Foto: Monumento alla pace di Cerje

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    Il messaggio che arriva da Cerje, nell’Isontino, è quello di una pace da custodire, ma anche da difendere attraverso la memoria e la consapevolezza del passato. Al Raduno nazionale sloveno per la pace hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni, delle organizzazioni dei veterani e delle associazioni patriottiche. A prendere la parola è stato il ministro della Difesa Valentin Hajdinjak, che ha sottolineato l’importanza di rafforzare la capacità di difesa del Paese. “Non rafforziamo la difesa perché vogliamo la guerra, ma perché sappiamo quanto vale la pace” ha affermato. Il ministro ha raccontato della sua recente visita in Ucraina, dove ha potuto vedere da vicino le conseguenze del conflitto. Ha poi sottolineato come anche il Litorale sloveno conosca bene il significato della perdita della pace e della libertà, come le minacce alla lingua e all’identità, un’esperienza legata anche alla storia di figure come il poeta Srečko Kosovel. A intervenire sono stati anche il sindaco di Miren-Kostanjevica Mauricij Humar e il presidente dell’associazione TIGR Gorazd Humar. Quest’ultimo ha evidenziato l’importanza della memoria storica per ogni popolo, anche come elemento di costruzione dell’orgoglio nazionale e del senso di appartenenza. Durante la cerimonia è stata inaugurata anche una mostra fotografica dedicata allo scrittore Boris Pahor, con i ritratti realizzati da Alenka Slavinec. Dopo essere stata esposta in diverse località, tra cui Osaka, Brdo presso Kranj e New York, la mostra entrerà ora a far parte dell’esposizione permanente del Monumento alla pace di Cerje.

    B.Z.

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