccise in attacchi israeliani sono arrivati negli ospedali di Gaza nelle ultime 24 ore e altre 18 persone sono rimaste ferite. Il bilancio delle vittime registrate dopo il cessate il fuoco di ottobre è di 1.402 morti e 4.881 feriti.
13:33
Yemen: tv Houthi, 10 morti e 14 feriti in raid sauditi su 2 regioni
Dieci persone sono morte e 14 sono rimaste ferite in attacchi aerei sauditi che hanno colpito nelle ultime 24 ore le regioni di Taiz e al-Jawf, in Yemen. E’ quanto affermano media legati agli Houthi. Secondo la tv al-Masirah, “otto civili sono rimasti uccisi e 11 feriti a Taiz”, mentre altri “due civili sono stati uccisi e tre sono rimasti feriti ad al-Jawf”.
13:04
Ambasciatore iraniano a Mosca: “Saranno Teheran e Mascate a decidere nuovo status Hormuz'”
Gli Stati Uniti dovranno accettare il nuovo status giuridico dello Stretto di Hormuz, da decidere tra Iran e Oman, se intendono continuare a transitare attraverso il canale. Lo ha detto l’ambasciatore iraniano in Russia Kazem Jalali, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa iraniana Isna. La dichiarazione giunge dopo l’incontro tra funzionari statunitensi e iraniani tenutosi ieri sera all’Assemblea
12:56
Houthi: intervento Usa nello stretto di Bab el-Mandeb sarebbe linea rossa
Un intervento americano nello stretto di Bab el Mandeb sarebbe considerato dagli Houthi una “linea rossa”. Lo ha detto il consigliere militare del gruppo yemenita, Abed Mohammed al-Thawr, all’Afp. Se gli Stati Uniti “osassero sostenere l’Arabia saudita con raid o appoggio aereo, considereremmo come obiettivi tutti gli interessi americani nella regione”, ha aggiunto al-Thawr, consigliere del ministro della Difesa dell’autoproclamato governo degli Houthi.
12:52
Macron: “Rischi per Hormuz sono stati sottostimati, ora dobbiamo risolvere crisi”
Al momento di lanciare la guerra contro l’Iran la situazione dello stretto di Hormuz “è stata probabilmente sottostimata, e oggi dobbiamo risolvere la questione”. Così Emmanuel Macron, in un’intervista concessa a Abcnews mentre il presidente francese è a New York per l’Assemblea Generale dell’Onu, ribadisce come il suo “principale obiettivo” dell’incontro di lunedì scorso con Donald Trump è stato “trovare il giusto accordo” per riaprire il più importante nodo energetico globale, la cui chiusura sta provocando l’impennata dei prezzi del carburante in tutto il mondo.
Macron ha sottolineato che quando la guerra è scoppiata, lo scorso febbraio, “il regime iraniano ha scoperto di avere questa carta in mano”, appunto la chiusura di Hormuz. Ed alla domanda se quindi questa era stata una cosa che Donald Trump non aveva valutato, ha risposto: “non sono qui per dare responsabilità a nessuno, siamo nella situazione in cui siamo. E penso che gli Usa, il suo Paese, è quello che può risolvere la crisi, ed abbiamo bisogno di voi”.
Riguardo alla possibilità che la Francia possa partecipare ad un’azione militare per riaprire lo stretto, l’inquilino dell’Eliseo ha risposto: “io non voglio avviare un confronto militare con nessun Paese, ma siamo pronti ad essere più coinvolti per proteggere alcune capacità per rendere il transito possibile, questo sì”. Ha poi ha difeso la sua decsione di non partecipare al conflitto con l’Iran: “avere un cambio di regime con le bombe non è qualcosa che io ritengo fattibile, per me non è una buona opzione, perché non funziona. Ed abbiamo fatto questo errore molte volte nei decenni scorsi”. E poi ha concluso con un affondo a Trump e alle sue critiche per il mancato aiuto da parte degli alleati con l’Iran: “ma quando vuoi dialogare con le persone devi fare le strategie con loro e chiedere prima di avviare la guerra”.
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12:49
Houthi: “Se Usa intervengono colpiremo loro interessi in area”
Gli Houthi colpiranno gli intessi americani nella regione se Washington decidesse di intervenire in sostegno dell’Arabia Saudita o a protezione dello stretto di Bab el-Mandeb. La minaccia è arrivata dal consigliere militare della milizia sciita. Se gli Stati Uniti “osassero sostenere l’Arabia Saudita con attacchi o supporto aereo, considereremmo tutti gli interessi americani intorno a noi come obiettivi”, ha avvertito Abed Mohammed al-Thawr, consigliere del ministro della Difesa nel governo autoproclamato Houthi. Un intervento statunitense nello Stretto di Bab el-Mandeb sarebbe una “linea rossa”.
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11:36
Netanyahu: ucciso capo finanze Hamas in raid sud Gaza
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu, insieme al ministro della Difesa Israel Katz, ha annunciato l’uccisione in un raid vicino Khan Younis, nel sud di Gaza, di Mohammed Abu Alwan, capo del dipartimento finanziario di Hamas. “Continuiamo a dare la caccia ai comandanti e agli operativi di Hamas, a colpire le sue fonti di finanziamento e a distruggere le sue infrastrutture terroristiche. Non permetteremo ad Hamas di ricostruire la propria forza e non ci fermeremo finché Hamas non sarà più presente a Gaza”, hanno affermato Netanyahu e Katz.
