Cechia-Ucraina 1-0

    [CZE] K. Muchova b. [UKR] A. Kalinina 6-2 6-3

    La Cechia è ad un solo punto dal tornare sul tetto del mondo. Una straordinaria Karolina Muchova regala l’1-0 alla squadra di Barbora Strycova grazie a un prova gigantesca con cui ha completamente dominato Ahnelina Kalinina: schiantata per 6-2 6-3 in 1h10‘ di videogame tennistico. Il tennis brillante ed esplosivo della ceca ha gridato a gran voce tutta la propria forza abbinata ad un indiscutibile fascino nei mezzi esecutivi. Decisamente un’altra versione rispetto a quella opaca, anche se vittoriosa, vista nei quarti contro Bouzas Maneiro. Da cineteca la prestazione in battuta con 8 aces con appena 7 punti persi, di cui solo 4 sulla prima. Con questa sconfitta, termina così l’imbattibilità dell’ucraina che sinora non aveva mai perso in Billie Jean King Cup con 6 vittorie di cui 5 in singolare.

    Incontenibile Muchova, Kalinina impotente

    L’idea di Kalinina è chiarissima fin dalle prime battute. Ricercare un tennis molto propositivo, prendere la rete appena può e accorciare gli scambi il più possibile provando a tirare il vincente non appena la ceca gioca una soluzione più conservativa. Karolina, dal canto suo, varia tantissimo il suo tennis in particolare con l’effetto in slice da entrambi i lati del campo per consegnare all’avversaria palle scomode in cui districarsi che la costringano a rimettere di là dalla rete un colpo facile da attaccare.

    Anche Muchova si proietta in avanti con grande disinvoltura. Dopo aver subito due ottimi passanti ucraini, ai vantaggi e continuando a dare fastidio all’uscita dal servizio di Anhelina con risposte choppate che mandano in tilt il dritto rivale quando deve colpire senza peso, si prende il primo break della partita nel terzo game.

    L’avvio della due volte finalista Slam è perfetto, inappuntabile in battuta con tanto di servizio e volée per salire 3-1. La ceca sta letteralmente facendo quello che vuole, sorprendendo costantemente la ventinovenne di Nova Kachovka con esecuzioni improvvise e assolutamente imprevedibili. Perché anche se conosci l’enorme bagaglio di Muchova, è sempre complicato capire in anticipo quale coniglio estrarrà in quel preciso momento. Come quando esegue un top spin profondissimo per far perdere metri all’ucraina e poi punirla con una smorzata incrociata dal lato opposto.

    Dopo una sequenza di otto punti consecutivi al servizio, Karolina cede il primo quindici alla battuta ed è costretta a rimontare dal 15-30 dopo uno smash spedito in rete. Superato indenne il primo frangente di difficoltà, la finalista dell’ultimo Wimbledon piazza il doppio break – vidimato dal doppio fallo ucraino e dalla successiva palla corta ceca – dopo essere già stata sul 30-30 nel precedente game di risposta. Per ora questa versione di Muchova è semplicemente inavvicinabile. Troppo dominante sia col servizio – dove sta ricevendo tanto dallo slice ad uscire verso destra – sia in ribattuta nel prendere immediatamente l’iniziativa non lasciando scampo a Kalinina.

    Muchova alza sempre più i giri e Kalinina soccombe. Cechia avanti sull’Ucraina

    L’approccio alla gara di Kalinina era stato anche corretto, volendo perseguire l’obiettivo di tentare il più possibile di comandare anche a costo di incorrere in qualche gratuito di troppo perché tanto fare una partita di pura fase difensiva contro una Muchova così in palla è un autentico suicidio sportivo. Guardare come viaggiano gli arti inferiori di Karolina è una meraviglia. Arriva sulla palla sempre ben centrata al punto d’impatto prendendo di conseguenza la palla presto e scaricando benissimo il peso del corpo in avanti.

    La n°8 WTA prosegue nella sua prestazione formidabile in battuta. Mentre non smette di faticare Anhelina che al di là dei due break subiti ha tenuto il servizio per tre volte a trenta e in una sola circostanza a quindici. Come brilla invece il tennis della trentenne di Olomouc. Demi volée che solo lei può fare nel panorama femminile unite ad offensive in controtempo a velocità disarmanti.

    Muchova sta asfaltando a suon di accelerazioni brucianti la povera seconda ucraina e difatti ecco servito il terzo break della sfida. Ciò che accade da qui in poi è pura accademia. Karolina continua a far divertire facendo brillare gli occhi di Strycova e della Direttrice del torneo Conchita Martinez, che apprezzano e non poco i suoi assoli di elevatissima qualità come il triumvirato slice lungo, palla corta e pallonetto. La ceca manca il doppio break, ma nel finale di partita se è possibile alza ancora di più la difficoltà del suo tennis senza per questo perdere in efficacia.

    La palla adesso passa a Noskova. L’Ucraina è già spalle al muro e Svitolina è chiamata a prolungare la finale.

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