La decisione pare sia maturata dopo un colloquio durato addirittura un’ora con il presidente russo Vladimir Putin. I dettagli e i contenuti dell’incontro restano ancora sconosciuti.
Vučić si è dimesso dichiarando di voler partecipare alle prossime elezioni parlamentari come un normale cittadino. Ricordiamo che il presidente serbo negli ultimi anni era molto contestato dal movimento studentesco, che non smette di chiedere le sue dimissioni e quelle del governo serbo. Inoltre, era accusato da vari giornalisti e testimoni di essere coinvolto nella vicenda dei cosiddetti “safari umani” nella capitale bosniaca Sarajevo durante la guerra di Bosnia. Recentemente lo stesso Vučić è stato di nuovo al centro dell’attenzione regionale, ma anche europea, per aver “tacitamente approvato” i funerali del generale Ratko Mladić, condannato per crimini di guerra, e “celebrato” con vari onori religiosi e militari.
Dopo le dimissioni, si avvia adesso la procedura per l’elezione di un nuovo capo dello Stato. Il presidente dell’Assemblea nazionale è tenuto a indire le elezioni presidenziali, che si terranno entro tre mesi dalla fine del mandato presidenziale. Nel frattempo, il presidente dell’Assemblea nazionale svolge le funzioni di presidente della Repubblica, ma per un periodo massimo di tre mesi. Dopo l’annuncio delle elezioni, seguirà la procedura elettorale, che comprende le scadenze per la presentazione delle candidature e per il voto.
