Dal “Panis Angelicus” di César Franck all’”Ave Regina Caelorum” di Guillaume Dufay: la seconda giornata del viaggio apostolico di Papa Leone XIV in Francia ha la sua colonna sonora. Radio Vaticana – Vatican News propone su Spotify quattro brani per accompagnare le tappe di oggi, dall’incontro con i migranti a Parigi alla preghiera serale davanti alla Grotta di Massabielle. È il secondo capitolo di un itinerario musicale in sedici brani che seguirà il Pontefice fino a Metz

    VATICAN NEWS

    La seconda giornata del viaggio di Leone XIV in Francia comincia a Parigi nel segno dell’accoglienza e si conclude nel silenzio di Lourdes. A unirne idealmente le tappe è la musica: quattro pagine scelte da Radio Vaticana – Vatican News per la playlist pubblicata su Spotify, pensata come una colonna sonora del viaggio apostolico. Prima di lasciare la capitale, Leone XIV visita la Maison Bakhita, centro parigino dedicato all’accoglienza e all’inclusione dei migranti. Qui la musica parla con il Panis Angelicus di César Franck: “Il pane degli angeli si fa cibo per i poveri, i servi e gli umili”. Non c’è trionfalismo, ma la pura etica evangelica del servizio agli ultimi. Poche ore dopo, la Messa all’aperto in Place de la Concorde dialoga idealmente con l’In Paradisum del Requiem di Gabriel Fauré. L’opera, scritta proprio per la vicina chiesa della Madeleine, compie una svolta liberatoria: lascia sullo sfondo il terrore del castigo per aprirsi a una consolazione luminosa e serena.

    Il viaggio prosegue poi verso i Pirenei. All’arrivo a Lourdes, per la prima preghiera silenziosa del Papa davanti alla Grotta di Massabielle, le note dell’Ave Regina Caelorum di Guillaume Dufay sembrano accarezzare la penombra della roccia con la grazia del primo Rinascimento. Quattro brani, dunque, per raccontare musicalmente una giornata che dalla concretezza della carità conduce al raccoglimento della preghiera. È il secondo capitolo di un percorso sonoro più ampio: sedici composizioni, quattro per ciascun giorno della visita, attraverso le quali la grande musica francese, dal Medioevo al Novecento, diventa commento civile, meditazione ed esame di coscienza.

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    La musica come racconto del viaggio

    Rimuovere l’arte dai conflitti e dalle speranze del proprio tempo significa condannarla a una decorazione passeggera, a un passatempo senza memoria. Dire che una grande pagina sinfonica o corale sia soltanto una sequenza gradevole di suoni equivale a sostenere che un dipinto celebre sia solo un disegno ben riuscito o che il colonnato di una cattedrale serva soltanto per ripararsi dalla pioggia.

    È con questa convinzione che Radio Vaticana – Vatican News ha scelto di affiancare al racconto del viaggio di Leone XIV una colonna sonora digitale su Spotify: una guida all’ascolto che prova a entrare in dialogo con luoghi, gesti e parole del Pontefice.

    Link alla playlist del secondo giorno

    LA PLAYLIST DI SPOTIFY: 16 BRANI PER SEGUIRE IL PAPA

    LA PLAYLIST DI SPOTIFY: 16 BRANI PER SEGUIRE IL PAPA

    Parigi, la luce e le ferite della capitale

    La prima giornata ha accompagnato Leone XIV attraverso alcuni dei luoghi simbolici della capitale francese. All’Eliseo, il protocollo di Stato ha incontrato le trombe e i timpani del Te Deum di Marc-Antoine Charpentier, la celebre fanfara barocca divenuta familiare in tutta Europa. All’Unesco, invece, la partitura scelta non esaltava il potere, ma ne ricordava le vittime: Trois beaux oiseaux du paradis, composto da Maurice Ravel nel 1915, durante la Grande Guerra. Un canto corale sommesso e disarmato, nel quale il dolore diventa invocazione di pace.

    Tra le navate di Notre-Dame, restituite al culto dopo il devastante incendio, il tempo si è poi riannodato con il Viderunt omnes di Pérotin, concepito nel XII secolo proprio per quella cattedrale: la preghiera della pietra e quella della polifonia nate quasi dallo stesso respiro. La giornata si è conclusa a Saint-Denis, allo Stade de France, con la grande veglia notturna. A evocare l’elettricità, i colori e il movimento di una folla riunita nella ricerca di una speranza comune è stata Fêtes, dai Nocturnes di Claude Debussy.

    Lourdes: il corpo piagato e la fede che rinasce

    Domenica il viaggio entrerà ancora più profondamente nel mistero di Lourdes e della sofferenza. Davanti ai vescovi francesi riuniti nell’emiciclo Sainte-Bernadette, la playlist propone le Litanies à la Vierge Noire di Francis Poulenc. Nel 1936, sconvolto dalla morte violenta di un carissimo amico, il compositore ritrovò la fede davanti a una statua mariana a Rocamadour. Ne nacque una preghiera scabra, priva di compiacimenti, capace di interrogare ciascuno sulle proprie radici spirituali.

    Tra i momenti più intensi della giornata ci sarà l’incontro con i malati dell’Accueil Notre-Dame. Qui la musica sceglie la voce di Lili Boulanger e il suo Pie Jesu. Prima donna a vincere il prestigioso Prix de Rome, Boulanger, morta a soli ventiquattro anni nel 1918, dettò questa pagina alla sorella Nadia dal letto di morte. È il grido del corpo malato che si fa musica di indicibile tenerezza, avvicinandosi a chi vive nella propria carne l’esperienza dell’infermità. La notte sui prati lungo il Gave si concluderà con la processione delle fiaccole, dove il Rosario dei fedeli troverà il suo ideale contrappunto nella celeberrima Ave Maria di Charles Gounod.

    Particolare della cattedrale di Saint-Étienne a Metz

    Particolare della cattedrale di Saint-Étienne a Metz

    Metz, sulle macerie della storia rinasce l’Europa

    L’ultima tappa porterà Leone XIV a Metz, in Lorena, nel cuore della memoria europea. Terra contesa per secoli tra Francia e Germania, Metz è legata alla figura di Robert Schuman, uno dei padri dell’integrazione europea. Al Centro Congressi a lui intitolato, l’incontro interreligioso sarà accompagnato idealmente dall’antico canto dell’Ubi caritas, rivestito dalle armonie moderne di Maurice Duruflé: dove c’è amore fraterno, lì c’è Dio. La sessione dedicata alla pace troverà invece una corrispondenza nell’Apothéose di Hector Berlioz, grandiosa pagina per fiati e percussioni che trasfigura la memoria dei campi di battaglia in un monumento civile alla riconciliazione tra i popoli.

    Il viaggio si concluderà tra le vertiginose campate della Cattedrale di Santo Stefano, celebrata come la “Lanterna del Buon Dio” per le immense vetrate istoriate che ne filtrano la luce. Dalla Messe de Nostre Dame di Guillaume de Machaut a L’Ascension di Olivier Messiaen, scelta per accompagnare idealmente il decollo del volo papale verso Roma, la musica si farà infine pura luce mistica. Un promemoria che attraversa l’intera playlist: quando la parola rischia di logorarsi nella retorica, l’arte dei suoni può ancora custodire la memoria, interrogare la storia e ricordare la dignità dell’uomo.

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