Il campione ha l’ok medico e, dopo le fratture della clavicola sinistra e di una vertebra cervicale rimediate alla Vuelta, vuole tornare a gareggiare già domenica
Ebbene sì, Tadej Pogacar — il grande assente del Mondiale di Montreal, vinto a sorpresa domenica dal suo fido scudiero Brandon McNulty — ha mostrato senza mezzi termini una gran voglia di correre fra cinque giorni il campionato europeo, che si disputerà proprio in Slovenia, a una manciata di chilometri dalla “sua” Komenda. E forse non è nemmeno un caso che sabato, nell’ultimo giorno in cui poteva indossare la maglia arcobaleno conquistata nelle ultime due edizioni, il numero uno abbia postato un video che lo immortala di nuovo in sella, sorridente e fasciato proprio con i colori dell’iride, a soli 28 giorni dalla caduta alla Vuelta nella quale ha riportato le fratture della clavicola sinistra e di una vertebra cervicale.
il rientro—
Di sicuro, se Tadej ha manifestato questa volontà non è solo per un senso di riconoscenza verso il suo Paese, ma anche perché si sente nelle condizioni idonee per essere competitivo in una corsa comunque esigente come un Europeo, di cui è tra l’altro campione in carica. E volendo spingerci oltre, niente di più facile che voglia pure testarsi nella prospettiva tutt’altro che impensabile di presentarsi al via, sei giorni dopo, di quel Lombardia che ha sempre vinto negli ultimi cinque anni. Fantascienza? No, se parliamo di Pogacar, un fenomeno che ci ha abituato a imprese al limite dell’impossibile, a cominciare dalle fughe a lunga gittata con cui ha firmato alcuni dei suoi trionfi più prestigiosi. Un asso che non perde occasione per alzare ogni volta l’asticella delle ambizioni e delle difficoltà. I conti ora li deve fare con la dirigenza del suo team, la Uae Emirates, non molto contenta di vederlo affrettare i tempi del rientro, considerando rischiosa questa eventualità, nonostante il parere favorevole del chirurgo che lo ha operato. Al riguardo, le parole del team manager Gianetti lo lasciano intendere. Ma quando hai a che fare con un fuoriclasse del genere, pesano di più le decisioni del medesimo o di chi lo dirige?
