Quando la maggior parte dei giocatori della Croazia aveva già lasciato il campo per rientrare negli spogliatoi, Luka Modrić non aveva ancora nessuna voglia di smettere.

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    A Rujevica, al termine dell’allenamento, il centrocampista è rimasto da solo sul terreno secondario. Non per svolgere un lavoro supplementare programmato, ma semplicemente per continuare a giocare con il pallone.

    La Federcalcio croata ha raccontato l’episodio sul proprio sito ufficiale, trasformandolo quasi in un piccolo ritratto del rapporto che Modrić continua ad avere con il calcio anche dopo i 41 anni.

    Sucic

    Tutto è cominciato quando Luka ha notato un’apertura in un muro di sostegno, grande appena quanto un pallone. Da lì è nata immediatamente una sfida.

    Modric

    Getty Images

    Si è allontanato di qualche metro e ha cominciato a calciare.

    Un tentativo, poi un altro. E un altro ancora.

    Modrić non ha smesso finché il pallone non ha trovato la traiettoria perfetta ed è finito esattamente dentro quel piccolo foro.

    Ma la storia non è finita lì.

    Poco dopo sono arrivati anche Mateo Kovačić e Petar Sučić, che hanno deciso di unirsi alla sfida.

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    Kovačić ha centrato il bersaglio addirittura al secondo tentativo, scatenando gli applausi sinceri di Modrić. Ma quel colpo ha avuto anche un altro effetto: ha acceso ancora di più la competitività del capitano croato.

    A quel punto il gioco è diventato una vera gara.

    I tre hanno continuato a calciare finché tutti non sono riusciti a centrare il buco per due volte, nonostante l’orario della partenza dell’autobus verso l’hotel e quello della cena si facessero sempre più vicini.

    La Federazione ha scherzato sul finale: «Per fortuna Mateo non ha continuato a tirare».

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