L’emergenza provocata dall’attività dell’Etna offre oggi un’immagine concreta di quello che l’Aeroporto dello Stretto Tito Minniti  potrebbe rappresentare anche in futuro: uno scalo capace non soltanto di servire Reggio Calabria e l’area dello Stretto, ma anche di diventare un punto di riferimento alternativo per il traffico aereo della Sicilia orientale quando le condizioni operative rendono più difficili i collegamenti con Catania.

    Stamane, come riporta un post di AeroportiCalabria.com, un Airbus A319 di Air Serbia, proveniente da Belgrado, è infatti atterrato a Reggio Calabria in seguito alle limitazioni operative che hanno interessato l’aeroporto di Catania a causa della presenza di cenere vulcanica legata all’attività dell’Etna. 

    Si tratta del primo atterraggio della compagnia serba all’Aeroporto dello Stretto, arrivato in un contesto particolare ma che mette in evidenza la posizione geografica dello scalo reggino e la sua possibile funzione di supporto in situazioni di emergenza.

    Un episodio che, pur nascendo da una circostanza eccezionale, si inserisce in un percorso di crescita già avviato. Lo scorso 16 maggio è stata inaugurata la nuova area partenze dell’Aeroporto, primo stralcio funzionale della nuova aerostazione prevista dal Masterplan approvato da Enac. La struttura dispone di circa 3.600 metri quadrati di superficie calpestabile e punta a migliorare comfort, servizi e capacità operativa dello scalo.

    E proprio sul futuro del Tito Minniti si è tornati a parlare lo scorso 5 settembre, quando a Palazzo Campanella il sindaco di Reggio Calabria Francesco Cannizzaro, il presidente della Regione Roberto Occhiuto e il presidente di Sacal Luciano Vigna hanno presentato un piano di interventi da 64 milioni di euro.

    Il progetto prevede, tra le altre opere, 36 milioni di euro per l’ampliamento dell’aerostazione e la realizzazione del nuovo terminal Arrivi. Un insieme di interventi che va quindi oltre il semplice restyling della struttura e che punta a costruire le condizioni per una maggiore capacità dello scalo. 

    È in questo quadro che l’atterraggio dell’Air Serbia assume un significato ulteriore. Oggi il Tito Minniti ha accolto un volo internazionale che, in condizioni ordinarie, avrebbe dovuto operare su Catania. Domani, con infrastrutture ulteriormente potenziate, una rete di collegamenti più ampia e una maggiore capacità ricettiva, lo scalo potrebbe avere un ruolo ancora più importante nella gestione di eventuali situazioni che dovessero compromettere l’operatività dello scalo siciliano.

    La vicinanza con la Sicilia e la posizione al centro dell’area dello Stretto rendono infatti Reggio un possibile scalo alternativo naturale per una parte del traffico diretto verso la Sicilia orientale. L’episodio di oggi non rappresenta necessariamente l’inizio di una nuova funzione strutturale, ma mostra concretamente una possibilità che gli investimenti in corso potrebbero contribuire a consolidare.

     

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