Roma, 25 settembre 2025 – Quattro nostri militari sono rimasti feriti da colpi d’arma da fuoco durante un addestramento Nato in Lettonia. Erano a bordo di un blindato, quando sono stati raggiunti da una raffica di mitragliatrice automatizzata installata su un secondo corazzato italiano, un Dardo. Si sarebbe trattato di un incidente.
Dei quattro feriti, appartenenti all’11esimo Reggimento Bersaglieri, uno è in condizioni più serie. Gli altri hanno già potuto parlare con le proprie famiglie. Tutti sono stati immediatamente soccorsi e trasferiti in una struttura sanitaria di Riga, dove sono attualmente sottoposti alle cure e agli accertamenti necessari: nessuno di loro risulta, al momento, in pericolo di vita.
“Sono state immediatamente avviate tutte le verifiche necessarie per accertare le cause e ricostruire la dinamica dell’accaduto. I familiari sono stati informati”, ha fatto sapere il ministero della Difesa.
I militari italiani coinvolti sono impegnati nella missione Nato Forward land forces. Segue la vicenda il ministro Guido Crosetto, in contatto con il capo di Stato maggiore della Difesa, Luciano Portolano, e con il Comandante del Covi, Giovanni Maria Iannucci.
“Il ministro, i vertici militari e la Difesa – si legge in una nota – sono vicini ai propri commilitoni feriti ed alle loro famiglie con l’augurio di una pronta guarigione”.
Le indagini dovranno ricostruire la dinamica di quanto è accaduto ed eventuali errori umani, in particolare perché il veicolo ‘Dardo’ da combattimento – cingolato in dotazione ai reparti della fanteria pesante dell’Esercito italiano dal 2002 – non è automatizzato, dunque richiede la presenza fisica e il controllo diretto da parte di un equipaggio umano per svolgere le sue funzioni principali, così come la mitragliatrice coassiale da 7,62 millimetri (quella da cui potrebbero essere stati esplosa accidentalmente la raffica di colpi), oltre ad avere poi un cannone automatico.
Il precedente in Friuli
Lo scorso giugno, durante un’esercitazione degli Alpini in Friuli, la mitragliatrice piazzata sulla torretta di un blindato Lince aveva iniziato ad esplodere raffiche senza input dalla console. I colpi avevano raggiunto un altro Lince. Grazie alla telecamera Go Pro nell’elmetto del militare a bordo fu escluso l’errore umano e ipotizzato un malfunzionamento della torretta. L’esercito ha disposto, in via precauzionale, il divieto dell’uso di questo tipo di corazzati sia sul territorio nazionale e internazionale, fino al completamento degli accertamenti tecnici.
