Per anni la risposta di Bruxelles a chi chiedeva “quando” è stata sempre la stessa: l’allargamento non funziona con le date, si va avanti sui meriti. Ora quella linea si incrina. La Commissione europea sta preparando una roadmap che riconosce formalmente l’obiettivo di chiudere i negoziati di adesione con l’Albania entro dicembre 2027, come rivelato da fonti istituzionali a Euronews e confermato nei giorni successivi da Politico, che ha allargato il quadro anche a Montenegro, Ucraina e Moldova.

    Cosa prevede la tabella di marcia per Tirana

    Il documento in preparazione a Bruxelles ha due funzioni. La prima è politica: mettere nero su bianco che la scadenza del 2027, rivendicata da tempo dal premier Edi Rama e presentata più volte come un piano concordato con la Commissione, è considerata realistica anche dall’esecutivo europeo. La seconda è operativa: la roadmap conterrà un elenco di risultati attesi (deliverables) che l’Albania dovrà completare per colmare le ultime lacune e arrivare alla chiusura di tutti i capitoli negoziali entro la fine del prossimo anno.

    Il modello non è nuovo. “La Commissione ha visto che questo approccio ha funzionato bene con il Montenegro e ora vuole replicarlo”, ha spiegato a Euronews un funzionario Ue che ha chiesto l’anonimato. Podgorica è oggi il candidato più avanzato, con l’obiettivo di concludere i negoziati entro fine 2026 e diventare il 28° Stato membro nel 2028.

    Va precisato un punto che spesso genera confusione: la scadenza del dicembre 2027 riguarda la fine tecnica dei negoziati, non l’ingresso formale nell’Unione. Dopo la chiusura dei capitoli serve la firma del trattato di adesione e la ratifica da parte di tutti gli Stati membri e del Parlamento europeo. Tirana, da parte sua, ha indicato il 2030 come orizzonte per la piena membership.

    La svolta annunciata da von der Leyen

    L’operazione era stata anticipata dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen nel discorso sullo Stato dell’Unione del 16 settembre: “Guardate all’Ucraina e alla Moldova, ai Balcani occidentali, a tutti i Paesi vicini alla nostra Unione. Poiché il loro futuro è nella nostra Unione, proporremo presto tabelle di marcia per i candidati più avanzati”.

    Un portavoce della Commissione ha confermato a Politico che le nuove roadmap “forniranno un percorso verso la conclusione dei negoziati di adesione” e “fisseranno un elenco chiaro di priorità: tempistiche e risultati da conseguire per aiutare i candidati più avanzati a completare le riforme necessarie”. Secondo due alti funzionari citati dal quotidiano, i piani indicheranno anche date indicative per la chiusura dei singoli cluster negoziali, e creeranno obblighi anche per gli attuali Stati membri, chiamati a dare il via libera in ogni fase.

    La lista dei beneficiari è ristretta: Montenegro, Ucraina, Moldova e Albania. Restano fuori, almeno per ora, Kosovo, Macedonia del Nord e Bosnia-Erzegovina, ancora in fasi precedenti del percorso, così come Georgia, Turchia e Serbia, le cui candidature sono di fatto bloccate per i timori sul rispetto dello stato di diritto e l’indipendenza della giustizia.

    Il nodo dei “Fondamentali”

    Le priorità che Bruxelles chiederà all’Albania si concentrano sul Cluster 1, quello dei cosiddetti “Fondamentali”, che per metodologia è il primo ad aprirsi e l’ultimo a chiudersi perché detta il ritmo dell’intero negoziato. Sul tavolo restano la riforma della giustizia, il rafforzamento dello stato di diritto, la lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata, il funzionamento delle istituzioni democratiche e la riforma della pubblica amministrazione.

    Su questi temi il Parlamento europeo si è espresso il 17 giugno scorso, approvando con 483 voti favorevoli, 103 contrari e 70 astensioni la relazione annuale sull’Albania. Gli eurodeputati hanno accolto con favore i rapidi progressi degli ultimi anni, ma hanno avvertito che il Paese deve ancora superare la polarizzazione politica interna, consolidare le riforme anticorruzione e garantire la piena attuazione delle leggi approvate. Il messaggio è esplicito: sarà la qualità delle riforme, non il calendario, a determinare i tempi dell’adesione.

    La stessa commissaria all’Allargamento Marta Kos aveva usato toni prudenti a luglio: “Come sapete, l’allargamento non funziona con le date. Ma più un Paese si avvicina alla fine della parte tecnica dell’adesione, più possiamo dire qualcosa in merito, o più possiamo usare gli anni”.

