Firenze, 29 settembre 2026 – Radio, siti e social viola sono stati presi d’assalto già da ieri sera. Mentre Michael Kayode correva sotto la pioggia di Bursa per festeggiare il suo primo gol con la Nazionale maggiore, a Firenze migliaia di tifosi applaudivano il ragazzo cresciuto al Viola Park e tornavano a chiedersi come sia stato possibile lasciarlo partire. Nella vittoria per 4-1 sulla Turchia, il terzino del Brentford ha fatto molto più che firmare una rete all’esordio: ha spinto, attaccato gli spazi, propiziato il raddoppio di Frattesi e mostrato di poter essere uno degli uomini su cui costruire il nuovo corso azzurro.

    La maglia azzurra, sempre speciale per Kayode

    Per Kayode, del resto, la maglia dell’Italia sembra avere qualcosa di speciale. Nel 2023, con l’Under-19, era stato un suo gol decisivo a consegnare agli azzurrini il titolo europeo; tre anni dopo, al primo appuntamento con i grandi, ha ritrovato la porta e si è preso la scena in una serata che la Nazionale cercava dopo la sconfitta con il Belgio. A Firenze, però, ogni sua accelerazione ha avuto anche il sapore del rimpianto: quello per un classe 2004 che la Fiorentina aveva visto crescere e che nel gennaio 2025 ha ceduto al Brentford per 17 milioni di euro, pochi mesi dopo un’offerta (sempre dello stesso club inglese) pari a 25 milioni. Il suo percorso, prima dell’arrivo in viola, era passato dal settore giovanile della Juventus e dalla Serie D con il Gozzano. Fu Valentino Angeloni a intuire quanto potesse valere quel ragazzo, portandolo nel vivaio della Fiorentina; da lì Kayode si è guadagnato la prima squadra e l’affetto di una piazza che ne apprezzava la corsa, la personalità (da antologia erano e sono tuttora le sue rimesse laterali) e la capacità di non tirarsi mai indietro. È anche per questo che la reazione dei tifosi, oggi, va oltre il semplice conto economico.

    Kayode in viola, percorso chiuso

    Rimettere insieme i cocci di quella separazione, però, serve a poco. Nell’ultima sessione di mercato vissuta a Firenze, il percorso di Kayode appariva ormai chiuso sia agli occhi dell’allora direttore sportivo Daniele Pradè, che avrebbe probabilmente accettato di cederlo già nell’estate precedente incassando di più, sia in quelli del tecnico Raffaele Palladino. L’allenatore ebbe il merito di rilanciare Dodo, accompagnandolo fino al ritorno nella Nazionale brasiliana, ma quella crescita finì anche per restringere lo spazio del giovane terzino. Per «Kayo», di fronte alla chiamata del Brentford, scegliere l’Inghilterra divenne naturale. Lì ha trovato continuità e un posto nel cuore dei tifosi, saltando appena una delle 38 partite di Premier League della scorsa stagione. Adsseo è arrivata anche la consacrazione in azzurro. Dire quanto valga oggi sul mercato resta difficile, ma i 40 milioni di euro della valutazione riportata da Transfermarkt non sembrano una cifra lontana dalla sua nuova dimensione. Firenze può essere felice per lui, e in effetti lo è. Il problema, per tanti tifosi viola, è non riuscire semmai a guardare quel gol sotto il diluvio senza pensare a ciò che sarebbe potuto essere.

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