Una società formalmente registrata in Romania, ma secondo gli accertamenti gestita e diretta nel Goriziano. È da questo presunto meccanismo di esterovestizione che la Guardia di finanza di Gorizia ha ricostruito un sistema che avrebbe consentito di occultare al Fisco italiano oltre un milione di euro di redditi, evadere più di 200mila euro di Iva e non versare circa 80mila euro di ritenute.



    Al centro dell’indagine c’è una società attiva nel supporto alla produzione vegetale e impiegata nel settore vitivinicolo. Secondo quanto emerso dalle verifiche delle Fiamme gialle, l’impresa avrebbe utilizzato la propria formale collocazione in Romania per fatturare alle aziende vitivinicole locali servizi di manodopera senza applicare l’Iva, presentandosi come una società comunitaria.

    Dietro la struttura societaria, però, la gestione effettiva sarebbe avvenuta in provincia di Gorizia. Anche i movimenti finanziari, nonostante i conti correnti fossero aperti in Romania, sarebbero avvenuti interamente in Italia.

    Gli accertamenti hanno inoltre portato alla luce la posizione di 107 lavoratori, tutti residenti in Romania e impiegati nelle campagne. Per la maggior parte di loro, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, non risultava alcuna iscrizione al sistema contributivo rumeno e non erano state effettuate le comunicazioni obbligatorie previste per il distacco dei lavoratori all’estero.



    Sul fronte delle condizioni di impiego, la Guardia di finanza contesta una situazione di forte irregolarità. Gli operai sarebbero stati impiegati senza una regolare posizione lavorativa e, in alcuni casi, avrebbero ricevuto meno di 3 euro netti per ogni ora di lavoro, una cifra indicata dagli investigatori come nettamente inferiore a quella prevista dal Contratto collettivo nazionale dell’agricoltura. È proprio questo aspetto che si inserisce nel più ampio quadro investigativo sul possibile sfruttamento della manodopera.

    L’indagine fiscale nasce infatti da un precedente filone investigativo, denominato “Caravelle”, avviato nel 2023 dal Gruppo della Guardia di finanza di Gorizia sotto il coordinamento della Procura. Quell’inchiesta aveva portato alla luce un’organizzazione attiva nelle campagne tra le province di Gorizia e Udine, accusata di gestire numerosi braccianti impegnati nella manutenzione dei vigneti e sottoposti, secondo l’accusa, a condizioni di grave sfruttamento.



    Nel febbraio 2023 erano stati arrestati quattro presunti responsabili del sodalizio, tre cittadini rumeni e uno moldavo. Per loro è successivamente arrivato il rinvio a giudizio con l’accusa di caporalato. Il processo è attualmente nella fase dibattimentale davanti al Tribunale di Gorizia.

    Terminata la parte delle indagini penali, i finanzieri hanno concentrato l’attenzione sugli aspetti fiscali e societari, arrivando a ricostruire le posizioni relative agli anni compresi tra il 2019 e il 2023. Il risultato degli accertamenti parla di oltre un milione di euro di reddito imponibile non dichiarato, più di 200mila euro di Iva evasa e circa 80mila euro di ritenute non versate.

    L’amministratore della società è stato denunciato alla Procura della Repubblica e dovrà rispondere anche dell’ipotesi di omessa presentazione delle dichiarazioni dei redditi e dell’Iva, avendo, secondo gli investigatori, superato le soglie previste dalla normativa tributaria. L’impresa è stata inoltre segnalata all’Ispettorato del lavoro per l’applicazione delle sanzioni relative all’impiego di lavoratori irregolari.

    Determinante, nell’attività investigativa, si è rivelata anche la collaborazione con gli organi di controllo rumeni, che ha consentito di verificare la posizione della società e dei lavoratori coinvolti e di ricostruire i rapporti tra la struttura formalmente operante in Romania e l’attività effettivamente svolta in Italia.

    La Guardia di finanza sottolinea come l’operazione si inserisca nell’attività di contrasto alle frodi fiscali, all’evasione dell’Iva e delle imposte dirette e ai sistemi di interposizione illecita della manodopera, soprattutto quando questi fenomeni si intrecciano con lo sfruttamento dei lavoratori.

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