Foto: Radio Prvi

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    Un El Niño molto intenso entro la fine dell’anno. È lo scenario che, secondo il segretario generale dell’Ocse Mathias Cormann, ha una probabilità del 95 per cento di verificarsi, con possibili pesanti conseguenze sull’agricoltura mondiale.

    L’allarme arriva mentre i prezzi dei prodotti alimentari e agricoli sono già sotto pressione, anche a causa del conflitto in Medio Oriente. A questo si aggiunge il caldo estremo registrato durante l’estate nell’emisfero settentrionale, che ha già danneggiato alcune coltivazioni di cereali.

    Secondo Cormann e il capo economista dell’Ocse Stefano Scarpetta, i mercati stanno iniziando a incorporare nelle loro aspettative il rischio di un El Niño particolarmente intenso, con una conseguente accelerazione dei prezzi dei future alimentari rispetto alle stime di giugno.

    Le aree considerate più esposte sono l’Africa meridionale, il Sud-est asiatico e l’America Centrale, dove un fenomeno molto intenso potrebbe compromettere ulteriormente i raccolti.
    A pagare il prezzo più alto, avverte l’Ocse, sarebbero soprattutto le famiglie più povere e i Paesi a basso reddito, con nuove difficoltà nell’accesso al cibo. E gli effetti potrebbero estendersi anche ai mercati dell’energia.

    Per questo l’organizzazione sollecita una maggiore cooperazione internazionale, in vista di uno scenario climatico che potrebbe aggiungere nuove pressioni a un sistema alimentare già sotto stress.

    Davide Fifaco

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