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11:36
Araghchi critica Barrot: “Inaccettabile posizione Francia su aggressione israelo-americana”
La posizione della Francia nei confronti dell’Iran, in particolare quella relativa all’aggressione militare statunitense e israeliana, “è inaccettabile”. Lo ha detto in una dichiarazione pubblicata su Telegram il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, dopo il colloquio avuto con il suo omologo francese, Jean-Noel Barrot, a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Araghchi ha criticato le posizioni “interventiste” della Francia nei confronti dell’Iran e ha esortato l’ambasciata francese a rispettare le leggi e i regolamenti nazionali.
Riferendosi a quelli che ha definito i “doppi standard” della Francia in materia di diritti umani, Araghchi ha affermato che Parigi non può dichiararsi preoccupata per i diritti umani rimanendo in silenzio sui “crimini contro l’umanità” commessi dagli Stati Uniti e da Israele contro il popolo iraniano. In precedenza, il presidente Macron aveva dichiarato ai media statunitensi di non voler “entrare in conflitto con nessun Paese, ma siamo pronti a un maggiore impegno per proteggere il transito nello Stretto di Hormuz”.
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11:32
Media: il Board of peace presenta piano per Gaza, interventi per 2,4 miliardi
Il Board of Peace di Trump presenterà oggi, durante una riunione degli Stati membri, un piano per la ricostruzione iniziale di Gaza del valore di 2,45 miliardi di dollari e della durata di sei mesi. Lo scrive Barak Ravid su Axios e il canale israeliano N12. La proposta, che comprende 66 progetti, è una delle tabelle di marcia più complete finora elaborate per la ricostruzione della Gaza postbellica. Secondo una copia del piano di News 12, il documento include spese previste per alloggi temporanei, rimozione delle macerie, riabilitazione degli ospedali, ripresa economica e dispiegamento di una forza di sicurezza multinazionale.
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11:29
Iran: media, cancellati voli verso Iraq, Oman e Azerbaigian
L’Iran è stato costretto a cancellare voli internazionali verso Oman, Iraq e Azerbaigian a causa delle minacciate sanzioni Usa. Lo riferisce Al Jazeera citando l’Autorità per l’Aviazione Civile, secondo la quale a partire da stamattina Iraq e Oman non
accoglieranno più voli provenienti dalla Repubblica islamica. Secondo il portavoce dell’Autorità, Majid Akhavan, citato dall’Isna, Teheran sta lavorando per reindirizzare i voli verso l’Iraq attraverso un altro aeroporto. Sono stati sospesi con effetto immediato anche i voli delle compagnie aeree iraniane verso il vicino Azerbaigian, come ha riferito il quotidiano Shargh citando la Azerbaijan Airlines.
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08:46
Houthi, abbattuto un drone da ricognizione vicino a Mocha
Le forze Houthi dello Yemen affermano di aver abbattuto un drone da ricognizione mentre conduceva “missioni ostili” nei pressi di Mocha, nella provincia di Taiz. Lo ha riferito il portavoce militare degli Houthi, Yahya Saree, in una breve dichiarazione citata da Al Jazeera.
07:54
Il Qatar condanna “il rifiuto israeliano del piano per Gaza”
Il premier e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, ha condannato il rifiuto da parte di Israele della roadmap per completare l’attuazione del piano volto a porre fine al conflitto nella Striscia di Gaza. Lo ha detto durante un incontro a porte chiuse tra capi di Stato e di governo convocato a New York, a margine dell’81esima sessione dell’Assemblea generale dell’Onu, dal presidente francese Emmanuel Macron, dal premier britannico Andy Burnham e dal primo ministro canadese Mark Carney. Lo riporta Al Jazeera. Secondo il ministero degli Esteri del Qatar, Al Thani ha sottolineato la necessità che la comunità internazionale “adempia alle proprie responsabilità” e faccia pressione su Israele affinché rispetti gli obblighi previsti dall’accordo sul cessate il fuoco a Gaza e ponga fine alle violazioni dei diritti dei palestinesi. L’obiettivo, ha aggiunto, è completare la roadmap e arrivare a pace e stabilità nella Striscia. Il premier qatariota ha inoltre ribadito il sostegno di Doha alla causa palestinese e al diritto dei palestinesi a uno Stato indipendente entro i confini del 1967, con Gerusalemme Est capitale, sulla base delle risoluzioni internazionali e della soluzione dei due Stati.
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07:14
Teheran: “Pronti a infliggere ad aggressori colpi devastanti e imprevedibili”
Lo Stato Maggiore delle Forze Armate iraniane e il Quartier Generale Centrale Khatam al-Anbiya – la più alta unità di comando operativo della Repubblica Islamica – hanno avvertito che il Paese infliggerà agli aggressori colpi “ancora più duri, devastanti e imprevedibili”, in risposta alle più recenti minacce del presidente statunitense Donald Trump. La notizia è riportata su Telegram dall’iraniana Press Tv.