    Dove è arrivata l’Albania

    I numeri spiegano perché Tirana è oggi seconda solo al Montenegro nella corsa all’adesione. Candidata dal 2014, con i negoziati aperti formalmente il 19 luglio 2022, l’Albania ha aperto tutti i 33 capitoli negoziali in poco più di un anno, un’accelerazione senza precedenti nei Balcani occidentali.

    Il passaggio decisivo è arrivato in primavera: il 21 maggio 2026 il gruppo di lavoro del Consiglio sull’allargamento ha approvato l’Interim Benchmark Assessment Report (IBAR), il rapporto che certifica il raggiungimento dei parametri intermedi sui capitoli 23 e 24 (giustizia, diritti fondamentali, libertà e sicurezza). Senza IBAR, secondo la metodologia rivista, nessun capitolo può essere chiuso. Cinque giorni dopo, il 26 maggio, l’ottava conferenza intergovernativa ha segnato l’inizio ufficiale della fase finale.

    Il 14 luglio 2026, nella nona conferenza di adesione, sono stati chiusi provvisoriamente i primi tre capitoli: il 25 (scienza e ricerca), il 26 (istruzione e cultura) e il 30 (relazioni esterne). Ne restano aperti trenta, da chiudere in circa quindici mesi se si vuole rispettare la scadenza del dicembre 2027.

    Non mancano i punti di attrito. A giugno la Commissione aveva richiamato Tirana ad “astenersi da azioni che possano compromettere” la candidatura, in riferimento al contestato progetto turistico da 1,4 miliardi di euro legato a Jared Kushner nell’area protetta di Vjosa-Narta. Il governo albanese ha poi assicurato a Bruxelles che l’opera sarà sottoposta a una valutazione d’impatto ambientale completa e rispetterà gli standard europei.

    Le prossime tappe: 6 ottobre, 15-16 ottobre, fine ottobre

    Il calendario delle prossime settimane è fitto. Il 6 ottobre verrà presentata ai vertici delle istituzioni la revisione delle politiche di “pre-allargamento” coordinata da Alexandre Adam, consigliere di von der Leyen, che punta a un’integrazione graduale dei candidati attraverso benefici economici e accesso a progetti comuni. La bozza vista da Politico definisce l’allargamento “un imperativo geopolitico” e sostiene che l’Unione può integrare un numero elevato di nuovi membri “in gran parte nel quadro dei trattati attuali”, con adattamenti mirati, clausole di salvaguardia e periodi transitori prima del pieno esercizio di alcuni diritti di membership.

    Il 15 e 16 ottobre i capi di Stato e di governo terranno a Bruxelles una “discussione strategica sull’allargamento e sulle riforme interne”, come indicato nella bozza di agenda del Consiglio europeo. Sarà il momento in cui la Commissione chiederà ai leader il sostegno politico per accelerare.

    Infine, a fine ottobre è attesa la pubblicazione del Pacchetto annuale sull’Allargamento, il check-up della Commissione su tutti i Paesi candidati. Le roadmap per Albania, Montenegro, Ucraina e Moldova saranno integrate in quella sede, insieme ai rapporti per Paese e alle raccomandazioni sui passi successivi.

    Nel frattempo von der Leyen è in viaggio nei Balcani occidentali per incontrare i leader di Montenegro, Albania, Macedonia del Nord e Kosovo, saltando Bosnia-Erzegovina e Serbia, entrambe in campagna elettorale. Kos ha promesso un “autunno dell’allargamento” dopo anni di stallo. Per Tirana, che ha già iniziato a chiudere capitoli, la prova sarà trasformare una data politica in trenta capitoli chiusi entro quindici mesi.

    🎥 Segui InfoDifesa anche su YouTube!

    Approfondimenti, notizie, interviste esclusive e analisi sul mondo della difesa, delle forze armate e della sicurezza: iscriviti al canale ufficiale di InfoDifesa per non perdere nessun aggiornamento.


    🔔 ISCRIVITI ORA

    Unisciti alla community di InfoDifesa: oltre 30.000 utenti già ci seguono!

    📲 Unisciti al canale WhatsApp di Infodifesa!

    Vuoi ricevere aggiornamenti, notizie esclusive e approfondimenti direttamente sul tuo smartphone?
    Iscriviti ora al nostro canale ufficiale WhatsApp!


    ✅ Iscriviti su WhatsApp

    Senza spam. Solo ciò che ti interessa davvero.

    Share.
    Leave A Reply