Un piccolo frammento di argilla, risalente all’Età del Bronzo, è stato ritrovato in Turchia nei pressi del villaggio di Boğazkale, nella provincia di Çorum, a circa 208 km a est di Ankara. Si tratta di una delle copie in lingua accadica del Trattato di pace di Kadesh, il patto siglato nel 1269 a.C. fa tra il re ittita Hattusili III e il faraone egizio Ramses II.
Il ritrovamento è stato comunicato dal Ministero della Cultura e del Turismo turco lo scorso 21 settembre, in occasione della Giornata Internazionale della Pace. «Abbiamo trovato tracce di pace risalenti a migliaia di anni fa nel suolo dell’Anatolia», ha dichiarato il ministro della Cultura Mehmet Nuri Ersoy in un comunicato diffuso sui social media.
Il frammento, poco più grande di una scatola di fiammiferi, ha richiesto quasi un anno agli archeologi per essere identificato. È scritto in lingua accadica, la lingua franca diplomatica di tutto il Vicino Oriente. Secondo gli studiosi, il frammento proverrebbe da Hattusa, l’antica capitale ittita inserita dall’UNESCO tra i patrimoni mondiali dell’umanità, nonché uno dei principali centri di potere all’epoca.

Cosa dice il Trattato di Kadesh
Il Trattato di Kadesh è il primo trattato di pace internazionale registrato nella storia dell’umanità ed è per questo considerato il fondamento della diplomazia internazionale. Le sue origini risalgono a una lunga lotta per il controllo della Siria, che incluse la battaglia di Kadesh intorno al 1274 a.C., la quale non portò a una vittoria decisiva per nessuno dei due imperi. Ad oggi una copia è conservata anche nella sede delle Nazioni Unite di New York. Tuttavia, i due re firmatari (Hattusili III e Ramses II) non si incontrarono mai di persona. Il documento originale fu inciso su una tavoletta d’argento, consegnata a Ramses II da emissari ittiti dopo anni di negoziati tramite intermediari. Ad oggi quella tavoletta d’argento è andata perduta, probabilmente fusa successivamente. Il frammento rappresenta quindi una copia di quel documento, che gli egizi decisero persino di sulle pareti in pietra del Tempio di Karnak, vicino a Luxor, e nel tempio funerario di Ramses II a Tebe.
Secondo la datazione più accreditata, il trattato fu ratificato nel 21° anno del regno di Ramses II, intorno al 1259-1258 a.C., rimanendo in vigore per quasi un secolo, fino al crollo dell’Impero ittita intorno al 1180 a.C. Il trattato includeva clausole di non aggressione reciproca, di assistenza militare reciproca contro terzi e disposizioni sul trattamento di fuggitivi e rifugiati, tra cui il divieto di distruggere le loro case. Il testo si concludeva poi con l’invocazione delle divinità di ciascun regno, a garanzia dell’accordo, oltre ad un’esplicita minaccia di distruzione per la parte che lo avesse violato.
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