Lo scorso 24 settembre alcuni caccia finlandesi e svedesi sono decollati dopo aver intercettato dei velivoli militari supersonici russi in volo sul Golfo di Finlandia. Secondo quanto riferito dalle forze armate svedesi, i jet F/A-18 Hornet finlandesi e i JAS 39 Gripen svedesi sarebbero decollati dopo aver intercettato una formazione russa che comprendeva un aereo da trasporto Tu-134, un intercettore supersonico MiG-31 ad alta quota progettato per individuare e ingaggiare minacce a lungo raggio e caccia multiruolo Su-30, progettati per il combattimento aria-aria e aria-terra.

    Si tratta di un’importante primato storico nella cooperazione militare tra Finlandia e Svezia, in particolare considerando il contesto di crescente tensione geopolitica nella zona a causa della presenza dell’esercito di Mosca.

    «Ecco come si presenta in pratica una stretta cooperazione», ha dichiarato il generale di divisione Jonas Wikman, comandante dell’aeronautica militare svedese, in un comunicato stampa diffuso al termine dell’operazione congiunta. Costruito nel corso degli anni sulla fiducia e su solide relazioni personali, ora possiamo operare insieme senza soluzione di continuità, come forze aeree, come nazioni e come alleati».

    La presenza russa nei cieli della Nato

    Negli ultimi mesi la Russia ha più volte violato la spazio aereo del fianco orientale della Nato. In Polonia un elicottero Mi-8 russo ha attraversato il confine da Kaliningrad; altri droni sono stati intercettati in Romania, Moldavia ed Estonia.

    Lo scorso venerdì, in occasione del Forum Internazionale delle Culture Unite di San Pietroburgo, Putin ha dichiarato che «molte persone in Europa affermano di aspettarsi un attacco dalla Russia e quindi sostengono di doversi preparare alla guerra con la Russia. Voglio ribardire ancora una volta: non ci stiamo preparando ad un’azione militare contro l’Europa. Non abbiamo piani di questo tipo, non abbiamo alcun fondamento per essi e, soprattutto, nessun reale motivo per inasprire la situazione con l’Europa».

    Le dichiarazioni di Putin arrivano in risposta alle affermazioni del ministro della Difesa estone Martin Herem, secondo il quale la Russia potrebbe attaccare l’Estonia entro il prossimo anno. «Come diciamo scherzosamente in Russia: “Il circo se n’è andato, ma i pagliacci restano”. È una pagliacciata politica. Chiaramente, queste dichiarazioni sono pura assurdità e non hanno alcun senso», ha detto Putin.

    A giugno la Nato ha confermato la sua intenzione di rafforzare la difesa dei Paesi sul fianco orientale, dichiarandosi «pronta e disposta a difendere ogni alleato in caso di attacco».


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