L’ultima piazza darebbe problemi pure nei grandi tornei. E dopo la Turchia, si va a Parigi…
Rischiamo davvero l’ultimo posto nel gruppo? In fondo è già successo una volta. Mondiale 2010, Lippi ct: quarti dietro a Slovacchia, Paraguay e Nuova Zelanda, non la Spagna, senza vincere una partita. Anni dopo abbiamo sfiorato un ultimo posto in un altro girone. Era la prima Nations, con Mancini da poco ct. Nei minuti di recupero dell’ultima sfida in Polonia, il gol di Biraghi cambiò classifica e prospettive. Eliminati, ma salvi. Era il 2018, non sospettavamo che la situazione sarebbe diventata così grave. Dalla lotta per il primato al probabile spareggio con la Turchia stasera per non arrivare ultimi. La B sarebbe una doppia retrocessione. Questione di epoche. E di obiettivi. I nostri stanno progressivamente cambiando.
caduta progressiva—
Una volta, quali che fossero gruppo e torneo, si lottava sempre per il primo posto. Negli anni in cui la crisi ha cominciato ad aggredire l’azzurro, ecco che il secondo posto è diventato il paracadute per qualificarsi in extremis, seppure via playoff, vedi Spagna, Svizzera, Norvegia. Dopo il terzo ko mondiale di fila, con annessa depressione collettiva, possiamo farci andar bene anche un buon terzo posto. È il caso di questa Nations: essere tra le due “migliori terze” significa restare in A ed entrare tra teste di serie al sorteggio per l’Euro. Dopo lo 0-2 con il Belgio, però, un nuovo spettro s’aggira per l’Europa azzurra: l’ultimo posto nel gruppo. Con effetti collaterali spiacevoli: discesa in seconda fascia del sorteggio europeo e possibile retrocessione in Serie B.
scenario—
Ricapitoliamo situazione e regolamento. Francia e Belgio in minifuga dopo una partita, Italia e Turchia a zero. Tutto è possibile, mancando ancora cinque partite, ma sospettiamo che vincere il girone sia un’utopia. La sfida di stasera a Bursa diventa quindi una specie di playoff anticipato per il terzo posto: un pari in trasferta sarebbe comunque utile, la sconfitta obbligherebbe invece a ripensare strategie, ad ammettere l’emergenza. Anche perché la sfida successiva è in teoria la peggiore, contro la Francia a Parigi. Non c’è Mbappé, ma sarà bene non farsi illusioni. Vero che due anni fa, dopo l’umiliazione a Euro 2024, Spalletti s’inventò l’Italia più bella del suo ciclo, vincente 3-1 a Parigi, e con Mbappé in campo, ma i tempi sono cambiati.
rischio—
Il regolamento obbliga ad alcune precisazioni. Le due “migliori terze” restano in A. Le due “peggiori terze” giocano gli spareggi con quelle di B per non retrocedere, ma sono ancora teste di serie al sorteggio europeo. Le due “migliori quarte” vanno anche loro ai playout. Le due “peggiori quarte” dritte in B. Il quarto posto sarebbe una maledizione (sportiva): lontani dalle zone nobili del calcio europeo, in Serie B, giocando con le medie o medio-alte (la nostra nuova categoria). Una svalutazione d’immagine ed economica. E poi complicherebbe la corsa alle fasi finali di Mondiali ed Europei perché non saremmo più in prima fascia. Nel migliore dei casi, in seconda. Ritorna la domanda: possiamo davvero andare in Serie B? O forse: siamo veramente da Serie B?
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